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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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Come distruggere in maniera scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
IMPORTANTE: questo pdf: http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/debernardi.pdf
Acqua contaminata e colon irritabile  +  Diarrea  +  Stitichezza  +  Mangiare crudo = Crudismo
Per massaggio Ayurvedico e/o Lavaggio Energetico +  Lussazione dell'Atlante -  prenotare Qui
 

L'immunità naturale può essere considerata la somma totale delle immunità alle malattie inerenti alle difese immunitarie biologiche non indotte artificialmente e include immunità attiva, quella acquisita attraverso le normali infezioni dei sistemi respiratorio ed intestinale dopo la nascita e l'immunità passiva, che generalmente consiste negli anticorpi acquisiti dal sangue materno e dal latte materno.
Inoltre essa è caratterizzata anche e sopra tutto da una buona attività dell’apparato digerente, che deve assolutamente contenere una flora batterica simbiotica ben funzionale e completa in tutta la sua scala gerarchica, con la produzione anche di tutti gli enzimi necessari ed utili all’estrazione delle sostanze vitali per tutto l’organismo.
Cio' significa che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

La scienza medica ufficiale afferma, anche se in modo incompleto, che il sistema immunitario umano è caratterizzato da risposte specifiche, come la produzione da parte dell’organismo di specifici anticorpi per combattere specifiche proteine esterne o antigeni e da risposte non specifiche, che consistono nella generale risposta sistemica a sostanze indesiderate, chiamata immunità aspecifica.
Incluse nel repertorio delle risposte non specifiche sono la pelle, le membrane mucose dei tratti digestivo e respiratorio, azioni riflesse di starnuto o tosse, anticorpi naturali, proteine complemento, interferone, il processo di fagocitosi (cellule divorano altre cellule), l'effetto degli acidi grassi, risposte infiammatorie, l'azione delle cellule reticulo-endoteliali, l'azione di enzimi, la risposta della celia respiratoria e intestinale, l'effetto dell'acidità dello stomaco sui batteri che vi passano, e le secrezioni che contengono esse stesse anticorpi, come l'immunoglobulina secretoria che assiste il processo di fagocitosi - un esempio è l'azione dei globuli bianchi sugli organismi patogeni.

Il corpo umano mantiene parecchie linee di difesa contro l'invasione di proteine esterne e di tossine prodotte.
La prima linea di difesa è la Pelle.
L
a superficie cutanea e' di circa 2 m2 ed è composta primariamente di materiale proteico chiamato cheratina. La pelle secerne anche vari oli, acidi grassi e acidi lattici che inibiscono la generale crescita dei batteri non simbiotici, anche se quasi tutta la  flora batterica che si trova sulla pelle e all'interno del corpo è innocua e necessaria, dato che il sistema immunitario quando è in condizioni normali, molti processi corporei usufruiscono della sua esistenza.
Questi micro organismi che esistono in simbiosi con l'anatomia umana sono molto sensibili agli antibiotici, ai vaccini e alle sostanze sintetiche somministrate dalla pratica medica corrente; disturbare un delicato equilibrio può portare alla proliferazione abnorme di organismi patogeni, sopra tutto funghi.

La seconda linea e la superficie polmonare che corrisponde a circa 80 m2

Ma la terza linea di difesa e' la piu' importante ed e' l'Intestino, con i suoi circa 350 m2 di superficie interna.
Il sistema immunitario gastro intestinale essendo il piu' esteso come superficie ed estremamente sviluppato e specializzato, e' la prima vera barriera che se non perfettamente funzionale, permette il dilagare di: tossine inquinanti eventualmente ingerite con i cibi (solidi, liquidi), micotossine anche autoprodotte, batteri autoctoni mutati e proteine virali endoprodotte,
trasportati per mezzo di linfa e sangue a tutto l'organismo.
I disturbi dell'apparato digerente, sopra tutto se coadiuvati da batteri mutati e/o funghi proliferati a dismisura, influiscono sempre in senso negativo (malfunzione) sui sistemi di difesa immunitaria del corpo, anche perche' essi secernono anche tossine.
La disbiosi gastro intestinale e' quindi una grave forma di alterazione della flora batterica autoctona che conduce piano piano e gradualmente nel tempo alla alterazione dei tessuti della mucosa intestinale e quindi dei linfociti presenti nei linfonodi mesenterici, nella Placche di Peyer, nella lamina propria ecc. ecc.
Questa disbiosi della flora autoctona determina non solo la alterazione e quindi della funzionalita' del tessuto linfatico presente nella mucosa dell'intestino, ma anche il blocco graduale delle strutture linfo-immunitarie poste a distanza in altre parti del corpo.

