"Se non mettiamo la Libertà delle
Cure mediche nella
Costituzione, verrà il tempo in cui la
medicina si organizzerà, piano piano e
senza farsene accorgere, inuna
Dittatura
nascosta.
E il tentativo di limitare l'arte della
medicina solo ad una classe di persone,
e
la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la
Bastiglia della scienza medica". (By Benjamin Rush, firmatario della
Dichiarazione d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787) Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata
FARMACI e CONTROINDICAZIONI
I dittatori nascosti
(clandestini) della medicina, d’altra parte li
conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei
“baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle
“lobbies
accademiche” od operino nelle
multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano”
la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a
questa marea montante di intolleranza anti-scientifica,
prima che questi nuovi tiranni arrivino ad
insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto
pensare…! 220 anni dopo, questa situazione di
dittatura
sanitaria si e'
realizzata e TU caro lettore cosa fai per
contrastarla ??
Antitrust
portoghese, multa di 16 mln di euro a cinque
case farmaceutiche:
Accordo di cartello sui prezzi tra Abbot, Bayer,
Johnson & Johnson, Menarini e Roche. Erano già
state condannate in Italia, nel 2003, a una
multa di 30,5 milioni di euro.
Il 13 ottobre, l'Autorità Antitrust portoghese,
l'Autoridade da Concorrência, ha condannato
cinque case farmaceutiche a 16 milioni di euro
complessivi di multa, per aver formato un
cartello sui prezzi, tra il 2001 e il 2004.
L'accordo è stato praticato nel caso di 36 bandi
pubblici, riguardanti la fornitura di medicinali
a 22 ospedali.
Le cinque compagnie condannate sono:
Abbott Laboratórios, Bayer Diagnostics Europe,
Johnson & Johnson Roche.
Fonte:
http://www.rsinews.it
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale.
"Continuano a trattare i bambini come fossero,
dal punto di vista metabolico, degli adulti",
protesta Poma: è "assurdo somministrare ai
bambinifarmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Donato Greco fino a qualche settimana
fa era il direttore del Centro per la
prevenzione e il controllo delle malattie del
Ministero della Salute (I).
Sostituito dal governo (sulla sua poltrona si è
seduto Fabrizio Oleari), in un'intervista a
'Epidemiologia & Prevenzione', che “L'espresso”
anticipa, spara a zero sulle nuove politiche
dell'esecutivo.
"Si sta delineando un cambiamento nella visione
stessa della prevenzione. L'obiettivo per cui il
Centro ha sempre lavorato è stata l'estensione,
su tutto il territorio nazionale, di misure di
prevenzione primaria.
Oggi invece i rappresentanti del ministero
preferiscono parlare di “predizione clinica”.
Il che, tradotto, significa privilegiare la
diagnosi precoce da attuarsi mediante ricorso a
tecnologie avanzata".
In pratica, più che prevenire l'insorgenza
stessa della malattia, la nuova filosofia
sarebbe quella di ampliare al massimo la
popolazione che ha accesso alla diagnosi
precoce, per intervenire il prima possibile, ma
solo quando il paziente è già malato.
La diagnosi precoce, fatta di mammografie, test
clinici, colonscopie e molto altro, è un'ottima
cosa e ha salvato molte vite, ma ha anche costi
elevatissimi che, per come è congegnato oggi il
Ssn, entrano ampiamente nelle casse dei mille
laboratori privati e convenzionati che
forniscono questo tipo di prestazioni.
Greco chiama in causa le
Lobby:
"Basta vedere come sono stati organizzati i
comitati consultivi del ministero: c'è una
presenza determinante dei poteri forti (industrie
farmaceutiche,
aziende
biotecnologiche, cliniche private) mentre
c'è pochissimo spazio per i rappresentanti della
sanità pubblica e delle Regioni.
Credo che il diritto alla
salute oggi sia a rischio".
Tratto da: l’Espresso11 dicembre 2008
Commento NdR: Donato
Greco e’ stato per decenni, il piu’ acceso propagandista
delle campagne vaccinali (chiamate prevenzione primaria)
che quel Centro aveva a disposizione. Infatti lo si
trovava spesso in giro per l’Italia a fare propaganda ad
ogni tipo di vaccino, ma
le sue recenti dichiarazioni sono veramente
agghiaccianti !
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Questa la
Descrizione del
meccanismo che
nel secolo
scorso permise
ai grossi
capitali
finanziari di
impadronirsi
dell’intero
sistema medico
americano,
attraverso il
controllo
dell’insegnamento
universitario. I
Rockefeller
amavano
chiamarla
“filantropia
efficiente”.
Purtroppo li
medico che
volesse
domandarsi oggi
da dove nascano
tante di quelle
“certezze” che
gli vengono
contestate ....
da chi non si
fida più della
medicina
ufficiale, dovrà
risalire di
quasi
un secolo
per trovarne
l’origine.
D’altronde, è
lui stesso ad
insegnare che il
miglior rimedio
contro una
malattia non sia
la semplice
rimozione del
sintomo, ma
quella della
causa stessa.
By Massimo
Mazzucco -
Tratto da: luogocomune.net
Le
case farmaceutiche
non sono obbligate a pubblicare TUTTI i
risultati delle loro ricerche....-
Gen. 2009 «Dalle sperimentazioni risulta che il
risultato complessivo della nuova generazione di
antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei
criteri clinicamente significativi», scrivono
gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la
necessità di cambiare il sistema attuale, che
permette alle case farmaceutiche di non
pubblicare una parte dei dati delle loro
sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -.
Rende difficile determinare se i farmaci
funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero
essere obbligate, quando commercializzano un
nuovo prodotto, a pubblicare tutti i
dati». Stavolta, per accedere alle informazioni,
gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of
Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> ESEMPIO di come opera BIG
PHARMA
Il farmaco Symbyax, della Società Farmaceutica
Ely Lilly, anche se non
ancora presente sul mercato italiano, ha una storia
interessante per capire come si muove Big Pharma e
perciò applicabile anche a molti altri farmaci, come
quelli per il colesterolo.
Ely Lilly comunica di avere avuto pochi giorni fa il
riconoscimento del Symbyax da parte dell'FDA (Food and
Drug Administration) americana per il trattamento acuto
della depressione bipolare che non risponde ad altre
terapie.
Il farmaco deriva dall'abbinamento di 2 molecole molto
conosciute, Prozac (fluoxetina) antidepressivo + Zyprexa
(olanzapina) antipsicotico.
Nuovi farmaci, vecchie molecole.
Queste ed altre combinazioni nascono dall'esigenza di
Big Pharma di tenere alto il giro d'affari di sostanze
come la fluoxetina per la quale è scaduto da tempo il
brevetto e l'olanzapina che, pur essendo un principio
attivo best seller, ha effetti collaterali
gravi come quello di
poter aumentare la glicemia ed indurre perciò il
diabete.
E' quindi una strategia, come ha scritto il Wall Street
Journal, che mira a tarpare le ali alla concorrenza dei
farmaci generici, tenere alto il nome di quelli datati e
aumentare la probabilità che i pazienti continuino ad
usarli. (Jacky Law, Big Pharma, Einaudi 2006).
Inoltre questi farmaci ambivalenti possono essere utili
per far provare a pazienti prodotti nuovi sfruttando la
fedeltà a quelli vecchi.
Di nuovo c'è solo quindi la strategia di mercato per
ripresentare due farmaci in uno e, guarda caso per uno
di questi è sempre scaduto il brevetto.
