SINTOMI
DI UNA MICOSI ORO-GASTRO-INTESTINALE
Le
infezioni del tratto digerente da
Candida che sempre sono
all'origine della proliferazione fungina nell'organismo possono
provocare sintomi diversi. Alcuni di questi sintomi sono così
tipici che dovrebbero dar luogo ad una diagnosi di esclusione.
Ciò vale per il singolo sintomo, quando non si trova
alcuna spiegazione e anche per la combinazione di due o
più sintomi. Ci auguriamo che il sospetto di una infezione
fungina del tratto digerente venga integrato nella
diagnostica medica di routine: le analisi sono semplici e
non invasive, la percentuale di successo è elevata e per
la terapia vi sono a disposizione dei prodotti sicuri ed
efficaci sempre che la terapia segua il
Protocollo
della Salute.
Sintomi
tipici
Il
sintomo principale è l’alterata qualità delle feci. Spesso i
pazienti descrivono delle feci molli, appiccicose, sformate e
puzzolenti.
Vengono però
segnalate anche diarrea e costipazione. Ai sintomi tipici
appartiene anche la Sindrome di Roemheld.
L’iperflatulenza
del tratto gastrointestinale dovuta ai lieviti che producono gas
spinge il diaframma nel torace. Questo provoca il respiro corto e
disturbi cardiaci, extrasistole e perfino attacchi di
angina-pectoris.
Si pensa troppo raramente alla possibilità di
una infezione da fungo come causa di questo ed altri disturbi.
Anche un notevole
prurito perianale che si rafforza con il calore può accompagnare
un’infezione da Candida del tratto digerente.
Una macerazione
perianale ben delimitata caratterizza questo quadro clinico. Si
deve osservare l’eventuale presenza di ragadi e di squame in
quanto il processo può propagarsi ai glutei. I dolori anali
possono essere predisponenti e portare all’eczematizzazione.
Troppo spesso
viene esclusa un’infezione da Candida e troppo spesso vengono
somministrati corticoidi che favoriscono ulteriormente
l’infezione anzichè eliminarla.
L'uso
di antibiotici aggrava i vari sintomi in quanto i funghi si
"nutrono" con gli
antibiotici.
(NdR:
L'utilizzo degli antimicotici non risolve il problema in quanto
appena i prodotti raggiungono il tessuto colonizzato, i funghi che
sono sempre sulle superfici si ritraggono all'interno dei tessuti
ed attendono che termini l'INQUINAMENTO del tessuto con l'antimicotico,
per riapparire di nuovo e con maggior forza, sia in loco sia lungo
altri canali di colonizzazione).
Una
serie di pazienti si lamenta di esagerati attacchi di fame,
soprattutto per quanto riguarda zuccheri e carboidrati. In questi
pazienti si rilevano spesso delle condizioni ipoglicemiche non
spiegabili clinicamente. A volte tali soggetti hanno già
effettuato uno o più esami per escludere il diabete, prima che un
campione di feci positivo indichi la giusta direzione.
Gli attacchi di
fame scompaiono già nei primi giorni di terapia, mentre il
meccanismo patogenetico non viene ancora spiegato.
Vi sono delle
speculazioni circa il fatto che i tipi di funghi, in particolare
nella fase di micelio, possono intervenire direttamente nel
metabolismo dei carboidrati.
Anche
l’intolleranza all’alcool può essere un sintomo.
I
pazienti reagiscono al consumo di alcool con disturbi non
specifici, a volte persino con neuropatie periferiche.
Le specie
di Candida possono far fermentare i carboidrati in alcool
nell’intestino e produrre così alcool fuselolo dannoso.
Oltre
all’alcool etilico si forma anche alcool metilico e fuseloli
come alcool amilico e isoamilico.
Queste
fermentazioni sono note come: “fermentazioni sporche”.
Transaminasi alte
e fegato grasso possono essere il risultato di una fermentazione
patologica con micosi intestinale. Spesso tali pazienti sono stati
classificati come “alcolisti”, anche se essi in realtà non
assumevano alcool.
Un’importante
indicazione di infestazione fungina nel tratto digerente viene
dato anche dalle micosi recidive dei genitali, la micosi vaginale
con la Balanitis Candidosa. In questo caso è necessario includere
anche il partner nell’anamnesi in quanto vi può essere un
effetto “ping-pong” per cui l’infezione viene costantemente
scambiata per contatto sessuale.
Altre importanti
indicazioni di una micosi del tratto digerente possono essere date
da una permanente carenza di flora batterica (disbiosi) e di ferro
o zinco.
Nei
neonati e nei bambini le coliche addominali e le dermatiti da
pannolino sono i sintomi principali. La citazione che “ogni
bambino ha il diritto ad una nascita senza funghi” non ha perso
niente della sua attualità bensì la sua conseguente
trasformazione tramite un trattamento antimicotico adatto
pre-parto potrebbe facilitare la venuta al mondo per alcuni
bambini.