(NdR: Il muco per esempio e' un difetto delle difese immunitarie, fra cui il più frequente è il deficit di IgA, (presenti sopra tutto nell’intestino) cioè degli anticorpi che fanno da barriera nelle mucose: lacrime, secrezione nasale, saliva, muco bronchiale, muco intestinale; la loro carenza (che colpisce facilmente tutti i  bambini vaccinati) può essere evidenziata mediante un esame del sangue e uno, particolare, della saliva).
La proliferazione della Candida Albicans causata dalla somministrazione di droghe, antibiotici e vaccini è un esempio, e determinano varie patologie come la diarrea e il sanguinamento, sempre causati dalla distruzione della flora batterica intestinale da parte di quei vaccini tossici, per l'alterazione del pH digestivo che essi inducono, oltre all'alimentazione errata per il soggetto.

Poiché il mantenimento dei delicati equilibri fra i micro organismi interni (funghi, batteri autoctoni e virus simbiotici) è una parte essenziale della risposta immunitaria umana, animale, vegetale, la morte o la sola alterazione, mutazione, di questi micro organismi, indebolisce immediatamente le capacità di risposta del sistema immunitario e quindi ammala di conseguenza di qualsiasi tipo di malattia l’essere stesso.
I globuli bianchi nel corpo, i leucociti, sono generalmente divisi in due gruppi, i granulociti, che includono neutrofili, eosinofili e basofili, i linfociti non granulati ed i monociti.
I neutrofili costituiscono il tipo prevalente di granulociti; a causa della natura segmentata del nucleo, i neutrofili sono anche chiamati leucociti polimorfonucleari. Essi hanno un'interessante proprietà e cioè l'abilità di formare barriere fisiche contro gli organismi patogeni.
Gli eosinofili costituiscono circa il 2% dei leucociti nel sangue e appaiono connessi con le difese contro infezioni parassitarie e risposte allergiche, più che contro microrganismi e tossine.
Anche i basofili hanno un ruolo nelle risposte allergiche e contengono istamina e eparina.
Un’ulteriore forma di leucociti sono i monociti, che hanno la capacità di fagocitare le particelle estranee e i batteri. I monociti appaiono attivi nelle condizioni presentate dalla tubercolosi e le infezioni fungine.

Un'altra linea naturale di difesa è il Sistema Linfatico.
Il sistema linfatico è parte essenziale del sistema immunitario di difesa ed è composto dai Linfonodi (600 circa), dalla rete dei canali linfatici, dalle tonsille, dalla milza, dal timo e dal midollo osseo.

Le cellule più importanti del sistema linfatico sono i Linfociti, prodotti nel midollo osseo; essi assicurano le difese con l’immunità, che può essere:
1 - Umorale = Linfotici B = maturano nei linfonodi e producono gli anticorpi.
2 - Cellulare = Linfociti T = maturano nel timo ed evolvono in cellule di difesa.