Cure nuove per le malattie o nuove cure per il mercato
farmaceutico ? I titoli azionari della Ely Lilly, dopo
la comunicazione dell'approvazione da parte dell'FDA e
la modifica del foglietto illustrativo (bugiardino)
sono salite a Wall Street !
Tratto da: ilserpentedigaleno.blogosfere.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ma
chi sono i padroni di BIG
PHARMA ?
- vedi:
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende)
Alcune famiglie storiche, come gli Hoffmann che
controllano ancora la Roche, i Sandoz , ancora
presenti in Novartis, gli svedesi Wallenberg in
AstraZeneca, la fondazione Lilly in Eli Lilly, o
gruppi multisettoriali, come la Total (famiglie
Frère e Desmarais) e l'Oréal (famiglia
Bettencourt e Nestlé), maggiori azionisti di
Sanofi-Aventis.
Per il resto si tratta di investitori
istituzionali, in primo luogo banche e fondi di
investimento, per conto di migliaia di piccoli
risparmiatori.
Pochi operatori dominano le maggiori imprese: la
britannica Barclays Bank , la statunitense State
Street , alcune case di fondi come Fidelity ,
The Capital Group , Wellington . E nel 60-70%
del capitale che fa capo a fondi o investitori
di Borsa, non mancano gli operatori italiani. Le
grandi aziende farmaceutiche, spesso in linee di
investimento "salute e ambiente", sono in
portafoglio ai maggiori gestori nazionali di
fondi. Eurizon (gruppo Sanpaolo-Imi, ora Intesa
Sanpaolo) ha, tra l'altro, Novartis come secondo
titolo del fondo azionario internazionale etico.
Nord Est Fund , delle Casse rurali trentine e
Bcc del Triveneto, investe nelle farmaceutiche,
GlaxoSmithKline e Schering Plough in testa, il
14% dell'azionario globale. Etica sgr , la
società del risparmio gestito di Banca Etica,
che aderisce a Iccr, ha in portafoglio
Bristol-Myers Squibb, Johnson & Johnson,
Sanofi-Aventis. Il rapporto di Iccr ha già messo
in moto reazioni da vari fronti, ma il suo
obiettivo più importante è influenzare il
comportamento delle imprese a partire proprio
dalla sollecitazione agli azionisti a compiere
scelte responsabili.
By Francesco Terreri - Fonte:
Microfinanza
Visionare questo documentario:
Il video autogestito scuote
Big Pharma
By Sveva Prati
Finora, le perturbazioni nel
mondo della salute e del farmaco che avevano origine in
Internet erano relativamente contenute. Da tempo ci
sono, è vero, gli spamming continui degli adepti di
Dianetics, per i quali la prima cosa da fare è eliminare
qualsiasi psicofarmaco. Ci sono state le catene di Sant'Antonio
sul sodio laurilsolfato ma poco altro. La possibilità
offerta da Internet di fare una comunicazione diretta
senza avere i mezzi di una grande azienda non aveva
finora prodotto esiti rilevanti sotto questo aspetto. La
situazione potrebbe però essere invertita da sistemi di
pubblicazione multimediale come YouTube. La questione è
stata lanciata dalla pubblicazione specializzata
AdvertisingAge, focalizzandosi su due documenti in
particolare; il primo è stato realizzato da un ex
informatore scientifico di Eli Lilly, che si occupava
dello Ziprexa. In due spezzoni da cinque minuti
ciascuno, l'ex dipendente spiattella la strategia
adottata dall'azienda per affrontare la questione degli
effetti collaterali del farmaco, e non ne esce un
ritratto lusinghiero.
Citazioni di esponenti di
Big Pharma:
"Questi episodi sono fonte di una qualche
preoccupazione, perché strutture come YouTube non hanno
sistemi di controllo" ha dichiarato Dorothy Wetzel, già
responsabile del consumer marketing di Pfizer e ora alto
papavero di Saatchi & Saatchi New York. "Però bisognerà
abituarsi, perché non si tratta di un fenomeno
transitorio".
Passando ai contenuti, "Big Bucks, Big Pharma" è una
denuncia delle storture indotte dalla pubblicità
dell'etico diretta al consumatore (giro d'affari di 5
miliardi di dollari) e sostiene, avvalorata da
interviste a personaggi incontestabili come Marcia
Angell, l'ex direttore del New England Journal of
Medicine (e docente della facoltà medica di Harvard) o
di Bob Goodman, primario del policlinico universitario
della Columbia e fondatore di No Free Lunch, una ONLUS
che combatte l'abitudine dei medici di accettare inviti
a pranzo, e altro, da parte delle aziende.
Il senso del documentario è tutto racchiuso nella frase
pronunciata da Marcia Angell: "Non posso fare a meno di
pensare che milioni di persone assumono farmaci di cui
non hanno bisogno e che potrebbero anche rivelarsi
pericolosi".
Il documentario, che deve molto a Michael Moore, è in
vendita da mesi sul sito della fondazione, ma YouTube è
stato determinante per il sistema di marketing virale
adottato dai promotori, basato anche sul contatto con
associazioni di anziani, gruppi civici, scuole.
Quanto al caso
dell'antipsicotico di Lilly, l'accusa è intuibile:
l'azienda avrebbe minimizzato gli effetti indesiderati
del farmaco, mostrando come piegare il dato statistico
ai propri interessi senza mentire in senso stretto.
L'azienda non ha replicato, ma esperti legali
intervistati da AdvertisingAge sostengono che, a meno di
provare che vi è diffamazione, c'è poco da fare.
Secondo un vecchio detto, se non si può battere qualcuno
è meglio allearsi con lui. Ed è quello che probabilmente
accadrà anche con questi sistemi autogestiti di
comunicazione. Lo prova il fatto che, sempre su YouTube,
è reperibile anche un filmato di un minuto e 43 secondi
sulla sindrome della gambe senza riposo. Autore, Glaxo
SmithKline.....
Tratto da. La leva di Archimede
Familiarmente note come
Big Pharma, otto
multinazionali farmaceutiche (cinque anglosassoni e tre
europee) da sole si spartiscono oltre la metà del
fatturato complessivo. La loro immensa fortuna si basa
su alcuni importanti accordi commerciali, tra cui
l’accordo
TRIPS, entrato in vigore nel gennaio 1995.
Big
Pharma non si
preoccupa certo della vostra salute, anzi, a dirla
tutta non gliene frega proprio nulla, l’unica cosa che
fanno le multinazionali del farmaco è depredare, e
aumentare i fatturati. e naturalmente non guarirvi (
almeno non del tutto) : un malato guarito non acquista
farmaci. un malato cronico sì.
vi propongo in merito
un articolo di L. Gallo sulle misfatte di
Big pharma nel terzo
mondo. già che ci siete visitatevi il suo blog molto
ricco di informazioni:
http://protonutrizione.blogosfere.it/
“Abbiamo più volte parlato
dell’aspetto problematico e purtroppo spesso antietico
legato al marketing farmaceutico in vari
post dedicati all’argomento.
Leggiamo a proposito da l’Espresso un’interessante
riflessione di
Suketu Mehta sul rapporto che le multinazionali del
farmaco hanno con i rimedi tradizionali di alcune
culture e civiltà:
“Le case farmaceutiche occidentali fanno miliardi con
alcune medicine prodotte inizialmente dai paesi in via
di sviluppo. Ma i rimedi alle
erbe, come la
zucca amara o il Turmeric, conosciuti per la loro
efficacia nella cura di tutto, non portano alcun
guadagno a quei paesi i cui saggi per primi ne avevano
individuato le virtù. Il governo indiano ha calcolato
che ogni anno nel mondo vengono emessi circa 2 mila
brevetti legati alla medicina tradizionale indiana.”