I
neonati con infezioni fungine vengono infettati a livello
peripartale nel canale del parto. Nelle prime settimane di vita le
specie di Candida nei neonati o nei prematuri sono da considerarsi
come germi patogeni a causa dell’immunità cellulare non ancora
sviluppata completamente. La molteplicità dei sintomi pone
naturalmente il ricercatore di fronte a un dilemma diagnostico.
Innanzitutto
bisogna stabilire che non ogni sindrome non chiara è
automaticamente una micosi. Ma se subentrano contemporaneamente
due o più dei sintomi citati, il medico dovrebbe essere tenuto ad
escludere la possibilità di un’infezione fungina
dell’intestino.
Quanti più
sintomi si manifestano allo stesso momento, maggiore sarà la
probabilità di un’infezione da Candida del tratto digerente.
Si possono
osservare altri sintomi meno specifici ma che devono dar luogo ad
una diagnosi corrispondente se si manifestano in combinazione con
altri criteri principali o collaterali. A questi appartengono
diverse efflorescenze cutanee che possono accompagnare
un’infezione fungina.
Si possono riassumere nel concetto generale di Candide.
Le
candidi si manifestano come efflorescenze vescicolari,
papulo-squamose o simili a eritema-nodoso, da considerarsi come
reazione cutanea allergica-iperergica ad un’infestazione
fungina. Si possono anche manifestare come sottili squame lungo le
sopracciglia.
Ma anche una
pseudoacne o manifestazioni psoriasiformi possono accompagnare
un’infezione fungina.
Alcuni pazienti
si lamentano di stanchezza cronica, che in caso di reperto
positivo e successiva terapia scompare già dopo pochi giorni.
Il sovrappeso può
essere una conseguenza dei costanti attacchi di fame. Sia la
diarrea che la stitichezza cronica possono accompagnare una
infezione da fungo.
Le
artriti e le mialgie possono essere ricondotte ad una micosi del
tratto digerente. Queste rappresentano una reazione agli
immunocomplessi. Un’artrite può anche essere, la conseguenza
diretta di una sepsi fungina.
Anche le
infiammazioni croniche delle vie urinarie in cui la prova
batterica è sempre negativa dovrebbero far pensare al fungo come
causa.
Le specie di
Candida possono insediarsi sia nelle vie urinarie, sia tramite
diffusione ematogena di un focolaio nell’intestino o arrivare
agli organi interni e quindi scatenare infezioni che naturalmente
non scompaiono con il trattamento antibatterico. Le intolleranze
alimentari sono maggiori nei pazienti con micosi del tratto
digerente.
Un’elevata
permeabilità della parete intestinale con entrata di componenti
alimentari che agiscono come antigeni è spesso sospettata, ma non
dimostrata.
FATTORI
DI RISCHIO PER UN’INFEZIONE
Terapia
antibiotica antibatterica
Gli
antibiotici che agiscono a livello
antibatterico danneggiano la
flora eubiotica del tratto digerente.
Questo facilita
l’insediamento delle specie di Candida. Le analisi sperimentali
portano alla conclusione che vi sia un “fenomeno di balia” tra
i lieviti e i ceppi patogeni di E.Coli che non sono
fisiologicamente presenti nell’intestino crasso.
Da
questo ne deriva l’esigenza di considerare la flora intestinale
dopo terapia antibatterica e di ripristinarla con una
corrispondente introduzione di lattobacilli appropriati ed in
grado di riprodursi.
Ricordarsi che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
Trattamento immunosoppressivo
Il trattamento
con corticosteroidi facilita l’insorgenza di un’infezione
fungina tramite la diminuzione della risposta immunitaria.
La
Candidosi orale negli asmatici è un esempio tipico dell’elevata
incidenza di infezioni fungine nella terapia a base di corticoidi.
I pazienti
soggetti a lunghi trattamenti sono da considerare come pazienti a
rischio di infezioni fungine.
Dato che queste
rappresentano un ulteriore carico per i pazienti, è necessario
inserire nei controlli di routine anche la regolare esclusione di
eventuali micosi. Lo stesso vale per ogni altra terapia
immunosoppressiva.
Anche nei
pazienti con difetti delle cellule T vi sono sempre infezioni
fungine (aids)
Alimentazione
ricca di zuccheri e povera di fibre.
Un’alimentazione
ricca di zuccheri e povera di fibre favorisce direttamente e
notevolmente le micosi del tratto digerente in quanto rappresenta
l’ideale rifornimento di energia per i funghi.
Farmaci
che bloccano l’ovulazione
Probabilmente
è l’aumentata offerta di glicogeni durante la gravidanza che
facilita il progredire di infezioni fungine.