La maggior parte delle strutture cellulari nel corpo sono immerse nella linfa, un fluido chiaro che agisce come un generale piano di scarico per le sostanze indesiderate, poi filtrate attraverso il fegato e i reni.
La linfa si muove attraverso una serie di dotti e ghiandole grazie ad una serie di contrazioni muscolari specifiche, molte delle quali sono generate durante l'esercizio fisico. È il sistema linfatico che contiene le sopra menzionate cellule reticulo-endoteliali che intrappolano e ingeriscono svariati organismi.
Queste cellule formano anche il rivestimento di molti organi importanti e sono anche presenti nel fegato e nella milza. Quando una struttura proteica estranea è localizzata, i tessuti connettivi la intrappolano e i linfociti sono dispersi per inghiottire l'organismo invasore.
Nel sistema circolatorio ci sono i macrofagi, globuli bianchi specializzati che ingeriscono e distruggono organismi trovati nel sangue. Dopo l'azione dei macrofagi, gli antigeni riprodotti appaiono sulla superficie delle membrane dei macrofagi.
Sono questi antigeni riprodotti rimasti dalla distruzione di organismi che sono captati dai linfociti T, pronti a mandare fuori sostanze chiamate linfochine che mettono all'erta i linfociti B per produrre anticorpi in risposta agli antigeni, altrimenti scambiati per proteine estranee.
Ogni linfocito B ha approssimativamente 100.000 immunoglobuline sulla sua superficie.
Gli anticorpi prodotti dalle cellule B sono spesso chiamate immunoglobuline, designate dal simbolo Ig, e sono liberate quando le cellule B sono stimolate dalla presenza di antigeni estranei per trasformare in una cellule di plasma ciò che ha prodotto l'anticorpo specifico per quell'antigene estraneo.

Vi sono generalmente cinque tipi di immunoglobuline, fino ad ora identificate.
Il primo anticorpo, IgM, riprodotto in risposta ad un antigene esterno, è una grande molecola che si trova nel sangue e che stimola il processo di fagocitosi. Il processo dell'immunità passiva, che si ha con il sangue materno dato al feto, coinvolge l'anticorpo IgG, che è responsabile dell'attivazione dei macrofagi; può direttamente distruggere molti antigeni con cui viene a contatto ed è l'immunoglobulina più abbondante nel corpo.
Le membrane nel tratto respiratorio, nel tratto urinario e nell'intestino producono IgA, che sono prodotte direttamente in caso di attacco della membrana da parte di un antigene esterno. Quando un corpo umano sta passando una reazione allergica, sono rilasciate IgE.  L'ultima immunoglobulina identificata, IgD, non è ancora ben conosciuta e si trova in minima quantità nel sangue e sulla superficie delle membrane dei linfociti B.

Un'altra linea di difesa coinvolge i Complementi, sostanze prodotte nei rivestimenti dell'intestino, del fegato, della milza e dei macrofagi. La sostanza primaria è conosciuta come properdina e la sua funzione è quella di neutralizzare i virus e i batteri patogeni.
Le cellule reticulo-endoteliali menzionate prima comprendono un'altra linea di difesa conosciuta come sistema reticulo-endoteliale e producono specifiche sostanze coinvolte nelle difese fisiologiche, soprattutto proteasi, che giocano un ruolo nella detossificazione di sostanze nocive.
In aggiunta al sistema immunitario di difesa prima menzionato, il corpo mantiene un sistema chimico di difesa. Il sangue è un grande batteriostatico e virucida, ma questo dipende moltissimo da una corretta alimentazione e dall’ottimizzazione del processo nutrizionale che produce ottimi livelli di vitamina C e vitamina B6 (pridoxina), oltre ad altre sostanze; infatti la risposta ottimale del sistema immunitario dipende molto da un adeguato livello di vitamina B6.

Il potere farmacologico degli alimenti
Quasi sempre viene trascurato il  potere farmacologico degli alimenti quotidiani ed il loro uso terapeutico nelle varie patologie; l’alimentazione risanatrice e’ capace di produrre risultati progressivi e duraturi come giustamente si richiede ad ogni criterio di scientificita’.
Per noi e' ormai il tempo di reclamare al nostra salute ed una alimentazione salubre non industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo alimentarci come si deve, con cibi biodinamici e NON toccati dall'industria alimentare ! §