Stessa cosa è accaduta per l’antica scienza spirituale
dello Yoga, un sapere considerato un tempo universale e
i cui insegnamenti, includenti anche pratiche per il
benessere psicofisico, saccheggiati a man bassa, oggi
contano solo in America centinaia tra copyright e
brevetti e migliaia di marchi.
Dovrebbero quindi, osserva Mheta, restituire il favore
“rendendo disponibili quei farmaci salvavita a prezzi
ridotti, o per lo meno permettere alle case
farmaceutiche indiane di produrne i generici. Se la
posizione del loto appartiene al genere umano,
altrettanto dovrebbe valere per la formula del Gleevec,
il farmaco per curare la leucemia per il quale una casa
farmaceutica svizzera, che ne ha registrato il brevetto,
sta facendo causa al governo indiano.”
Tratto da:
http://parvatim.wordpress.com/2008/01/11/i-tentacoli-di-big-pharma/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La sanità preda del mercato -
Big Farma, storie di
ordinaria corruzione
vedi:
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende) Grazie a un'ondata di fusioni senza precedenti,
dieci gruppi farmaceutici si dividono oggi il 50% del
mercato mondiale dei medicinali - a maggior beneficio
dei loro azionisti, cercando in tutti i paesi del mondo,
collusioni per ottenere la possibilita' di vendere e
quindi far consumare
farmaci e
vaccini. I
principali responsabili della deriva verso la
mercificazione del mercato
dei malati, sono le Universita' (che licenziano
medici che
NON conoscono
TUTTE le tecniche sanitarie possibili, ma solo
quelle farmacologiche...
medici che sono
quindi indottrinati dalle idee di
Big Pharma) ed i
poteri pubblici che formano i medici per poi
abbandonarli a un lavoro spesso solitario, senza mezzi
indipendenti per aggiornare le loro conoscenze. Va detto
però che si scontrano con una
lobby molto organizzata, che non esita a
utilizzare l'intimidazione e il ricatto (nell'uso o
nell'immissione sul mercato delle novità terapeutiche).
Il paziente, da parte sua, non dispone di alcun mezzo
per farsi un'opinione informata (al di fuori della
pubblicità). L'eventuale legalizzazione, da parte
dell'Unione europea, della pubblicità diretta nei
confronti del pubblico, rischia di fare aumentare ancora
di più la confusione.
L'emarginazione della componente politica - che è poi
l'altro nome del “buco” della sicurezza sociale - non è
irrimediabile: diverse proposte permetterebbero di
coinvolgere pazienti e medici nelle scelte sulla salute
- come hanno fatto, senza aspettare inviti, i malati di
aids.
Come prima cosa si dovranno scardinare i paletti
intellettuali solidamente costruiti dalle case
farmaceutiche con la pratica di garantire la carriera ai
ricercatori scientifici che aprono loro i mercati
emarginando gli altri, di comprare i favori o la
complicità di alcuni media, di viziare i “buoni
prescrittori” e diffidare dei medici “passatisti”
che tendono a prescrivere buoni, vecchi medicinali
sperimentati.
L'industria - sistematicamente depredata dalla
finanza, e con
favolose riserve di contanti - fa regnare, su tutti i
protagonisti, un preoccupante controllo delle opinioni.
I fatti di piccola corruzione ordinaria indotta da
queste pratiche hanno finito con il corrompere, a tutti
i livelli, il contratto sociale relativo alla sanità
pubblica.
"...Gli interessi
delle multinazionali del farmaco sono molto ben
rappresentati, anche in Italia all’interno delle nostre
istituzioni, la ‘capacità di fuoco’ di queste aziende –
attente innanzitutto ai profitti – è davvero elevata.
Come ebbe a dire Loris Jacopo Bononi, già elemento di
punta della Pfitzer, "solo chi ha vissuto le
multinazionali del farmaco dall’interno ne ha chiara
l’inaudita potenza". Secondo: siamo da sempre convinti
che la partita vada giocata non tanto sul "vietare"
qualcosa, quanto sull’informazione per una scelta
consapevole. Il grande lavoro che stiamo facendo da
quattro anni a questa parte è quello di sensibilizzare
le famiglie, informarle dei rischi di queste terapie a
base di psicofarmaci, dell’inutilità di strategie
terapeutiche 'tampone' che non risolvono nulla."
By Luca Poma, portavoce nazionale di
Giù le Mani dai Bambini
Il libro di Jack Law:
BIG PHARMA
Un durissimo atto d'accusa contro le
multinazionali farmaceutiche che dominano il più
redditizio business al mondo, quello della malattia.
Dopo la lettura di questo libro, ogni volta che
prenderete una medicina vi chiederete se fa bene a voi o
se fa bene a loro.
Mentre negli Stati Uniti è annunciata l'uscita di
Sicko, il nuovo documentario di Michael Moore contro
l'industria farmaceutica americana, questo libro di
Jacky Law ci spiega in che modo "Big
Pharma" (l'insieme delle multinazionali
farmaceutiche) si è progressivamente allontanata dal suo
obiettivo primario: la salute e il benessere delle
persone.
L'autore ci svela un sistema nel quale la ricerca dei
profitti non coincide più con la tutela della nostra
salute, ma con una gigantesca impresa dove il marketing
orienta la ricerca scientifica e induce essa stessa il
bisogno di farmaci spesso inutili quando non dannosi.
Dove il costo delle medicine cresce senza sosta, mentre
diminuiscono i nuovi prodotti immessi sul mercato; dove
gli studi scientifici sono manipolati, i ricercatori e
le autorità di controllo corrotti o intimiditi.
Tutto questo a detrimento di una ricerca orientata verso
malattie «meno redditizie» e con la complicità di
moltissimi medici a libro paga del mostro «Big Pharma».
Ma Law ci fornisce anche preziose indicazioni per
sottrarci a una medicalizzazione della società imposta
dal mercato e farci riconquistare il controllo sulla
nostra salute, non più come passivi consumatori ma come
cittadini finalmente responsabili e informati.
Oggi la “Casta del
Cancro” - interconnessa con
Big Pharma - difende
a spada tratta la
chemioterapia e la
radioterapia,
nonostante i risultati
fallimentari degli ultimi 40 anni !
Non ci viene detto però che la sopravvivenza a 5 anni
dalla chemio supera di poco il 2%, e questo perché le
sostanze usate, sono esse stesse “cancerogene”, “mutagene”
e “teratogene”.
Il bugiardino del farmaco
Doxorubicina (costo 1743,94 euro), per esempio, riporta
testualmente: “Tutti gli articoli usati per la
somministrazione della Doxorubicina (guanti, maschere,
siringhe, ecc.) dovranno essere posti in appositi
sacchi per rifiuti speciali ad alto rischio, e
inceneriti a 1000 gradi”…
Viene da chiedersi: come mai ai malati di
cancro vengono
somministrate sostanze costosissime e altamente
tossiche per l’organismo, al punto da richiederne l’incenerimento
ad alte temperature ?
Ignoranza, malafede, interessi economici ?
“Business is business”,
e anche il cancro non è immune da tale logica
commerciale: la chemio può costare fino 50.000 euro al
mese, un solo trapianto di midollo 36.000, un ciclo
completo di radioterapia 26.000 euro, ecc.
Il costo medio di un paziente oncologico è di oltre
200.000 euro, e ogni anno in Italia sono oltre 270.000 i
nuovi malati… "
"...
Big Pharmahas around 1,300
lobbyists in Washington
- that's more than two for every member of
Congress. "They are powerful", said Senator
Chuck Grassley, chairman of the Senate Finance
Committee, "You can hardly swing a cat by the
tail in that town without hitting a
pharmaceutical lobbyist."