Un simile effetto
viene prodotto dai farmaci che bloccano l’ovulazione ma e
soprattutto lo ricordiamo dagli antibiotici.
Un terzo di tutte
le donne manifesta prima del parto un’infestazione da lieviti
dei genitali che non in tutti i casi si esprime con dei sintomi.
Il
68% delle donne infette trasmettono i germi al neonato
Malattie con
elevato rischio di infezioni fungine
Alcune malattie
croniche comportano un elevato rischio di infezioni fungine. A
queste appartengono soprattutto il Diabete mellito.
Favoriscono le
infezioni fungine i deficit di cellule T, leucemie e altre gravi
malattie con ridotte difese immunitarie.
Altri rapporti
tra malattie croniche e infezioni fungine sono indicati qui di
seguito.
Altri
fattori di rischio e fonti di infezione
Gli
animali domestici (ad es. gatti, cani, uccellini) sono spesso
fonte di infezioni fungine. Il comportamento scorretto nei
confronti degli animali favorisce il passaggio dell’agente
patogeno dall’animale all’uomo.
Mentre il cane e il gatto
trasmettono solitamente funghi, gli uccelli sono una riserva per
le specie di aspergillus e cryptococchi.
Le infezioni
derivanti dal partner sono fonte di infezione e soprattutto una
possibile causa di recidive particolarmente resistenti. Il partner
infetto può essere completamente privo di sintomi.
Per la
trasmissione è sufficiente anche un bicchiere usato e non solo il
contatto intimo. Una riserva di funghi può essere anche la
prostata.
Il mangiarsi le
unghie può favorire le infezioni da Candida Parapsilosis. Questo
fungo si trova solitamente nelle micosi della pelle e delle
unghie. Anche se si trova più raramente nelle micosi delle
membrane, si trova al secondo posto degli agenti patogeni di
setticemie da funghi.
Lavaggi intimi,
protesi dentali e altri materiali artificiali nella cavità orale,
come pure spazzolini da denti che vengono cambiati poco, possono
essere potenziali fonti di infezione, come anche le colture
autoprodotte ad es. di Candida≠Kefir.
Non
raramente queste sono contaminate da germi come Candida Albicans.
Fattori
di rischio e persone ad elevato rischio di malattia
MALATTIE
CON RISCHIO ELEVATO:
- malattie infettive batteriche
- diabete mellito
- malattie ormonali
- malattie ematiche
- deficit immunitari
- tumori
CURE
CON:
- antibiotici
- immunosoppressori
- corticosteroidi
- citostatici
GRUPPI
DI PERSONE:
- donne gravide
- prematuri e neonati
- anziani
- soggetti che dedicano scarsa attenzione all’igiene del corpo
(alcolisti o altri soggetti dipendenti)
Lavaggio
e Idro-colon-terapia
-
All’inizio di una terapia antimicotica può essere utile un
lavaggio come quelli effettuati prima di interventi endoscopici od
operatori con appositi basicizzanti da introdurre nell'acqua
utilizzando il lavaggio intestinale (clistere.
Il
lavaggio intestinale porta ad un completo svuotamento
dell’intestino e può migliorare la motilità. In questo modo
viene facilitata la ricostruzione della flora intestinale
fisiologica che deve essere reintegrata per mezzo dell'assunzione
di preparati multibatterici più
microdiete.
Inoltre,
in condizioni favorevoli, il lavaggio può ridurre il numero dei
funghi che vivono nell’intestino e quindi ottimizzare le
condizioni per la successiva terapia. Un’altra interessante
possibilità viene offerta dall’idro-colon-terapia.
Meccanismi
di difesa del corpo contro le infezioni fungine
-
Un ruolo molto importante nella difesa contro le infezioni fungine
viene svolto dai leucociti e dai macrofagi.
Nel tratto
respiratorio ad esempio la fagocitosi delle cellule fungine viene
effettuata dai leucociti neutrofili e dai macrofagi alveolari. I
disturbi di questi meccanismi, dovuti a farmaci o difetti
immunitari, possono avere come conseguenza delle infezioni
cronico-recidivanti.
Anche
i funghi stessi possono danneggiare attivamente la fagocitosi.
Tramite
alcuni esperimenti condotti su animali si è osservato che la C.
albicans può disturbare la fagocitosi attraverso i macrofagi
peritoneali.
I
fagociti fagocitano le singole cellule dei funghi sia in organismi
già sensibilizzati che non sensibilizzati.
In
questi ultimi le pseudoife possono crescere rapidamente e
distruggere i fagociti.
I
soggetti con una elevata tendenza alle infezioni fungine, hanno
dei leucociti neutrofili a cui manca un enzima speciale e quindi
non possono distruggere la cellula del fungo fagocitata.