Una corretta alimentazione produce ottimi livelli di vitamina C e vitamina B6 (piridoxina), oltre ad altre sostanze. Infatti, la risposta ottimale del sistema immunitario dipende molto da un adeguato livello di vitamina B6.
Il fatto che molte vitamine vengano rimosse dai cibi industriali e sostituite da vitamine sintetiche, derivate dal petrolio, sta ad indicare che i cibi industriali hanno un ruolo significativo nella sistematica depressione del sistema immunitario e che questo è fatto coscientemente da coloro che producono i cibi industrializzati.
Il livello di vitamina C nel sangue può fare una differenza vitale nella risposta umana ai vaccini tossici, specialmente nei bambini, che spesso hanno shock immunologici che durano anche tutta la vita.
L'uso di alcool, tabacco, droghe, oltre alle ovvie conseguenze tossiche, riduce anche il livello di vitamina C nel sangue ed ogni giorno veniamo incoraggiati ad usarne (alcool - tabacco).
La vitamina C nel sangue gioca anche un ruolo nella detossificazione dei metalli pesanti.
Si stima che la media individuale nella società di oggi richieda un supplemento di vitamina C di 400-600 milligrammi ogni giorno.
(la Rosa Canina ne contiene forti quantità).

Durante gli anni 1950 ci fu un'inusuale catena di eventi relativi allo stato di salute degli aborigeni d'Australia.
Un dottore del Nuovo Galles del Sud, Archie Kalokerinos, trascorse 17 anni nell'entroterra e fu sconcertato dalla percentuale di morti tra gli aborigeni causata da ogni tipo di infezione batterica e virale.
Analizzando la loro dieta, che consisteva soprattutto di zucchero, pane e salsicce, determinò che avevano deficienza di vitamina C.
Poiché essi non "mostravano i normali segni della carenza di vitamina C (scorbuto)", altri dottori, dimostrando la loro immensa mancanza di intelligenza, dichiararono che la carenza di vitamina C non era accertata, ignorando completamente la dieta di quelle persone. Kalokerinos concluse che la percentuale di morte tra gli aborigeni avrebbe potuto essere dimezzata dando loro diversi supplementi vitaminici.
Successive analisi del sangue da parte di medici scettici provarono la carenza di vitamina C.

Nel 1970 il governo australiano intensificò il programma di vaccinazioni e i risultati furono disastrosi per i bambini.
La percentuale di morte infantile nei territori del nord raddoppiò in un anno. Dal 1971 la percentuale di morte in alcune aree raggiunse il 50%.
Kalokerinos concluse che la malnutrizione dei bambini aveva contribuito ad indebolire il sistema immunitario; quando veniva fatta una vaccinazione, il risultato era fatale.
Uno studio sull'apparente e significativa decimazione degli aborigeni durante questo periodo, che non era altro che una sperimentazione della guerra batteriologica contro uno specifico gruppo di persone, arrivò a scoprire che il programma vaccinale del governo aveva escluso di proposito ogni esame medico prima dell'inoculazione dei vaccini, ogni studio sulla storia degli aborigeni e non aveva esaminato le carenze alimentari.
Le conseguenti morti furono causate da un aggravamento della carenza di vitamina C dovuto alla vaccinazione.
Se alcuni bambini fossero sopravvissuti alla prima vaccinazione, avrebbero dovuto mettersi in fila per un'altra dopo 30 giorni. Il governo australiano negò ogni correlazione tra le iniezioni e la conseguenti morti di bambini.
A causa di questo incidente, si scoprì che alte dosi di vitamina C annullavano gli effetti tossici e mortali delle iniezioni sperimentali.

Continua in: Immunita' e Vaccini
  -  vedi: Cosa e' un VACCINO  +  Contenuto dei Vaccini

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RELAZIONE della MENTE-CERVELLO (stress) con il SISTEMA IMMUNITARIO ed i  COMPORTAMENTI

Sintomi Psichici:
Paura, ansia, apatia, attacchi di panico, depressione, ipocondria, stress, indecisione, insicurezza, irrequietezza, fatica, deconcentrazione e/o fatica a concentrarsi, mania di persecuzione, senso di claustrofobia, senso di inadeguatezza, senso di stanchezza ecc.

Sintomi di Comportamento:
Bulimia, anoressia, difficolta’ a prendere sonno, fame nervosa,, impotenza-frigidita’, inappetenza, insonnia, irritabilita’, lacrime facili, nervosismo, rosicchiare le unghie, tic nervosi, tricofilomania, errori alimentari, uso di vaccini e farmaci, ecc.