"Is it
any surprise then that legislation
favourable to the drug industry, including
immunity from prosecution, is constantly
passed by the poodles on the hill ?
It is the same elsewhere, too, in this
global gluttony of bribery and corruption.
In Britain, for example, doctors are given
bonuses for meeting government "vaccination
targets"
- in other words financial incentives to
increase the uptake of the
horrific vaccine
potions produced by the drug corporations."
BIG FARMA è una delle piu' importanti
Corporazioni internazionali, che assieme a
quelli delle armi e del petrolio, guida
anche la politica USA.....sponsorizzando i
politici che poi vengono eletti alla casa
bianca.
vedere:
Veleni chimici farmaceutici
+
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende)
Il Dr. Rath ha fatto inequivocabilmente
centro: la sua denuncia contro il "Business
farmaceutico della malattia" rivela come
gli accusati abbiano volutamente instaurato
questo clima di terrore globale per portare
avanti i loro sporchi interessi a colpi di
leggi nazionali ed internazionali.
Interessante il fatto che Bush padre faceva
parte del consiglio di amministrazione della
Eli Lilly.
Il piano strategico di infiltrate dirigenti
di case farmaceutiche, cosi' come sostenuto
dal Dr. Rath, negli esecutivi dei governi e
nei vari
settori della ricerca, sembra
funzionare. Di seguito un piccolo articolo
trovato su
Nexus.
Un recente studio della York
University ha rivelato che le
case farmaceutiche
americane:"spends almost twice as
much on promotion as it does on research and
development, contrary to the industry’s
claim.
The U.S. pharmaceutical industry spent 24.4%
of the sales dollar on promotion, versus
13.4% for research and development, as a
percentage of US domestic sales of US$235.4
billion." Quindi BigPharma spende più in pubblicità
che in ricerca......
ATTENZIONE: Società farmaceutiche, la
festa sta per finire. La diagnosi sullo stato
di salute del settore, da qui a tre anni, non è
affatto positiva. Anzi. Per la prima volta dopo
tempi di vacche grasse, anche per le mega
multinazionali del farmaco sta per arrivare il
giro di boa: la data di scadenza dei
super-profitti è il 2011.
A lanciare il profit warning è Lehman Brothers,
che per quell'anno prevede l'arrivo della
peggiore crisi del settore in quanto a ricavi,
da decenni a questa parte.
Tra le cause, l'aumentata competizione dei
farmaci generici (o equivalenti, cioè farmaci
che hanno esattamente la stessa efficacia
effetto di quelli di marca, ma costano meno) e
la scadenza imminente di numerosi brevetti. «Per
la prima volta nella storia - ha dichiarato al
Financial Times Alexis de
Rosnay, capo della divisione healthcare
dell'istituto finanziario statunitense - il
settore registrerà una crescita negativa». Che
il settore fosse già maturo non è una novità, ma
nessuno finora aveva detto quando la bomba a
orologeria scoppierà. Speriamo presto...
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
1) “Attenti
alle bufale”, di Tom Jefferson – Il Pensiero
Scientifico Editore, 2006
Come usare la evidence-based medicine per
difendersi dai cattivi maestri.
“… Sollevatore di coscienze in un'epoca in
cui la evidence-based medicine è sulla bocca di
tutti (troppo spesso a sproposito) ed è
diventata uno strumento utilizzato da alcuni
"furbi" per sostenere tesi improponibili,
tentare di gestire potere culturale o mettere su
delle vere e proprie attività commerciali”.
2) “ Big Pharma”, di
Jacky Law – Einaudi S.p.A. Editore, 2006
Come l’industria farmaceutica controlla la nostra salute
“Un durissimo atto d’accusa contro le
multinazionali farmaceutiche che dominano il più
redditizio business al mondo, quello della malattia.
Dopo la lettura di questo libro ogni volta che
prenderete una medicina vi chiederete se fa bene a voi o
se fa bene a loro…”
Dalla Campagna
Giulemanidaibambini. “Psicofarmaci ai bambini: come
ti condiziono i giornalisti”
L’ingerenza del marketing del farmaco sui giornalisti:
corsi di formazione per insegnare - a gruppi di genitori
favorevoli alla somministrazione di metanfetamine ai
bambini - tecniche utili a ‘stimolare’ i giornalisti a
confezionare servizi “pro-psicofarmaco ai minori”. Luca
Poma: “Pressioni sistematiche sui media, documentata
la crescente invadenza degli interessi delle
multinazionali del farmaco”.
http://www.dirittolibertadicura.org/images/Psicofarmaci/comunicato
condizionamento giornalisti 05 06 20082.pdf
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Big Pharma Qualche giorno fa, i
produttori di farmaci hanno
garantito all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
che possono produrre 4.5 miliardi di vaccini contro
l'influenza aviaria entro il 2010. Ma all'OMS non basta
ancora, perché loro vogliono vaccinare tutti, dico
tutti, gli abitanti del pianeta. "Quanno ce vo', ce vo'",
pare abbia detto il segretario generale dell'OMS. Ma se
esplode un'epidemia da sei miliardi di persone - e
finora siamo solo a qualche vittima l'anno - non è
meglio monitorare l'evoluzione geografica e molecolare
del virus e intervenire in modo oculato ?
Ho sempre
creduto che le caratteristiche delle epidemie (sviluppo
di resistenze, imprevedibilità, retroazione eccetera)
sconsigliassero approcci così drastici. Prima di dare
altri soldi a Big Pharma sull'onda del terrore come fece
Storace qualche anno fa, mi piacerebbe che un immunologo
mi desse il suo parere, altrimenti dovrò rivolgemi allo
Stagnaro.
Le papere, invece, se ne
sbattono, secondo una
news del New Scientist (che però, farabutti, è
visibile solo agli abbonati). Non perdono tempo con
profezie, comunicati stampa, lobby farmaceutiche e
contratti per i vaccini: hanno sviluppato gli anticorpi,
le papere, e ora, guarite dall'influenza, se ne vanno in
giro per l'Europa.
Commenta, soprattutto
se sei un immunologo
Sono Stagnaro (non so se il
possibile…consulente) e vorrei dire la mia. Ammiro
l’opera di tutti gli specialisti immunologi della santa
OMS, che si preoccupano della potenziale epidemia di
aviaria, da anni annunciata. Bravi; continuate pure ad
impiegare i nostri soldi in questi preparativi di
prevenzione primaria. Ma desidero anche aggiungere che
di EPIDEMIE ne abbiamo già in atto da decenni: cancro
solido e liquido, diabete mellito, arteriosclerosi, etc.
Io ho dimostrato l’esistenza delle varie COSTITUZIONI
(14 lavori Medline) con articoli ospitati su riviste di
fama mondiale e in numerosi libri (chiedere a Google
oppure visitare (senza login…)
www.semeioticabiofisica.it
Inoltre, riconosciute alla nascita dei singoli, le
costituzioni sono quantificate con un semplice
fonendoscopio! Infine, esistono i relativi Reali Rischi
Congeniti conditio sine qua non della possibile
insorgenza delle rispettive malattie.
Perchè questi Maestri del Pensiero Medico sponsorizzati
– silenziosi in modo desolante per nascondere il loro
scarso statuto ontologico e la mancata volontà di
ridurre in modo significativo i casi di malattie
ricordate sopra, non si preoccupano di diffondere le
nuove conoscenze semeiotico biofisiche, come fa
www.naure.com? Publishing in the New
Millennium: A Forum on Publishing in the Biosciences:
http://network.nature.com/forums/harvardpublishingforum/673
By
Sergio Stagnaro (medico) · 5 November 07
Il video autogestito scuote Big Pharma
http://it.youtube.com/watch?v=81DmeC_EXKI è invece
il trailer che presenta un vero e proprio documentario
intitolato "Big Bucks, Big Pharma" (grandi soldi, grandi
farmaceutiche), che in 46 minuti affronta tutto il tema
della promozione del farmaco.