Un
altro ruolo importante viene svolto dal sistema delle cellule T,
in particolare dalle Placche di Peyer nel tratto intestinale.
I
pazienti con dei difetti genetici o ereditari della cellula T si
ammalano più frequentemente di gravi candidosi.
Non è ancora
stato dimostrato se la canditossina interviene in questo caso.
Un’infezione
fungina porta di solito alla formazione di anticorpi IgM e IgG,
tuttavia questo non avviene sempre.
Le
infezioni da C. Krusei o C. Pseudotropicalis non provocano alcun
marcato aumento del titolo.
Condizioni
per la formazione di un
infezione
-
La gravità di una micosi da Candida può andare
dall’infestazione cutanea o della mucosa, fino ad un
insediamento nell’organo e la generalizzazione sistemica. Il
presupposto é costituito però da fattori predisponenti. In un
tessuto sano con microecologia intatta e buona situazione
immunitaria dell’organismo, i funghi non riescono a penetrare.
Sono necessari altri fattori di disturbo affinché la micosi possa
attaccare il tratto digerente. Queste micosi sono delle infezioni
endogene che si sviluppano su un precedente danno.
Oltre
alle immunopatie deficitarie, affinché l’infezione fungina
possa insediarsi, contribuiscono in particolare i seguenti
fattori:
-
Terapia antibiotica con lesione della mucosa e/o danno della flora
intestinale (anche molto tempo prima)
-
Terapia immunosoppressiva, anche con corticoidi
-
Alimentazione errata con un eccessivo consumo di zucchero;
alimentazione povera di oligoelementi e di fattori vitali
Le
tetracicline possono ad esempio danneggiare direttamente a livello
tossico l’epitelio della mucosa intestinale.
Da
questo gli antibiotici ostacolano non solo la sintesi degli
anticorpi ma anche le caratteristiche fagocitarie dei leucociti.
Anche
i prodotti di decomposizione dei batteri uccisi dall’antibiotico
possono danneggiare l’epitelio.
Un
trattamento antibiotico può portare alla formazione di una
piccola colonia di funghi che solo più tardi provoca dei sintomi.
Importanza della flora intestinale fisiologica
Gli antibiotici danneggiano soprattutto il delicato equilibrio tra
batteri intestinali aerobi ed anaerobi.
I
batteri intestinali ricoprono in modo fisiologico la superficie
intestinale come un tappeto vivente. Un trattamento con
antibiotici ad ampio spettro danneggia questo equilibrio e
diminuisce la capacità della flora intestinale di contrapporsi
alla colonizzazione dei funghi. L’antagonismo batterico che
sussiste normalmente contro l’infestazione fungina viene così
ridotto.
Sulla
base di queste osservazioni bisogna considerare se, almeno nei
pazienti a rischio, non sia il caso di combattere queste
complicazioni micotiche indesiderate dopo una terapia antibiotica
attraverso una sostituzione probiotica di lattobacilli. In ogni
caso si deve trattare una micosi secondaria già formata.
Se
non riconosciuta, questa si può cronicizzare e diventare
rilevante clinicamente anche dopo alcuni anni, senza che il
terapeuta possa far riferimento alla terapia antibiotica
effettuata molto tempo prima.
Corticosterodi/Immunosoppressori
I
corticosteroidi svolgono un ruolo importante nella formazione
delle micosi. La terapia steroidea impedisce la reazione
infiammatoria e reprime la reazione di difesa vascolare,
proliferativa ed essudativa. Inoltre questi farmaci ostacolano la
proliferazione del tessuto connettivo e abbassano il numero di
linfociti e leucociti.
-
Questo effetto è naturalmente voluto e necessario. Bisogna però
rilevare che i pazienti sotto terapia a base di cortisone sono
particolarmente minacciati da una complicazione micotica e perciò
devono essere controllati regolarmente in questo senso. Altre
sostanze immunosoppressive facilitano l’attacco da parte di
un’infezione fungina agendo sul sistema immunitario cellulare.
Nei pazienti che seguono tale terapia le infezioni fungine possono
procedere e svilupparsi in modo estremamente rapido.
Alimentazione
errata
La cattiva alimentazione è infine un altro fattore per la
formazione di una micosi del tratto digerente.
Nel 1992 il tedesco medio consumava 27 chili di zucchero. Questa
forma di alimentazione favorisce molto i funghi, in particolare
quando mancano fibre ed oligoelementi. Una eccessiva offerta di
zucchero può danneggiare l’equilibrio batterico
nell’intestino e ridurre l’antagonismo batterico.
Se è presente un sufficiente substrato nutritivo i batteri e i
funghi si moltiplicano gli uni accanto agli altri.
Da ciò risulta anche
l’estrema importanza di una conseguente dieta anti-fungo nella
terapia delle micosi del tratto digerente.
Tratto
da Collana medica -
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