Sintomi Fisici:
Acne, asma, amenorrea, coliche, colon irritabile, diarrea, disturbi visivi, emicrania, ipertensione, mal di stomaco, mialgie e dolori muscolari, nausea, caduta di capelli, orticaria, stipsi, sudorazione, svenimenti, tachicardia, vertigini, ecc.

Le code nel traffico, le arrabbiature, i litigi, la paura ecc.: il nostro organismo reagisce a queste situazioni, producendo complesse sostanze biochimiche: biovitali di sostentamento alla situazione + altre tossiche, che se queste ultime non vengono eliminate al piu’ presto procurano disturbi fisici e psichici.

1 - Di fronte a stimoli stressanti ripetuti, l’ipotalamo (nel cervello di sopra) produce l’ormone Crh
2 – Questo a sua volta, induce l’ipofisi a rilasciare un altro ormone l’Acth, che attraverso il sangue arriva alle ghiandole surrenali.
3- Le surrenali, cosi sollecitate, producono sostanze come l’adrenalina e cortisolo: que ormoni che “allertano” l’organismo, facendo accelerare respiro e battito cardiaco.
4 – In condizioni di stress cronico, inoltre, si ha una ridotta produzione di cellule immunitarie nel Timo e nel midollo osseo.
5 – Durante le manifestazioni Psichiche del punto 1, il cervello di sotto od intestino, risente delle stress in atto, e la flora batterica si altera e varia il pH digestivo e quindi iniziano a prodursi anche tossine che se veicolate dal sangue nelle cellule, determinano una loro malfunzione + altre e diverse malfunzioni intestinali che si ripercuotono in primis (e non solo) sul Sistema Endocrino-Immunitario ma ed anche sullo stato Psico-Spirituale del soggetto.

Come aumentare la risposta del Sistema immunitario e quindi le difese, in modo naturale ?
 

Cellule di Langerhans e reazioni immunitarie: attenuano la risposta della pelle all'infiammazione e quindi alle infezioni.

Alcuni ricercatori della Scuola di Medicina dell'Università di Yale hanno scoperto che le cellule di Langerhans nella pelle, che finora si riteneva avvertissero il sistema immunitario della presenza di patogeni, smorzano invece la reazione della pelle alle infezioni e all'infiammazione. La scoperta potrebbe consentire di comprendere meglio i meccanismi alla base di molti disturbi della pelle, come la psoriasi, il lupus e alcuni tipi di tumore.
Lo studio è stato pubblicato sul numero del 15 dicembre della rivista "Immunity".
Le cellule dendritiche si trovano ovunque nel corpo e sono estremamente efficienti nell'avvisare il sistema immunitario della presenza di patogeni e di altri materiali estranei.
Le cellule di Langerhans sono cellule dendritiche situate nella pelle, ovvero in un'importante barriera per le infezioni, e generalmente si riteneva che servissero soltanto a dare l'allarme al sistema immunitario.
Daniel H. Kaplan, Mark J. Shlomchik e colleghi hanno usato tecniche transgeniche per sviluppare un modello di topo privo di cellule di Langerhans nella pelle.

Stimolando l'epidermide degli animali per creare un'ipersensibilità simile alla reazione all'edera velenosa, i ricercatori si attendevano che i topi privi di cellule di Langerhans presentassero una risposta immunitaria ridotta.
Invece, anziché un calo della risposta immunitaria, ne hanno osservato un incremento significativo e riproducibile. "Le cellule di Langerhans - conclude Kaplan - non sono necessarie per generare la risposta immunitaria nella pelle, ma la possono regolare e smorzare quando non è necessaria".
Fonte: Le Scienze (18/12/2005)
Commento NdR: frizionare la pelle per aumentare le difese immunitarie e' una vecchissima tecnica della Medicina Naturale  -
vedi anche Frizioni  +  Massoterapia


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© 2007 The Author(s).
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The Immune System and Complementary and Alternative Medicine
By Edwin L. Cooper  - Laboratory of Comparative Neuroimmunology, Department of Neurobiology, David Geffen School of Medicine at UCLA, University of California, Los Angeles, Los Angeles California 90095-1763, USA
Keywords: alternative medicine – complementary medicine – immune system – NK cells

INTRODUCTION

Some may wonder why a comparative immunologist would knock on the door of the controversial field of Complementary and Alternative Medicine (CAM). The field is replete with problems associated with beliefs, disbeliefs, shaky concepts and ill-defined experimental approaches at solving fundamental questions. Yet there is a measure of order in that miniscule, infinitesimal corner of phenomena that begs for clarification and solid attempts to create order from the chaos.
Such was the world of comparative immunology in the early 60s when the parent field of immunology was budding into the giant sequoia of a discipline that it is today.
There was essentially one model the eternal mouse whose spleen seemed to provide the essence of immunology !
How did it all get started and how did that somewhat fortuitous birth provide succor for a field that could approach CAM.
Entering CAM with an evidence-based approach was therefore as much of a fruitful and fulfilling challenge as trying to probe convincingly the existence of innate immunity in earthworms (1,2).

ARE THERE REALLY LINKAGES BETWEEN IMMUNITY AND CAM ?  See Perspectives and Admonitions

Invertebrates possess elements of both non-specific and specific immune responses. Although these concepts have been subjected to intense scrutiny, these two elements are often controversial. One point of contention, perhaps the chief, may be traced to the earliest history of immunology that was rooted first in the humoral system.
A commonly held belief concerning the immune system is that its progressive, phylogenetic development paralleled the appearance of immunoglobulins and T-cell receptors (TCR) in vertebrates. If this is true, the entire animal kingdom can be divided according to this narrow view: (i) invertebrates that produce only nonspecific reactions by leukocytes and humoral components; (ii) vertebrates that additionally show specific responses through T cells and B cells that destroy cancers and synthesize immunoglobulins.
Because the cell-mediated immune response appears to be prototypic, it may deserve newer approaches in order to reveal increasing and progressive levels of differentiation, especially when invertebrates are considered. Thus strict demarcations seem blurred.

With respect to immunity, there has always been the dominant anthropocentric theme starting most vividly at the end of the 18th century with Jenner's attempts at vaccination. No one really investigated the universality of mechanisms or the possible existence or at least importance of beings other than humans, not at least with respect to immunology.
However, the current status of immunity can be described using two general terms: cellular immunity and humoral immunity.
These two great camps are in turn subdivided into innate immunity and adaptive immunity. Innate immunity is characteristically non-specific, natural non-anticipatory, non-clonal and germline. On the other hand, adaptive immunity is specific, induced anticipatory, clonal and somatic.
Each of these terms defines particular attributes and when compared represents distinct underlying mechanisms. Invertebrates are considered to possess cells and molecules that almost exclusively effect only innate responses. Vertebrates retained this innate response but also evolved the adaptive response.
 
EARLY ROOTS of Immunity: Planting the Seeds for CAM ?

Metchnikoff's contribution was also instrumental in forging the discipline of comparative immunology, a branch of immunology that investigates the evolution of immune mechanisms by experimentation using different animal species.
Invertebrate immunology is considered a subdiscipline of this since it deals with several related features. First, there is the need to understand the basis of innate, natural, non-specific, non-anticipatory and non-clonal responses, which is the only response of invertebrates according to current evidence. Second, a thorough understanding of diverse mechanisms is essential if we are to define the various steps in the evolutionary development of the invertebrate type of response and its relationship to that of vertebrates.
In addition to this invertebrate immune system, with progressive and more complicated evolutionary steps, a more intricate system appeared in vertebrates: the highly evolved and presumably more advanced adaptive, induced, specific, anticipatory and clonal responses. Third, invertebrate immune systems are of interest as experimental subjects because, by revealing their immune response characteristics, we can better comprehend environmental forces that may have influenced the evolution of immune systems.
Clearly the most prominent force was probably the survival of a species by virtue of having evolved an immune system (2,3).
 
ARRIVAL at THE DOOR of CAM: Immunology Has The Key ?

Now from a famous editorial for the journal, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine (eCAM) we have the musings of what is appropriate for creating this linkage between the immune system and CAM. ‘As a developmental immunobiologist, interested in origins and foundations, I am of course steeped in the beginnings of modern immunology.
Let us deal in a bit of musing juxtaposing immunology, science and CAM. We can ask the question: ‘Can eCAM Be Scientific ? Lessons from Immunology’. According to Burnet (See 4):

The first objective in a serious approach to immunology should be to obtain a broad understanding, with a minimum of detail, of how immunology fits into the pattern of biology—of the way in which the immune system evolved, its function and coordination with other body systems, and its development from the embryo onwards. At the same time, such an outline should provide an adequate background for easy application of immunological ideas to the detail of practical immunological work in public health, clinical, and veterinary practice.

Would it be possible to paraphrase this statement in the context of eCAM so that it reads: ‘the first objective in a serious approach to CAM should be to obtain a broad understanding, with a minimum of detail, of how CAM fits into the pattern of biology—of the way in which the neuroendocrineimmune system evolved, its function and coordination with other body systems, and its development from the embryo onwards. At the same time, such an outline should provide an adequate background for easy application of CAM ideas to the detail of practical CAM work in public health, clinical and medical practice, and yet not stray far away from the very biology that under girds it. CAM is organismic, inclusive and not exclusive (4).

Now it is appropriate to turn to the next question. Does any of this fit ?  So how do we define CAM ?
Readers may be wondering just what is complementary medicine and what is alternative medicine? Several definitions may be offered based on different points of view and those in turn influenced by professional training, practice and, perhaps, the dictates of funding agencies.
The discipline is a heterogeneous subject, to say the least, and it is unlikely that all the adherent disciplines that are sheltered by the umbrella of CAM will carry equal weight or influence or can be subjected to the same rigors of scientific inquiry.
Some of these generalizations apply to all disciplines, including those subdisciplines that fall under the aegis of the immunology umbrella. However, perhaps CAM is ripe for an infusion of empiricism. Modern immunology, like CAM, has its earliest roots in concerns for health and disease, but immunology never seemed to have been branded with the aura that often shrouds CAM.
There were always a group of experimentalists and, perforce, the necessity to use animal models with which experimentation could be performed to test hypotheses (5).

Once eCAM was launched there was a beginning flurry of works devoted to immunity and CAM. The interesting twist concerned an area that seemed to have been the bridge between what was truly primitive of Metchnikoff's heyday and what is truly immune. Enter therefore and only naturally, the NK cell. According to Takeda and Okumura (5,6) it has been well known since ancient times that CAM, including exercise, provides a lot of benefit to health. Many CAM modalities are believed to prevent or even cure diseases, especially morbid ones such as cancer and aging (7,8,9,10). However, until recently conventional medicine has largely rejected the use of CAM agents because little biological evidence has been provided for the functional mechanisms of many of them. For the past few decades, many modern scientific researchers have rediscovered the value of CAM.
Modulation of immune functions by CAM agents is the mechanism most widely analyzed and has been suggested to provide some scientific evidence for the biological effects of various CAM agents. Specifically, evidence for up-regulation of natural killer (NK) cell numbers and/or NK cell cytotoxicity by these agents has been accumulating. NK cells have been well established as innate cytotoxic effector cells for self-defense in both vertebrates and invertebrates, in both of which they may use similar mechanisms in the lysis of target cells.

Takeda and Okumura (1) further point out that ever since Macfarlane Burnet proposed the immune surveillance hypothesis against tumor development, the concept has been a hot focus of debate for more than 40 years.
The original immune surveillance hypothesis was challenged because nude mice lacking T cells did not show a higher incidence of cancer than did syngenic immunocompetent mice. However, this contradictory conclusion is now taken as fine evidence that innate immunity is in the critical arms of immune surveillance against tumor development. Moreover, in the innate immune system NK cells, which do not express TCR that recognize specific peptides presented on the major histocompatibility complex (MHC), rather than T cells, seem well suited for this role. NK cells thus mediating natural cytotoxicity are composed predominantly of large granular lymphocytes (LGL) and some of small agranular lymphocytes, both of which express CD16 and CD56, but no T-cell receptor on the cell surface. NK cells can induce cytolysis in the absence of MHC class I antigen expression on their target cells. This phenomenon is commonly understood according to the ‘missing self’ hypothesis.
Culture of NK cells with some cytokines augments their cytotoxic activity so that they become able to induce cytolysis for a wide spectrum of cells, including tumor cells expressing autologous MHC class I. They are now called lymphokine-activated killer (LAK) cells, although LAK cells are also induced by T lymphocytes.

ACTIVATION of  NK Cells by CAM Agents
For the past few decades, scientific investigations on CAM have remarkably advanced and partly supported their medical efficacy through preclinical and clinical experiments. Here is reviewed briefly information from Takeda and Okumura (5,6).
Such CAM modalities include: Oriental medicine, especially traditional Chinese medicine (including Kampo and acupuncture), extract products from natural plants, animal molecules and live lactic acid bacteria. In particular, many investigators have suggested that NK cell activation is one of the critical mechanisms for the biological effects induced by various CAM agents.
For example, intake of green tea and some kind of live lactic acid bacteria enhanced NK cell activity. Administration of extracts from ginseng, aged garlic, Viscum album (mistletoe), Cichorium intybus, Echinacea purpurea root, Derris scandens hydroalcholic, some wild plants, Chinese herbs and some kinds of mushrooms significantly augmented NK cytotoxicity or restored NK cell activity in some immune-suppressive conditions. Some of these agents showed inhibition of experimental metastasis of cancer.
Oral administration of Phyllanthus emblica, which is known as an excellent source of vitamin C, enhanced NK cell activity and antibody-dependent cellular cytotoxicity (ADCC), thus, supplemental nutriments might enhance NK cell activity.
Moreover, acupuncture, skin rubdown, relaxation, massage therapy, music therapy, mirthful laughter and hypnotherapy enhanced NK cell activity and/or NK cell numbers.
There are a considerable numbers of studies reporting that acute and chronic exercise and long-term repeated exercise (training effects) elevated NK cell activity in peripheral blood.

PERSPETTIVES and ADMONITIONS 
In 1998, the National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) was established by the US Congress at the National Institutes of Health (Bethesda, MD) to investigate CAM modalities rigorously in order to determine which are beneficial and worthy of further consideration for mainstream practice. Among the many CAM approaches that warrant careful investigation are those that claim to sustain, restore or boost immunity. In this review, Goldrosen and Strauss covered the following topics: use of CAM, regulation of CAM, risks of CAM use, clinical trials of CAM, CAM and immunity, dietary supplements and mind–body approaches. They cover some ongoing, large phase III trials of CAM modalities; some CAM modalities that might mediate their effects through the immune system and some herbal products that modulate immune responses. Their Box 1 warns of the challenges of conducting clinical trials of CAM and Figure 1 treats CAM domains and some of the most common examples; a glossary that defines nearly 20 such CAM practices.

Probably one of the greatest salutes to immunologists and practitioners of CAM was the appearance of that paper by Goldrosen and Strauss (3). A pyramid has recently been published in Nature Immunology entitled: ‘Complementary and alternative medicine: assessing the evidence for immunological benefits’. In this pyramid, there is a hierarchy of evidence.
Information regarding the efficacy and safety of any clinical approach, including those of CAM, spans a continuum that ranges at the base all the way to the peak or the pyramid's point, from anecdotes and retrospective studies to small randomized, controlled trials (phase II clinical trials) and large randomized, controlled trials (phase III clinical trials). In my opinion, this paper and its contents, and the pyramid represent a seminal tribute to the emerging role of the immune system in CAM. Moreover, it provides the essential rules necessary for unraveling the tangled threads of legitimate science as approached by eCAM considered to be its mission. Links to the origins of innate immunity that focuses on invertebrates is bridged by the emergence of bioprospecting (8,9) and evidence for clinical trials using products of marine animals (10).

FOOTNOTES
For reprints and all correspondence: Edwin L. Cooper, Laboratory of Comparative Neuroimmunology, Department of Neurobiology, David Geffen School of Medicine at UCLA, University of California, Los Angeles, Los Angeles California 90095-1763.
Tel: (310) 825-9567; Fax: (310) 825-2224; E-mail: cooper@mednet.ucla.edu

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