Il documentario non è però un "contributo dal basso",
come si diceva una volta, ma è opera della Media
Education Foundation, un gruppo indipendente di
Northampton che si dedica alla realizzazione di film di
analisi e denuncia del sistema dei media
statunitense.
"Questi episodi sono fonte di una qualche
preoccupazione, perché strutture come YouTube non hanno
sistemi di controllo" ha dichiarato Dorothy Wetzel, già
responsabile del consumer marketing di Pfizer e ora alto
papavero di SaatchiGeoff-Vuleta-Profile & Saatchi New
York. "Però bisognerà abituarsi, perché non si tratta di
un fenomeno transitorio".
Passando ai contenuti, "Big Bucks, Big Pharma" è una
denuncia delle storture indotte dalla pubblicità
dell'etico diretta al consumatore (giro d'affari di 5
miliardi di dollari) e sostiene, avvalorata da
interviste a personaggi incontestabili come Marcia
Angell, l'ex direttore del New England Journal of
Medicine (e docente della facoltà medica di
HarvardB-School-Isnt-What-It-Used-To-Be ) o di Bob
Goodman, primario del policlinico universitario della
Columbia e fondatore di No Free Lunch, una ONLUS che
combatte l'abitudine dei medici di accettare inviti a
pranzo, e altro, da parte delle aziende.
Il senso del documentario è tutto racchiuso nella frase
pronunciata da Marcia Angell: "Non posso fare a meno di
pensare che milioni di persone assumono farmaci di cui
non hanno bisogno e che potrebbero anche rivelarsi
pericolosi".
Il documentario, che deve molto a Michael Moore, è in
vendita da mesi sul sito della fondazione, ma YouTube è
stato determinante per il sistema di marketing virale
adottato dai promotori, basato anche sul contatto con
associazioni di anziani, gruppi civici, scuole.
Quanto al caso dell'antipsicotico di Lilly, l'accusa è
intuibile: l'azienda avrebbe minimizzato gli effetti
indesiderati del farmaco, mostrando come piegare
il dato statistico ai propri interessi senza mentire
in senso stretto. L'azienda non ha replicato, ma esperti
legali intervistati da AdvertisingAge sostengono che, a
meno di provare che vi è diffamazione, c'è poco da fare.
Secondo un vecchio detto, se non si può battere qualcuno
è meglio allearsi con lui.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Marcia Angell
- Farma & Co (Big Farma) Industria farmaceutica:
storie straordinarie di ordinaria corruzione
"Lasciamo
che il mondo veda quello che gli Stati Uniti
fanno ai loro cittadini quando hanno la
sventura di ammalarsi" ...Michael
Moore, a proposito del suo prossimo film
Sicko
Farmaci di marca e farmaci generici. Farmaci
che costano una fortuna. Farmaci che
cambiano nome e curano patologie diverse, ma
sono esattamente gli stessi. Il Prozac, per
esempio, che, colorato di rosso e lavanda, è
diventato Sarafem, un rimedio contro la
sindrome premestruale a un prezzo tre volte
superiore.
I farmaci davvero innovativi immessi sul
mercato sono sempre meno perché l’obiettivo
principale delle aziende è prolungare i
brevetti – e gli incassi – di quelli già
esistenti. Dagli anni ottanta l’industria
farmaceutica è il business più redditizio
del mondo, con un fatturato annuo di 400
miliardi di dollari.
Nella catena che dai fondi pubblici per la
ricerca arriva fino ai medici e ai pazienti,
gli interessi si concentrano nelle mani
delle Big Pharma, veri colossi del marketing
contemporaneo, raffinate macchine da guerra
contro la salute dei cittadini.
Ricerche
e sperimentazioni truccate, sindromi
inventate a tavolino come il «disordine
di ansia sociale», lo scandalo dei farmaci
per l'Aids negati ai paesi del Sud per non
perderne il monopolio, medici comprati
con sovvenzioni da favola, modifiche
«cosmetiche» a farmaci già esistenti, i
cui effetti diventano dubbi, se non
addirittura pericolosi.
Che cosa sta succedendo ?
Come facciamo a sapere se i farmaci che ci
vengono prescritti sono efficaci ?
Come orientarsi nelle nebbie della peggiore
declinazione del mercato globale ?
Ce lo spiega in questo incredibile resoconto
Marcia Angell, annoverata dalla rivista Time
tra le venticinque persone più influenti
d’America. Una lettura feroce, magnetica, da
cui si esce necessariamente diversi: più
forti, più indignati, infinitamente più
consapevoli.
Marcia Angell, medico specializzato
in medicina interna e patologia, è stata
direttrice The New England Journal of
Medicine,una delle riviste mediche più
prestigiose al mondo. In campo sanitario è
un’autorità riconosciuta e una convinta
sostenitrice della riforma medica e
farmaceutica.
Ora insegna alla Harvard Medical School. Ha
già pubblicato Science on Trial.
Tratto da il
saggiatore.it
...continua..:
La verità sulle
aziende farmaceutiche secondo Marcia Angell.
Bugie, corruzione e
speculazioni che sono alla base del business più
remunerativo del mondo, giocato sulla salute
delle persone...
Il libro Farma
& Co. Industria farmaceutica: storie
straordinarie di ordinaria corruzione è
un'analisi attenta, documentata, arrabbiata,
sull'industria che dal 1980 al 2003 è stata la
più florida del mondo.
Un'industria che ha sempre potuto contare,
afferma Domenico Gallo nella sua introduzione al
libro, sulla "marcata asimmetria fra lo
strapotere del mondo medico da un lato, e la
scarsità di conoscenze e di informazioni, la
difficoltà di orientamento, la conseguente
mancanza di un atteggiamento critico da parte
dei cittadini dall'altro". Tutti fattori che
hanno fatto sì che quella farmaceutica fosse
un'industria basata fondamentalmente sulla
fiducia: fiducia che il medico prescrivesse
effettivamente il farmaco migliore, che le case
farmaceutiche producessero nuovi farmaci via via
più efficaci e fiducia che, avendo a che fare
con un diritto fondamentale dell'uomo quale la
salute, l'industria dei farmaci non si
asservisse alle ciniche distorsioni del mercato.
Evidentemente, a leggere il libro della Angell,
la fiducia è stata mal riposta.
Non c'è aspetto dell'industria farmaceutica che
non venga sezionato e smascherato dall'autrice:
dal falso "mito" della ricerca e dello sviluppo,
addotto dalle case farmaceutiche come prima
giustificazione per gli alti prezzi dei farmaci,
ai mille metodi poco chiari con cui prolungare i
brevetti che garantiscono l'esclusività di una
determinata produzione, dai modi per aggirare le
leggi e convincere i medici a prescrivere alcuni
prodotti piuttosto che altri, alle "invenzioni"
di nuove patologie.
Per quanto riguarda, poi, i costi della ricerca
e dello sviluppo di cui si diceva, Marcia Angell
dimostra come la maggior parte delle ricerche
volte a scoprire nuove molecole e nuovi tipi di
cure, venga effettuata dalle università o dagli
enti governativi e in minor quantità dalle ditte
farmaceutiche, e quand'anche fosse vera la cifra
di 31 miliardi che nel 2003 è stata quella che
le dieci società farmaceutiche USA nella lista
"Fortune 500", hanno dichiarato di spendere per
la R&S, bisognerebbe riflettere sul fatto che la
cifra spesa per il marketing e l'amministrazione
si è aggirata intorno ai 67 miliardi di dollari,
e che comunque nessuno si sarebbe potuto
lamentare visto che le entrate delle vendite
avevano fatturato qualcosa come 217 miliardi di
dollari.
Fonte:
http://www.efiles.unibocconi.it
vedi:
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Grazie
a un'ondata di fusioni senza precedenti, dieci
gruppi Farmaceutici si dividono oggi il 50% del
mercato mondiale dei medicinali - a maggior
beneficio dei loro azionisti.
Portano sollievo al
mondo (cosi ci dicono loro) e finanziano la ricerca con i guadagni delle
vendite.
Questo è il volto, levigato e sorridente, che le
«Big Pharma» mostrano al mondo. Ma qualche ruga
comincia ad apparire.
Nel Sud del mondo, si muore
per mancanza di medicinali, spesso troppo cari;
nel Nord, si soffre per un eccesso di consumi
e per effetti secondari a lungo ignorati.
Tuttavia, le case farmaceutiche non sembrano
temere alcun contro-potere.
Se è in gioco il marcio della politica, la stampa
adora mettere in prima pagina fatti di tangenti.
Silenzio assoluto dei media invece, quando Glaxo
SmithKline (Gsk) viene sottoposta, in Italia, a
una gigantesca inchiesta di polizia che coinvolge
ben 2.900 medici.
A eccezione del British Medical
Journal (Bmj) e del Guardian di Londra (13
febbraio 2003), su questo grande scandalo si è
scritto poco o niente.
Eppure, ben 37 impiegati di Gsk Italia e 35 medici
sono stati accusati di «corruzione»; 80
informatori scientifici denunciati per versamenti
illegali a favore di medici disposti a prescrivere
prodotti della casa piuttosto che gli equivalenti
generici. Nel corso dell'inchiesta, la polizia ha
scoperto un complesso sistema informatico,
denominato Giove (Jupiter), che permetteva ai
rappresentanti commerciali della ditta di
controllare, attraverso le ricette presentate in
farmacia, le prescrizioni dei medici che erano
stati pagati. Inoltre, secondo Bmj, 13.000 ore di
registrazioni telefoniche dimostrerebbero molto
chiaramente quanto stretta fosse la relazione tra
il numero delle prescrizioni e la consistenza dei
regali ottenuti dai medici: visite «mediche» al
Gran premio di Montecarlo o ai Caraibi, versamenti
in contanti fino a 1.500 euro, ecc.
L'Italia è un caso isolato ? Scandali simili sono
emersi negli Stati uniti e in Germania...
Nell'aprile 1993, la dottoressa Nancy Olivieri,
dell'Ospedale pediatrico di Toronto, firma con la
società Apotex Research Inc. un protocollo di
ricerca su una nuova molecola, il deferiprone, che
potrebbe aiutare i pazienti colpiti da talassemia
(malattia del sangue ereditaria) a evitare i
problemi cardiaci legati al sovraccarico di ferro.
A quel tempo la dottoressa Olivieri era ben
lontana dal sospettare che il suo «caso», otto
anni dopo, sarebbe stato oggetto di un rapporto
d'inchiesta di oltre 500 pagine. Due anni dopo
l'inizio della sperimentazione terapeutica e la
pubblicazione dei primi, incoraggianti risultati,
le nasce il sospetto che il medicinale aggravi la
fibrosi epatica di alcuni suoi malati. Decide
allora di far firmare ai pazienti una nuova
lettera di consenso, affinché siano informati dei
rischi potenziali legati a effetti secondari, e
sottopone la lettera ai suoi superiori.
Immediatamente, la casa farmaceutica annulla il
contratto (senza interrompere le ricerche in corso
in altri ospedali) e minaccia di trascinarla in
tribunale se dovesse infrangere la clausola di
riservatezza che ha imprudentemente firmato.
Ignorando le pressioni, in nome del proprio dovere
verso i pazienti, il medico presenta i risultati
del suo lavoro nel corso di un convegno.
In sei anni di noie giudiziarie e professionali,
sarà sostenuta soltanto dall'Association
Canadienne des Professeur(e)s d'Université (Acppu).
Vero è che il direttore di Apotex, uno dei «filantropi»
più influenti di Toronto, aveva proposto una
donazione di 20 milioni di dollari all'università
della città per la costruzione di un nuovo
edificio....
Grazie alla sua tenacia, tuttavia, la dottoressa
Olivieri alla fine ha vinto la causa. Reintegrata
in servizio, e con una compensazione per gli anni
di ricerca perduti, ha anche ottenuto
l'annullamento da parte della Commissione europea
dell'autorizzazione alla vendita del deferiprone,
in nome del fatto che nessuno studio scientifico
ha finora eliminato i timori da lei segnalati.
Per un violento attacco di otite, un medico ha
prescritto a Roselyne un antibiotico di terza
generazione.
Due giorni dopo, la donna si trascina a fatica per
casa, la pressione è molto bassa. Consulta allora
un altro medico che le dice di aver «già avuto
problemi con questo antibiotico» e le consiglia
di sospendere il trattamento.
Nel giro di due giorni Roselyne recupera le forze.
L'incidente non è grave e niente prova che sia
legato al medicinale. Tanto meglio! Perché
comunque il medico di base non avrebbe a
disposizione alcun mezzo per segnalarlo. Infatti,
anche se la Previdenza sociale con l'introduzione
della carta Sesame-Vitale gli impone per ogni
prestazione di connettersi a Internet, nessun sito
recensisce questo tipo di osservazioni, le quali
invece, se messe insieme, permetterebbero agli
epidemiologi di scoprire rischi non individuati
prima dell'approvazione del farmaco. Gli appelli
del collettivo Europe et medicament, per un
maggior coinvolgimento del paziente nella
farmaco-vigilanza, per ora non sono stati recepiti
dalla Commissione europea.
L'associazione per la lotta contro l'aids, Act
up-Paris, da tempo lamenta la mancanza di un
finanziamento per perfezionare, ad esempio, le
posologie dei farmaci trivalenti per le donne (le
sperimentazioni hanno coinvolto schiere di
pazienti, ma erano in maggioranza uomini).
Una volta ottenuta l'autorizzazione all'immissione
sul mercato (Amm), la legge non prevede né una
successiva valutazione del prodotto, né il
controllo di un certo numero di persone sotto
trattamento.
Senza una legislazione vincolante, le valutazioni
post - Amm, dette «di fase IV», sono dunque
affidate alla buona volontà delle case
farmaceutiche. Sempre carenti di fondi pubblici,
alcuni medici e ricercatori si arruolano così in
quelle che a volte vengono definite «valutazioni
di marketing».
«A noi la pubblicità non dà certo fastidio! -
racconta ridendo un redattore della rivista
“L'Infirmière” - Contrariamente a quasi tutte
le pubblicazioni professionali del settore medico,
non interessiamo affatto le case farmaceutiche.
I nostri lettori non richiedono né prescrivono
medicinali. Se non altro, questo ci lascia
assolutamente liberi di scrivere su argomenti che
ci interessano: la relazione con il paziente, lo
stato degli ospedali nel terzo mondo, le difficoltà
della professione...»
Al contrario, a parte alcune pubblicazioni come
Pratiques (un trimestrale) o Prescrire (che offre
una valutazione critica dei medicinali immessi sul
mercato), i giornali destinati ai medici, molto
spesso unico strumento d'informazione (e di
formazione!) nel corso della loro carriera, sono
saturi di annunci pubblicitari.
Tra «ricerca» e «vita», la salute Suzanne,
giornalista, aveva lasciato Parigi per il sud
dell'Inghilterra, dove sperava di vivere del suo
lavoro - il che però si rivela più difficile del
previsto.
Ma ecco che riceve, per posta, una proposta
allettante: «Saremmo lieti che partecipasse al
convegno medico che si terrà a Londra il 22
gennaio e che pubblicasse un articolo sulla stampa
francese.
Il nostro obiettivo è informare il
pubblico su una malattia importante, ma
relativamente sconosciuta e sui nuovi progressi
terapeutici individuati». Segue una descrizione
dettagliata della «malattia» e degli eccellenti
risultati ottenuti con il nuovo farmaco.
«Consapevoli che non potrà garantire la
pubblicazione di questo articolo, Le verseremo la
somma di 500 sterline per partecipare al convegno,
scrivere l'articolo e proporlo, per esempio, a l'Agence
France Presse, a Le Monde o al Quotidien du Médecin».
Molto interessata, Suzanne chiede alcune
precisazioni.
«Le garantisco che è una pratica corrente:
saranno presenti anche dieci giornalisti
britannici e quattro scandinavi».
Alla lettera è allegato l'articolo di un collega,
a titolo d'esempio...
o di modello. «Certo, se Lei riuscirà a fare
pubblicare l'articolo, mi sarà più facile
invitarla di nuovo in seguito».
Medico di base e romanziere, Martin Winckler nella
sua cronaca radiofonica su France Inter, dà il
suo parere su tutto. Ma, il 15 maggio 2003, osa
proporre l'ultimo libro di Philippe Pignarre, ex
dirigente dell'industria farmaceutica, che
analizza la «crisi» a suo giudizio attraversata
dalle case farmaceutiche: diminuendo le possibilità
di individuare importanti novità terapeutiche, è
a rischio, in prospettiva, la redditività
finanziaria - finora eccezionale - del settore.
Questa valutazione, proposta da un canale del
servizio pubblico, non va d'accordo con la
pubblicità redazionale del sindacato padronale
delle industrie dei medicinali (Leem), per le
quali «la ricerca avanza, la vita migliora» (una
campagna fatta su France Info e Radio Classique,
oltre che sui tre canali di France Télévision).
Il 4 luglio, la cronaca è sostituita, senza
spiegazioni, da un intervallo musicale.
L'11, il Leem usa il suo «diritto di risposta»
per attaccare le «accuse senza fondamento» di
Winckler.
Da quel momento, di fronte alle insistenti domande
poste dagli ascoltatori, le spiegazioni dei
responsabili diventano sempre più imbarazzate.
Tra lo stupore generale, è Randall Tobias, l'ex
presidente di Ely Lilly - fortunato produttore del
Viagra - , l'uomo scelto da George Bush per
gestire il fondo americano per la lotta contro
l'aids (15 miliardi di dollari in cinque anni). «I
suoi rapporti con l'industria farmaceutica hanno
suscitato forti perplessità: Tobias s'impegnerà
a garantire l'accesso a medicinali generici a
basso costo - si chiede, nel suo editoriale del 12
luglio 2003, The Lancet, uno dei più importanti
giornali di ricerca medica - o comprerà versioni
sotto brevetto, proteggendo così gli interessi
delle industrie americane ?».
Il formidabile braccio di ferro commerciale sui
brevetti farmaceutici, che oppone da molti anni
alcuni paesi del Sud alla triade Stati
uniti-Unione europea-Giappone (l'88% del consumo
totale di medicinali nel mondo), è finito, alla
vigilia della riunione dell'Organizzazione
mondiale del commercio a Cancun, con la vittoria
delle «Big Pharma», guidate dalla ditta
americana Pfizer; la marea di limitazioni che verrà
imposta al commercio dei generici garantisce loro
uno stretto controllo su questo mercato.
A Washington, il voto del 23 luglio 2003 alla
Camera dei rappresentanti era scontato: il
progetto di legge che autorizza l'importazione di
medicinali che all'estero costano meno che negli
Stati uniti superava la tradizionale
contrapposizione politica. Ottantasette
repubblicani si sono aggiunti ai 155 democratici
per approvare una legge che costituisce una sfida
alle case farmaceutiche - medicinali di largo
consumo, come l'Augmentin, possono costare, negli
Stati uniti, tre volte il loro prezzo in Europa.
Editore di CapitalEye.org (un foglio specializzato
nell'analisi dei contributi elettorali), Steven
Weiss non ha difficoltà a ricostruire la mappa
dei settori politici: tra il 1989 e il 2002, i
parlamentari che hanno votato «no»,
conformemente agli interessi delle ditte
farmaceutiche, avevano ricevuto da queste ultime
contributi per la campagna elettorale tre volte
superiori, in media, rispetto a quelli che hanno
votato «sì». Nel 2002, e prendendo in
considerazione solo i democratici, i parlamentari
che hanno votato «no» avevano ricevuto cinque
volte più regali degli altri !
Di chi sono i «rappresentanti» ?
Bombardati da slogan che assimilano «ricerca» e
«vita», raramente ci si interroga sul legame
reale tra i bisogni sociali relativi alla salute e
le priorità di sviluppo di questo o quel nuovo
medicinale.
Le malattie tropicali non sono più all'ordine del
giorno delle industrie farmaceutiche dalla
decolonizzazione.
Quali ricerche, indispensabili alla vita, ma che
non dispongono a valle di un «mercato»
sufficiente, sono sacrificate all'orgia di spese
di promozione per i «blockbuster», cioè i
medicinali il cui giro d'affari supera il miliardo
di euro ?
I principali responsabili di questa deriva sono i
poteri pubblici che formano i medici per poi
abbandonarli a un lavoro spesso solitario, senza
mezzi indipendenti per aggiornare le loro
conoscenze.
Va detto però che si scontrano con una lobby
molto organizzata, che non esita a utilizzare
l'intimidazione e il ricatto (nell'uso o
nell'immissione sul mercato delle novità
terapeutiche). Il paziente, da parte sua, non
dispone di alcun mezzo per farsi un'opinione
informata (al di fuori della pubblicità).
L'eventuale legalizzazione, da parte dell'Unione
europea, della pubblicità diretta nei confronti
del pubblico, rischia di fare aumentare ancora di
più la confusione.
L'emarginazione della componente politica (che è
poi l'altro nome del «buco» della sicurezza
sociale) non è irrimediabile: diverse proposte
permetterebbero di coinvolgere pazienti e medici
nelle scelte sulla salute - come hanno fatto,
senza aspettare inviti, i malati di aids. Come
prima cosa si dovranno scardinare i paletti
intellettuali solidamente costruiti dalle case
farmaceutiche con la pratica di garantire la
carriera ai ricercatori scientifici che aprono
loro i mercati emarginando gli altri, di comprare
i favori o la complicità di alcuni media, di
viziare i «buoni prescrittori» e diffidare dei
medici «passatisti» che tendono a prescrivere
buoni, vecchi medicinali sperimentati...
L'industria - sistematicamente depredata dalla
finanza, e con favolose riserve di contanti - fa
regnare, su tutti i protagonisti, un preoccupante
controllo delle opinioni. I fatti di piccola
corruzione ordinaria indotta da queste pratiche
hanno finito con il corrompere, a tutti i livelli,
il contratto sociale relativo alla sanità
pubblica.
(Traduzione di G. P.) Fonte: Le Monde
Diplomatique
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Chi fermera'
l'egemonia delle case farmaceutiche e il
controllo su scienza e salute ?
La scienza proveniente dall'America, in
particolarmente quella impartita dall'Aministrazione
Bush non finira' mai di stupirci. Gli esempi
sono sotto gli occhi di tutti eppure si stenta a
muovere un passo o a criticare l'operato di
certe istituzioni.
ll
"Texas Medication Algorithm Project"
(TMAP -
Progetto di algoritmo farmaceutico del Texas)
recentemente annunciato dall'Aministrazione Bush
e' stato dettato dall'operato di un gruppo di
esperti che hanno preso soldi dall'industria
farmaceutica. Il fatto e' stato denunciato da
Allen Jones tramite un documento che e' stato
pubblicato dalla "Law Project for Psichiatric
Rights", un'organizzazione no-profit. Allen
Jones e' stato ovviamente licenziato. Stessa
sorte per il
Dr. Stefan Kruzewski, psichiatra, licenziato
per aver denunciato "dubbie pratiche" per la
prescrizione degli psicofarmaci e l'incorrettezza
di alcune diciture riportate sulle etichette.
Pensate che l'applicazione di piani simili
tarderanno ad essere applicati qui da noi ?
Bene allora leggete questa notizia,
Psichiatria: l' Identikit Di 'Vittime' Disturbo
Bipolare... alzi la mano chi non rientra in
una delle descrizioni! Secondo voi questa e'
"scienza medica"?
In Inghilterra invece il governo starebbe
studiando un programma di
vaccinazione dei bimbi contro la dipendenza da
droghe e fumo, con annessa schedatura! Anche
questi sono palesemente piani di marketing per
espandere i guadagni dell'industria
farmaceutica.
Queste sono campagne di marketing che di
scientifico hanno ben poco. Vaccinare
"preventivamente" contro droga e fumo mi sembra
un racconto Orwelliano.
Vogliono far credere che
esista una predisposizione ?
Secondo voi la
cocaina e' un qualcosa contro la quale ci si puo' vaccinare ? Queste oltre ad essere delle
false affermazioni sono crociate morali e
antiproibizioniste che tentano di focalizzare su
problemi minori, come preoccuparsi del "fumo di
sigarette" invece che della qualita' dell'aria
che respiriamo.
Si spendono milioni per le
"campagne anti-fumo" quando e' risaputo che
''L'incredibile aumento di tumori di
questi ultimi decenni- afferma l'oncologo
Belpomme - non ha
nulla a che vedere
con il tabacco. In Francia solo un caso su
cinque di cancro ai polmoni e' legato al fumo''.
Un altro clamoroso caso di corruzione
farmaceutica sono le "Nuove
Guide per la lotta al colesterolo".
Una
commissione di nove esperti ha stabilito i nuovi
standard. Otto di questi nove esperti (non 6
come inizialmente denunciato) hanno preso soldi
da diverse case farmaceutiche che producono
farmaci anti-colesterolo e il fatto e'
confermato da una fonte
governativa americana.
Si parla spesso dell'America come la patria che
ha risolto il conflitto d'interessi. In America
oggi, risolvere il conflitto d'interessi
significa dichiarare pubblicamente la propria
corruzione. Questo significa. Quando sentite
parlare qualcuno di "conflitto d'interessi"
facendo riferimento all'America sappiate che
sta' facendo solo propaganda.
Non finisce qui. Bush ha avuto un'altra grande
idea per proteggere le industrie farmaceutiche e
mantenere inalterato il
Business Farmaceutico della Malattia:
secondo un articolo del New York Times (In
a Shift, Bush Moves to Block Medical Suits),
George W. Bush fermera' tutte le cause legali
contro le cause farmaceutiche sostenendo che i
consumatori non possono incriminare un
"prodotto" che e' stato approvato dall'FDA.
Bush sostiene che tutte queste cause possono
rovinare l'economia. Questo e' un fatto
gravissimo, illeggittimo e molto pericoloso.
Le recenti ammissioni delle connessioni tra
il Thimerosal e l'autismo, gli
antidepressivi e il suicidio e le continue
accuse verso le case farmaceutiche di nascondere
gli studi che dimostrano l'inefficacia dei loro
prodotti e i relativi effetti collaterali stanno
mettendo seriamente in difficolta' alcune
multinazionali. (vedi:
Junk Science)
L'Aministrazione Bush non e' la prima volta che
si schiare in difesa delle
multinazionali
mettendole al sicuro dalle cause legali dei
consumatori.
Infatti durante l'approvazione delle leggi sulla
sicurezza interna (Patrioct Act) e' stata
inserita una
clausola che scagionava le cause farmaceutiche
da possibili cause contro gli effetti
collaterali del Thimerosal
contenuto nelle vaccinazioni.
Tratto da:
http://www.newmediaexplorer.org -
24 Set.
2005
vedi:
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende)
1 - La rivista
“Nature” denuncia: esperti al soldo delle ditte
farmaceutiche - 04.10.2001
2 - Pieroni: Vergognosa pressione da Federfarma
- 05.03.2001
3 - Vaccini MMR: Non c'è trasparenza -
02.03.2001
4 - Farmaci - Il Business delle Sperimentazioni
incontrollate - 24.01.2001
5 - Doctor and Drug Industry Relationships
Questioned - 03.11.2000
6 - Prescrizioni "corrotte" medici sospesi -
03.07.2000
7 - U.S. Senate Hearings. Vaccines - conflict of
interest - 15.06.2000
8 - Vaccini che valgono oro - 10.05.2000
9 - I pediatri italiani frequentano meno i
congressi se le ditte farmaceutiche non pagano
più gli accompagnatori \accompagnatrici -
07.02.2000
10 - British Medical Journal : Riviste mediche
accusate di essere "riconoscenti" verso le ditte
farmaceutiche - 19.11.1999
11 - DC chiede moratoria per vaccino epatite B -
02.09.1999
12 - Quanto sono pagati i medici australiani per
vaccinare i bambini ? - 28.06.1999
13 - Tutta la politica vaccinale americana è
decisa in base a "legami incestuosi" con le
ditte produttrici di vaccini - 28.06.1999
14 - La Merck & Co ricava 900 milioni di dollari
(circa 800 milioni di euri, ndr)
ogni anno
dalla vendita dei
vaccini..
afferma Tom Bethell, in “Shots in the Dark”, The
American Spectator- May 1999
15 - La Merck - Sharp & Dohme è una delle grandi
multinazionali che producono i vaccini. Uno dei
2 vaccini per l’epatiteB
venduto in Italia, il Recombivax HB, è prodotto
dalla Merck.
L'altro, l'Engerix
B, è prodotto da un'altra grande
multinazionale molto attiva nel campo dei
vaccini , la SmithKline Beecham.
16 - Il CDC di Atlanta è
finanziato
dalle
ditte che fanno
i vaccini
!!! - 27.04.1999
The results of medical studies are likely to be
tainted or flawed if they are funded by industry
and researchers have a conflict of interest -
19.10.1998
Commento NdR:
Eccetera...ecc., ecc.
Ma il vero problemaNON e’ solo l’utile derivante dalla vendita dei
vaccini ai vari stati, ma dal denaro ricavato
dalla vendita di
farmaci e servizi per le
malattie indotte dai
Vaccini
! ......Quello e’ il
VERO
BUSINESS ! E' ormai evidente che…..il
"diritto" andra'
"storto"...per la
tangente.....magari corrompendo i giudici locali…..
come spesso fanno le imprese farmaceutiche da decenni
in tutto il mondo…con le collusioni con….. tutti
coloro (vari organi statali e non) che decidono
nella sanita’ pubblica e privata…del
mondo intero. vedi:
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende)