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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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AUTISMO (malattia da vaccino, al 99%)
....come danno sul metabolismo cellulare +  Meningite dai vaccini
Il LEGAME fra il VACCINO MMR e L'AUTISMO ORA è più CHIARO
Autismo, Mercurio e Business  +  Autismo, Vaccini, Glutine, Latte vaccino  +  Morbillo ed autismo
Gli Amish (USA) NON vaccinano e NON hanno Autismo !  +  EPILESSIA  +  Autismo: e' Epidemia
www.genitoricontroautismo.org   +  Sperimentazioni vaccini = Autismo  +  MMR ed Autismo
Autismo dai Vaccini, Studio  
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 Negli USA dal 1988 le vaccinazioni si sono triplicate ed i casi di Autismo sono aumentati del 270 % !!
Falsita' della medicina ufficiale
1000 studi sui Danni dei Vaccini
Vaccini sicuri ? NO ! 
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Danni Biologici dei Vaccini e Cure
la Teoria dei Germi di Pasteur e' Falsa   +
 Malassorbimento
http://www.easyfreeforum.com/viewforum.php?eff=3091&f=12636&sid=bbbc1575bdb949c1c85d84c9c76268f9
Come distruggere in maniera scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
IMPORTANTE: questo pdf: http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/debernardi.pdf
AUTISMO, scoperto link con vaccini...  +  Contenuto dei Vaccini
Autismo, primo caso
 
+  Referenze Bibliografiche sull'Autismo dai vaccini
Caso Tremante  + 
Risarcimento Danni da Vaccino  +  Guerra contro le Donne
URANIO impoverito ? NO sono i Vaccini
Ecco l'intervista al dott. M. Montinari:
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=striscia&data=2007/11/20&id=6218&categoria=servizio&from=striscia
Danni Biologici dei Vaccini e Cure (dott. M. Montinari)  +  Danni dei Vaccini  (testimonianze)
Nanoparticelle.it  +  Illusoria la copertura vaccinale
Caso Tremante  + 
Risarcimento Danni da Vaccino
Esami indispensabili, prima di vaccinare

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!


220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata
e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

Farmaci , Soldi, Bugie: www.informatori.it/informatori/farsold.htm
L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa
Il padre pago' Poggiolini, il figlio l'Aifa
Malattie inventate
Quanti animali vengono UCCISI per i test sui vaccini ?
Le REAZIONI da VACCINO  - "Quando succede a Voi od al Vostri bambini, I rischi sono del 100%"
Autismo e malattie Rare

La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro - La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
 La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
 Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dr. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo :
http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU


Vaccinazioni per l’infanzia ed autismo: un caso accertato negli Stati Uniti

Mercoledì 9 Aprile 2008 - Gli studi clinici hanno fallito nel mostrare un legame tra vaccinazione ed autismo, ma molti genitori di bambini autistici hanno nutrito dubbi su queste conclusioni.

Il Governo americano ha ora ammesso che la vaccinazione può avere arrecato danni ad una bambina di 9 anni, ed ha annunciato che si farà carico delle spese per la cura.
Nel 2000 Hannah aveva 19 mesi ed uno sviluppo normale, quando ricevette 5 iniezioni per la prevenzione di 9 malattie infettive.
Nel 2001 alla bambina è stato diagnosticato il disturbo autistico.
Per il fatto che il padre di Hannah era un neurologo al Johns Hopkins Hospital, la bambina è stata sottoposta ad una serie di esami, che hanno evidenziato un disordine a livello mitocondriale.
Due teorie sono state ipotizzate: la prima che la bambina presentava una sottostante malattia mitocondriale e che la vaccinazione ha slatentizzato, la seconda è che la vaccinazione ha causato questo disordine.
Il Governo ha optato per la prima ipotesi: la bambina aveva una sottostante malattia mitocondriale che è stata aggravata dalla vaccinazione.
Molti dei vaccini che Hannah ha ricevuto contenevano Tiomersale, un preservativo a base di Mercurio.
Negli Stati Uniti, il Tiomersale è stato rimosso dai vaccini somministrati nell’infanzia a partire dal 2001.
Rimane aperto il dibattito sulle vaccinazioni multiple nell’infanzia. ( Xagena Medicina )
Fonte: The New York Times, 2008 - Medicina-Online.net  + vedi Autismo - La prova dei Danni dei Vaccini  +  Autismo dai VACCINI


Collegamento vaccinazioni-autismo (o perché la popolazione Amish americana non ha l’autismo)
R.S. a cura di Marcello Griffo

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Grazie ai Vaccini: autismo in aumento, nel mondo colpito 1 bimbo ogni 160
Roma, 15 feb. (Adnkronos Salute) - Sono in costante aumento i casi di autismo nel mondo: oggi infatti un bambino su 160 soffre di Disturbo generalizzato dello sviluppo (Dgs), con una incidenza maggiore in Giappone.
Ma il problema fa sentire il suo peso anche in Italia, tanto che molte famiglie colpite dalla malattia finiscono col disgregarsi. Questo il quadro, tutt'altro che roseo, delineato oggi a Roma durante la presentazione del progetto "Aut non out - Ci sono anch'io", voluto dall'associazione '"Habitat per l'autismo" in collaborazione con il Comune di Roma.

Le statistiche di molti studi americani dimostrano che nel prossimo decennio l'autismo e i disturbi pervasivi dello sviluppo diventeranno un'emergenza sociale ed economica di primordine. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista "Lancet", l'1,16% delle nascite in Inghilterra è a rischio, ma ancora più grave è la situazione in Giappone. Uno studio dello Yokohama Rehabilitation Center ha infatti evidenziato che l'1,61% dei neonati è autistico.

Circa l'80% delle persone con questo disturbo presenta anche una condizione di ritardo mentale, e almeno il 50% non sviluppa alcuna forma di linguaggio. Spesso sono correlate altre patologie, come l'epilessia.
Il problema riguarda da vicino anche l'Italia, basti pensare che solo a Roma e provincia è stimata la presenza di circa 8.400 piccoli con autismo. L'aumento di casi ha inevitabilmente aggravato anche la condizione sociale delle famiglie colpite. Spesso i genitori non riescono a sopportare il peso, la sofferenza e la responsabilità di un bambino autistico, e finiscono con il lasciarsi. Questo, almeno, è il destino del 72% delle famiglie italiane con un figlio autistico.
Tratto da: http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=1.0.1882028638


VACCINI al MERCURIO ed AUTISMO: ANCHE in ITALIA STUDIATA e trovata la CORRELAZIONE
vedi anche metodo di cura del dott. M. Montinari Intolleranze alimentari +  Metodo Montinari

Questo l'elenco di tutte le pagine - nel ns Portale - sui Danni dei Vaccini = Autismo

Ma cio' che sta emergendo e' che anche l'Epilessia che e' anche ed in particolar modo legata all'Autismo, e' stata incrementata notevolmente nei bambini con i vaccini, specie quello del Tetano....
Una delle tante varianti dell'autismo e' la nuova malattia chiamata "X fragile" ed anch'essa e' il prodotto dalle alterazione proteica indotta dai Vaccini nell'intestino immunodepressioni  +  mutazioni genetiche indotte dai vaccini.

Utilizzando un nuovo metodo di screening sulla drosofila, Stephen Warren e colleghi del Dipartimento di genetica umana della Emory University School of Medicine hanno identificato diverse molecole in grado di combattere i sintomi della sindrome dell’X fragile, una delle più comuni forme di ritardo mentale e causa di una forma di autismo.
Già nel 1991 Warren guidò un gruppo internazionale di ricerca che scoprì il gene FMR1, responsabile della sindrome dell’X fragile, causata dalla perdita funzionale della proteina FMRP (fragile X mental retardation protein).
A partire da quel risultato in molti laboratori del mondo sono state fatte scoperte fondamentali: si ritiene attualmente che la FMRP possa influenzare l’apprendimento e la memoria poiché è implicata nella sintesi di una proteina fondamentale per il funzionamento delle sinapsi nel cervello.


L’autismo e il metodo DAN - Incontro in Campidoglio con l’On. Ileana Argentin - 10 Mag 2007

In occasione della Conferenza Europea “Autism and our Future”, questa mattina a Roma, presso la Sala dell’Arazzo in Campidoglio, è stato presentato il DAN (Defeat Autism Now). Si tratta di un contributo alla ricerca sull’autismo e un nuovo approccio terapeutico. “Il numero dei cittadini romani colpiti dalla patologia dell’autismo è altissimo e trova pochissime risposte da parte delle istituzioni competenti in materia di sanità.
Per questo, in qualità di Consigliere delegato per le Politiche dell’Handicap e Salute Mentale del Comune di Roma, mi faccio portavoce di uno dei metodi di intervento per riabilitare chi è colpito da autismo. Ancora oggi i famigliari, così come gli utenti, sono troppo soli ed abbandonati ad un sistema generico e poco attento.
Il metodo DAN porta testimonianze concrete, anche se non sono maestra di vita né medico per dire quale sia la verità o quali gli strumenti adeguati. Quello che è certo è che sono accanto a chi non ha voce per parlare, in questo caso gli autistici”.
Questo quanto dichiarato dal Consigliere Delegato per le Politiche dell’Handicap e Salute Mentale, On. Ileana Argentin.
Nel corso della conferenza stampa si sono alternati gli interventi di Franco Verzella (medico e Presidente DAN Europe), di Gerardo Iovane (Intelligenza artificiale Università di Salerno), del Prof. Angelo Rossi Mori (Direttore CNR Istituto di tecnologie Biomediche Roma), di Gabriella Inglese (Vafiadis Vicepresidente Pianeta Autismo onlus), di Ornella Tarullo (Coordinatrice Portale Genitori Contro Autismo AREA onlus Brindisi) e di Silvio Moretti (biologo nutrizionista Roma).
Il crescente aumento di casi di autismo negli ultimi 20 anni esprime, secondo il DAN, una patologia di adattamento, dovuta all’inquinamento ambientale, alimentare e iatrogeno (vaccini polivalenti praticati in rapida successione e contenenti mercurio, amalgami dentarie al mercurio, terapie antibiotiche intensive, psicofarmaci) in soggetti con fragilità genomiche, che riguardano soprattutto l’intestino, la funzione detossificante, il sistema immunitario e quello nervoso.
L’autismo è secondo i ricercatori, solo la punta di un iceberg rappresentato dalle Patologie dello Sviluppo e dell’Apprendimento, che nei paesi industrializzati coinvolgono il 18-20% della popolazione scolastica e comprendono: dislessia, disturbi dell’attenzione e della memoria, iperattività, comportamenti violenti, anoressia, bulimia, obesità, depressione, intolleranze-allergie, alimentari-ambientali, malattie infiammatorie dell’intestino e celiachia.
Lo studio del protocollo DAN conclude che le patologie dello sviluppo sono in larga parte la drammatica conseguenza della cultura antibiologica che caratterizza i paesi a sviluppo avanzato.
By Francesco Demofonti
Fonte news:
http://www.nonsoloabili.org

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09 gennaio 2007 - La Gazzetta di Mantova
Le famiglie dei bimbi autistici: non possiamo attendere le cure ufficiali  - "Non sarà scienza, ma la sua cura funziona" - Ferma replica ad Hanau....

POGGIO RUSCO. Diverse lettere sono giunte alla redazione della Gazzetta da genitori di bambini affetti da sindrome autistica che replicano alle dichiarazioni di Carlo Hanau, intervenuto in rappresentanza dell'Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici (Angsa) in merito alla terapia del dottor Massimo Montinari, per la quale due genitori di Poggio, M.M. e M.B., si sono visti negare dall'Asl l'erogazione dei farmaci.
Secondo Hanau, i benefici di questa ed altre terapie alternative si possono spiegare come il risultato di un insieme di "suggestioni" oltre alla ciclicità della malattia.

Le associazioni come Angsa diffidano i genitori dal credere a queste illusioni. Ma i genitori che hanno scritto da Napoli, da Taranto, da Milano, da Salerno, da Roma e dalla Toscana non ci stanno a passare per creduloni, raccontano i miglioramenti ottenuti con queste terapie e chiedono un'autentica attenzione da parte della medicina ufficiale. Sulla stessa lunghezza d'onda anche altri due genitori di Poggio che non seguono il Protocollo Montinari, ma il "metodo Dan" !.
«Noi non cerchiamo la pillola miracolosa, ma migliorare le condizioni di questi bambini che soffrono - dicono R.G. e G.V., genitori di un bambino autistico di 8 anni - Esistono studi che dimostrano la relazione tra i problemi gastroenterici ed autismo.
Si è verificato che in queste persone glutine e caseina non vengono scomposti in proteine e, tramite il sangue, passano direttamente dall'intestino al cervello.
Queste gluteomorfine e caseomorfine che finiscono nel cervello creano un effetto oppiaceo e questo provoca la condizione tipica delle persone affette da autismo. Non è un caso che alla base di tante terapie non riconosciute ufficialmente ci sia la dieta senza glutine e caseina.
Perché la medicina ufficiale non vuole tenerne conto ? L'autismo è una malattia complessa.

Chi ha la nostra esperienza sa che bisogna risolvere questi problemi metabolici prima di occuparsi dell'aspetto neuro-pasicologico che è conseguente. E' ovvio che chi non vuole abbandonare i propri figli si rivolga a terapie la cui efficacia non è dimostrata dalla scienza, ma dall'esperienza. Non possiamo aspettare per anni le dimostrazioni scientifiche senza fare nulla per aiutare nostro figlio. Meglio prendere altre strade, dove le prove sono date dall'evidenza e i risultati ci sono. Come si può pensare che migliaia di genitori siano vittime della stessa illusione ? E poi il dottor Montinari è un medico qualificato; noi ci siamo recati in centri specializzati negli Stati Uniti dove lavorano medici conosciuti a livello internazionale.
Perché scartare a priori le testimonianze di queste persone ?
Che lo faccia Hanau è ancora più grave, dato che lui non è medico, ma esponente di un'associazione che dovrebbe rappresentare i genitori».
By Roberta Bassoli  

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EPILESSIA  - Tetano
Malattia associata in moltissimi casi all'Autismo
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un difetto nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a dei batteri autoctoni mutati in patogeni - molto probabilmente il  Clostridium tetanis !
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi mesi) e i pazienti presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al., 1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria, HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti vaccinati e quindi in situazione di malassorbimento per la disbiosi importante e quindi il pH digestivo alterato anche dai vaccini inoculati).

 
VERONA, 21 GEN 2006 -
E' una correlazione di fattori di ambito genetico, biologico, ambientale (come le infezioni) a provocare l'autismo, malattia segnalata in crescita esponenziale negli ultimi anni (in America ne è colpito un bambino su 250) e caratterizzata dalla disarmonia dello sviluppo delle funzioni cerebrali che, di conseguenza, interragiscono male tra loro.
L'indicazione è emersa al congresso internazionale "La terra di mezzo - Autismo: una sfida alla scienza", organizzato dal Servizio di Neuropsichiatria infantile e Psicologia dell'età evolutiva dell'Ulss 20 di Verona chiuso oggi.
"Ci sono due gruppi di autistici - ha detto Maurizio Brighenti, primario del Dipartimento di neuropsichiatria infantile e psicologia dell'età evolutiva dell'Ulss 20 – che evolvono in maniera differente: il primo manifesta uno sviluppo alterato fin dai primissimi mesi di vita, il secondo invece, che inizialmente ha comportamenti pressoché normali, manifesta la malattia all'improvviso, solitamente intorno ai 16-18 mesi di vita, e si aggrava progressivamente".
Tra le cause che trasformano una predisposizione genetica e immunologica allo sviluppo dell'autismo in conclamazione della malattia, ha detto Federico Balzola, dirigente medico presso l'unità ospedaliera di gastroepatologia dell'Asl San Giovanni Battista di Torino, si ipotizza ci siano i metalli pesanti, in particolare il
mercurio usato nella composizione dei vaccini,  per veicolare i principi attivi.
Balzola ha quindi ricordato come sia un fatto acquisito che gli autistici siano più predisposti di altri bambini ad andare incontro a infiammazione cronica dell'apparato gastroenterico (la percentuale è del 30-40% contro il normale 5-10%): questi soggetti sviluppano
l'enterocolite autistica, che altera l'assorbimento delle sostanze introdotte nel corpo - tra cui il mercurio, ma anche i prodotti della digestione di pane e latte - trasformandole in neurotossine che raggiungono il cervello, scatenando i disturbi comportamentali.
Una dieta appropriata e farmaci adeguati, ha detto ancora Balzola, aiutano a tenere sotto controllo l'infiammazione".
Diagnosi precoce, multidisciplinarietà nell'affrontare il soggetto, adeguati interventi di riabilitazione e integrazione scolastica, ha detto il dott. Brighenti, sono i principali strumenti in grado di migliorare la vita dell'autistico.
Nel corso del congresso sono state sviluppate le linee guida per l'integrazione scolastica di questi soggetti, che prevedono la valorizzazione del lavoro sul bambino condotta dall'equipe formata da insegnati, famiglia e specialisti, una precisa formazione di insegnanti e specialisti, la presenza di un tutor di area educativa specializzato in autismo che faccia da ponte tra scuola, istituzioni e famiglia.
Sottolineando l'importanza della precocità della diagnosi, perchè così si riducono i disturbi comportamentali del soggetto, Brighenti ha reso noto che il Centro di diagnosi cura e ricerca per l'autismo dell'Ulss 20, da lui diretto, è stato incaricato dalla Comunità Europea di elaborare le linee guida europee per effettuarla.
Nel campo della ricerca per l'autismo resta ancora molto da fare, ha sottolineato Brighenti.
Per questo a Verona si è costituito il gruppo multidisciplinare di ricerca Gira (Gruppo Italiano Ricerca Autismo), che coinvolge allergologi, gastroenterologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, immunologi e tossicologi delle università di Verona, Brescia, Pavia, Torino e Padova; un gruppo che dovrà approfondire la scientificità dell'ipotesi che gli artistici siano più predisposti a patologie come le intolleranze alimentari.
Il neuropsichiatra, infine, ha rilevato che la riabilitazione delle facoltà linguistiche, comunicative e psicomotorie dell'autistico possono essere efficaci anche in soggetti che hanno superato i cinque anni di età.
(ANSA).

Commento
Ndr: ma queste cose le aveva gia’ scoperte il dott. M. Montinari con la sua equipe, nel 1996, tant’e’ che ha scritto un libro per documentare lo studio effettuato su 1.200 soggetti autistici danneggiati dai vaccini ! ed ha messo a punto una terapia NON basata su farmaci di sintesi ma su rimedi omotossicologici

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Autismo da virus (vaccinale)
Il meccanismo delle encefaliti virali è noto e sono noti casi di autismo prodotti da encefaliti virali. Il passaggio dell'attacco del virus latente (vaccinale) all'autismo è meno ovvio e più articolato. Infatti c'è una progressione asintomatica, clinicamente invisibile, se si eccettuano inizialmente, reazioni post-vacciniche quali febbri, pianti prolungati con strilli acuti, alterazione del ritmo del sonno, etc.
La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando in contatto con un virus: ovvero l'iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc). 
Zecca e collaboratori (1998) segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono essere interpretati come un'attivazione cronica del sistema immunitario contro un' infezione subclinica.

Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra (Wakefield, 1998 e 2000) hanno dimostrato, mediante ileocolonscopia, la presenza nell'intestino del virus latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni.

Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del prof. John O'Leary, ha confermato la presenza del virus del morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell'intestino di 24 bambini autistici su 25.
Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi della presenza di tale virus vaccinale nell'organismo.
Il prof. Kawashima, dell'Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (del ceppo vaccinale) nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle vaccinazioni.
Virus di ceppi vaccinali dunque sono una presenza costante (anche a distanza di anni dalla vaccinazione)  in bambini autistici ma non in bambini di controllo sani.

Commento NdR: .....perche' nei soggeti sani, i virus vaccinali si annidano in cellule e non si possono detettare !
Con il test rapido del sangue denominato "Polymerase Chain Reaction" (PCR test), cioè test sulla catena di reazione della polimerase, è possibile rilevare la presenza subclinica nell'organismo del virus dello stesso ceppo vaccinale.
By Lorenzo Acerra - Federazione del COMILVA

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PROTOCOLLO per i bambini autistici

Avere la diagnosi - modificare e personalizzare la dieta - eliminare la caseina, latte e formaggi - usare enzimi digestivi - eliminare il glutine - trattare disbiosi batteriche - trattare disbiosi fungali - supportare sistema immune e misure tossine virali - usare supplementi nutrizionali - terapia disintossicante - introdurre  supplementi (fior di Zolfo o prodotto omeopatico = sulfur + ossigeno) - training sensoriale - terapie comunicazionali - educazione speciale  
Vedi anche Protocollo della Salute

L’autismo da Mercurio e da Vaccini

Nei primi anni del 1900 era prassi comune trattare bambini sotto i 5 anni con ritardo della dentizione usando polveri di mercurio. Una certa percentuale di questi bambini (1 su 500/ 1000), esposti cronicamente a tali dosi di mercurio, sviluppavano una condizione multisintomatica definita acrodinia, intossicazione da mercurio caratterizzata spesso da depressione, distacco e ogni forma di anomalia comportamentale.

Fu il dr Josef Warkany [1948], del Cincinnati Children’s Hospital, che avanzò tale ipotesi per la prima volta, 50 anni dopo l’inizio di quell’epidemia causata dal trattamento medico dentale al mercurio. Intorno a tale ipotesi iniziò a crescere un generale consenso, non senza, però, una resistenza dura da parte di scienziati e degli uomini di medicina nelle posizioni di maggior potere. Il mercurio in polvere per uso dentale fu rimosso nel 1954, su iniziativa dei produttori a causa della cattiva pubblicità e probabilmente nella speranza di prevenire richieste di risarcimento. L’epidemia di acrodinia cessò istantaneamente.

Oggi neonati e bambini sono esposti ancora una volta a basse dosi di mercurio, usato come conservante dei vaccini ed iniettato a più riprese direttamente nel sangue. Come è stato per l’acrodinia, la morbilità è di 1 su 500/ 1000 dei bambini esposti alla stessa dose di mercurio dei vaccini. 
Come è stato per l’acrodinia, ci si è posti il problema di misurare i livelli di mercurio nell’organismo di questi bambini con un po’ di anni di ritardo. Come è stato per l’acrodinia, le verità scientifiche misurabili ed accertabili vengono ricacciate indietro dalle lobbies economiche con l’arte del negare l’evidenza e di non far fare indagini.
Potrebbe il mercurio cui sono esposti i neonati attraverso dosi multiple di mercurio spiegare l’epidemia di autismo degli ultimi decenni ?

Nel febbraio 2001, alla conferenza sulla “Disintossicazione dei bambini autistici”, tenuta dall’ Autism Research Institute a Dallas, 25 tra medici e ricercatori hanno riportato di aver trattato con DMPS o DMSA, chelanti del mercurio, circa 1.500 pazienti autistici, ottenendo consistenti miglioramenti.

È noto che casi di intossicazione da mercurio i livelli di mercurio in urine e sangue possono essere nomali già pochi giorni dopo l’esposizione. Il test con DMPS di escrezione urinaria di mercurio è il solo modo accurato di stimare il carico corporeo di mercurio. Una media di 87 mcg di mercurio per grammo di creatinina è stato riscontrato in questi bambini autistici a seguito di un carico di DMPS. Questi risultati superano nettamente i 40 mcg considerati indice di un’intossicazione di mercurio. I livelli di mercurio nei capelli andava dai 2.6 e i 5.6 mcg/g.  
A seguito del trattamento intermittente con DMPS o l’altro chelante del mercurio DMSA c’era nei bambini autistici trattati una normalizzazione dei livelli di mercurio nei capelli e netti miglioramenti delle capacità di linguaggio e comportamento, documentato sulla base di scale di valutazioni di neuropsicologia.  

L'esposizione della popolazione infantile al Mercurio
Le iniezioni di vaccini sono una nota fonte di mercurio [Plotkin & Orenstein, 1999]. Halsey [1999] ed Egan [2000] hanno confrontato la somma delle dosi di mercurio ricevute attraverso le vaccinazioni infantili con i valori considerati tollerabili per ingestioni di mercurio. La dose di mercurio nei vaccini a 3 mesi è equivalente a 30 volte l’esposizione giornaliera massima, con i neonati di peso corporeo minore che ricevevano quasi 3 mesi di esposizione tollerabile giornaliera al mercurio in un solo giorno. Tali dati diventano ancora più gravi e preoccupanti se si considera che:

1.   il mercurio produce danno agli esseri umani persino alle dosi considerate tollerabili [Grandjean, 1998];
2.   il mercurio iniettato è più dannoso del mercurio ingerito [EPA, 1997, p.3-55; Diner & Brenner, 1998];
3.   il mercurio, che colpisce principalmente il sistema nervoso centrale, è particolarmente dannoso per il cervello in fase di sviluppo [Davis et al, 1994; Friberg, 1994; Grandjean, 1999; Yeates, 1994];
4.   il mercurio entra molto più facilmente nei tessuti cerebrali del bambino perché la barriera sanguigna del cervello non si è ancora chiusa completamente [Wild & Benzel, 1994]. È stato dimostrato che i neonati esposti al mercurio, diversamente da ciò che accade negli adulti, accumulano notevolemente più mercurio nel cervello rispetto ad altri organi [EPA, 1997, p.4-1];
5.   infine bambini sotto i 6 mesi di vita non riescono ad espellere mercurio, principalmente per la loro incapacità nel produrre bile, la principale via di escrezione del mercurio organico [Koos & Longo, 1976; Clarkson, 1993]. 

Sebbene l’infanzia sia riconosciuta come un periodo di rapido sviluppo neurologico, non esistono ancora pubblicazioni o studi in questo campo: gli effetti sulla salute del mercurio iniettato come nelle modalità delle vaccinazioni, da pochi mesi di vita a 2 anni di età [Hepatitis Control Report, 1999; Pediatrics, 1999; EPA, 1997, p.6-56]. Neonati esposti al mercurio attraverso il latte materno avevano ritardi nello sviluppo e un minor quoziente di intelligenza.

Il 21 giugno 2000 si è riunita ad Atlanta negli USA la Commissione del governo sulle vaccinazioni. È stata valutata la possibilità di correlazione tra esposizione al timerosal [il mercurio nei vaccini] e specifici sintomi neurocomportamentali in 400.000, bambini seguiti nell’ambito del progetto monitoraggio sulla sicurezza dei vaccini [Verstraeten, 2000]. È stata dimostrata una correlazione statisticamente significativa tra esposizione cumulativa al timerosal da vaccini e ritardi dello sviluppo, tic, sindrome di deficit attentivo, minori capacità di linguaggio e di apprendimento.      

Secondo uno studio sull’uso del timerosal nei vaccini [Weekly Epidemiology Record, gen. 2000], “la valutazione fatta sulla sua sicurezza attualmente non può escludere la possibilità di subcliniche anomalie neurocomportamentali nei neonati derivanti da esposizione cumulativa al timerosal nei vaccini”.
vedi anche: http://autismo.oltreilmuro.com/?m=200604  +  http://www.disinformazione.it/autismo.htm

Non tutti i bambini cui viene iniettata una certa dose di mercurio sviluppano le stesse reazioni. 
La suscettibilità complessiva dell’individuo al mercurio dipende da fattori ambientali e genetici:
1.  l’abilità di disintossicare i metalli pesanti
2.  la capacità di mantenere una microflora intestinale equilibrata, da cui dipende la maggior parte della rimozione dei metalli
3.  iper-sensibilità immunitaria al mercurio

Questi 3 fattori di suscettibilità all’intossicazione da mercurio, è stato dimostrato, sono statisticamente significativi nell’autismo rispetto a gruppi di controllo. Infatti, nella letteratura medica troviamo che bambini autistici avevano:
1. difficoltà con la disintossicazione dei metalli pesanti [Edelson & Cantor, 1998, O’Reilly & Waring, 1993];
2. squilibri della microflora intestinale che impedisce l’escrezione di tossine [Shattock, 1997];
3. anomalie biochimiche indicanti autoimmunità [Zimmerman, 1993]. 

Effetti del Mercurio
Boyd Haley, professore di chimica all’Università del Kentucky, che studia da anni gli effetti sui tessuti cerebrali del mercurio e i danni che produce, afferma: "I dati preliminari delle mie ricerche sono molto evidenti ed indicano che il mercurio dei vaccini è un fattore probabilmente fondamentale nel causare l’autismo".
La tossicità del mercurio è cumulativa e si verifica quando la velocità di esposizione è maggiore di quella di eliminazione. In tal modo c’è una neurotossicità ritardata nel tempo, che puà manifestarsi mesi dopo l’esposizione. Le reazioni alle dosi di mercurio sono raramente evidenti subito, la regressione autistica comincia generalmente molte alcune settimane dopo la vaccinazione.

L’intossicazione da mercurio causa molte anomalie biologiche, le stesse che si riscontrano nell’autismo. Vediamone alcune.

Organizzazione neuronale e circonferenza del capo
Il mercurio causa stress ossidativo nei neuroni. Numerosi ricercatori hanno sottolineato che l’autismo è caratterizzato da “una condizione di disorganizzazione neuronale, in particolare relativamente allo sviluppo di un albero dendritico, di sinaptogenesi e sviluppo della complessa interconnessione entro e tra regioni del cervello” [Minshew, 1996; Bailey, 1996].
Il mercurio può interferire con la migrazione neuronale e deprimere la divisione cellulare nel cervello in via di sviluppo

Anomalie nella crescita neuronale durante lo sviluppo sono implicate nelle differenze di grandezza del capo che si ritrovano sia nell’autismo che nei casi disintossicazione da mercurio

Cervelletto e corteccia cerebrale
Courchesne [1989], Bauman e Kemper [1988], Ritvo [1986] hanno fatto notare che la sola anomalia neurobiologica che si riscontra sempre poco prima dell’insorgenza di sintomatologie autistiche è la perdita di neuroni Purkinje nel cervelletto.
Danni al cervelletto sono implicati nell’alterazione della coordinazione, equilibrio, tremori e sensazioni [Davis, 1994; Tokuomi, 1982], ed è stato dimostrato che il mercurio provoca ciò quando danneggia la trasmissione sinaptica nel cervelletto tra le fibre e le cellule Purkinje [Yuan & Atchison, 1999]. Acrodinia, una forma particolare di intossicazione infantile da mercurio, è considerata una patologia causata principalmente dalla degenerazione della corteccia cerebrale e del cervelletto a seguito dell’avvelenamenteo da mercurio [Matheson, 1980].
Le cellule più colpite, sia nell’autismo che nell’intossicazione da mercurio, sono quelle che hanno una ridotta capacità di produrre elevati livelli di metallotionina e glutatione, sostanze che hanno azione protettiva verso la tossicità da mercurio [Fukino, 1984]. Granuli e cellule Purkinje hanno un rischio maggiore di tossicità da mercurio in quanto producono un minor livello di sostanze protettive [Ikeda, 1999; Li, 1996].

Amigdala e ippocampo
Nell’autismo si possono evidenziare alterazioni relstive al lobo temporale, in particolare l’amigdala e l’ippocampo, ed aree connesse. In particolare queste alterazioni sono caratterizzate da aumentata densità cellulare e ridotta massa neuronale [Abell, 1999; Hoon & Riess, 1992, Otsuka, 1999; Kates, 1998; Bauman, 1985]. In alcuni casi anche i gangli basali mostrano lesioni [Sears, 1999], soprattutto una diminuzione di flusso sanguigno [Ryu, 1999].
Numerosi studi e autopsie hanno dimostrato che il mercurio si accumula selettivamente nell’ippocampo e nell’amigdala, soprattutto nelle cellule piramidali, a seguito di esposizione prenatale o nei primi mesi di vita [Warfvinge, 1994, Faro, 1998] e sono stati docuemtnati i danni conseguenti dall’azione tossica del mercurio [Lorscheider, 1995, Larkfors, 1991; Li, 1996].

Altre disfunzioni biochimiche
Il mercurio causa l’alterazione dei livelli dei neurotrasmettitori serotonina, dopamina, glutamato e acetilcolina.  Queste stesse anomalie sono trovate in bambini con autismo.

È noto che l’esposizione al mercurio causi disfunzioni nell’apprendimento e difficoltà di linguaggio, difficoltà con idee astratte e comandi complessi, tendenza a ritrarsi dal contatto con la gente, ansia e comportamenti ossessivi / compulsivi. Tutti questi sintomi sono ben documentati in bambini con autismo.
Disturbi sensoriali, tra cui mancanza di sensibilità nella bocca, mani e piedi, oppure ipersensibilità ai rumori, avversione al tatto e risposte esagerate o del tutto mancanti al dolore, sono manifestazioni comuni dell’intossicazione da mercurio. Questi stessi disturbi nella recezione sensoriale sono anche comuni nei bambini con autismo.

Il mercurio causa anomalie diffuse nell’organismo legandosi allo zolfo, così da causare danni multipli a enzimi, meccanismi di trasporto e proteine strutturali. Perciò le manifestazioni cliniche coinvolgono funzioni e organi multipli, con caratteristiche e intensità variabili. Lo stesso si verifica nell’autismo [Alberti, 1999].

L’intossicazione da mercurio causa immunodepressione, ridotta funzionalità delle cellule natural killer, e proliferazione sistemica di lieviti, tutte condizioni concomitanti nei casi di autismo [Warren, 1987; Gupta, 1996].
Insolita attività epilettiforme è stata trovata in numerose forme di intossicazione da mercurio [Brenner, 1980, Fagala & Wigg, 1992; Piikivi & Tolonen, 1989; Rohyans, 1984; Lowell, 1996; Szasz, 1999]. Gillberg e Coleman [1992] stimano che il 35- 45% degli autistici sviluppano ad un certo punto attività epilettica. LeWine [1999], usando MEG ha trovato attività epilettiforme nell’82% di 50 bambini con regressione autistica.

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AUTISMO COME DISTURBO METABOLICO
Paul Shattock, Dawn Savery, Unità di Ricerca per l'Autismo, Scuola di Scienze della Salute, Università di Sunderland, Sunderland, SR2 7EE, England

INTRODUZIONE
L'autismo è una sindrome così affascinante e intrigante che, già da quando è stata descritta per la prima volta, ha attratto l'attenzione di ricercatori e professionisti appartenenti a tantissime discipline diverse. All'inizio, alla metà degli anni sessanta, era opinione generale che ci fosse una spiegazione psicogena per quanto riguarda le cause, quindi le terapie e gli interventi erano basati su questi principi. A dire il vero queste ipotesi hanno ancora molti sostenitori nel mondo. Da allora altri psichiatri, psicologi, genetisti, anatomisti, elettrofisiologici e molti altri gruppi hanno cercato di

spiegare l'autismo in base alla loro propria esperienza. Ogni gruppo ha contribuito a formare il quadro generale, ma siamo ancora molto lontani da una spiegazione soddisfacente e completa.

L'Autismo rimane una "sindrome" ed è uno dei pochissimi disturbi che vengono definiti solamente in termini di sintomi osservabili.

L'esistenza della sindrome sembra essere l'unico fattore universalmente accettato ma, se esiste la sindrome, ci deve essere una spiegazione per la combinazione degli strani comportamenti e delle anormalità percettive e psicologiche che l'autismo comporta.

Non possiamo ancora a lungo accettare che la frase "Oh, è autistico" sia una spiegazione sufficiente per i problemi. 
Se la sequenza di eventi che sono alla base dell'autismo possono essere identificati sarà possibile cercare i mezzi attraverso i quali intervenire per prevenire la sindrome o per migliorare almeno il problema.

Noi vogliamo avanzare l'ipotesi che l'autismo sia la conseguenza di un disturbo metabolico.

Vogliamo insistere sul fatto che questo approccio non è in nessun modo incompatibile con il lavoro della grande maggioranza di ricercatori di altre discipline. E' complementare, ma noi ci siamo concentrati su un aspetto particolare, aspetto che contribuisce a formare il quadro completo.

Il nostro impegno, negli ultimi 11 anni è stato quello di esaminare le urine di persone con autismo per cercare entità chimiche che potrebbero farci intuire la presenza di una qualsiasi anormalità metabolica sottostante. 
Finora abbiamo esaminato campioni di urina di circa 1200 soggetti e, alla fine, hanno incominciato ad apparire caratteristiche comuni. All'inizio raccoglievamo poche informazioni cliniche e anamnestiche, ma nei nostri studi più recenti sono state raccolte molte più informazioni. Avendo accumulato queste informazioni, sono diventate evidenti alcune correlazioni che ci hanno permesso di creare un modello ipotetico per quanto riguarda la causa dell'autismo
Il nostro modello si basa sui nostri studi, ma, in modo consistente, anche sul lavoro di altri ricercatori, in particolare su quello di Reichelt e colleghi (Knivsberg 1991 e Waring 1993).

Questo lavoro è diviso in due parti. Nella prima parte sono presentate delle evidenze che supportano l'ipotesi in base alla quale i sintomi dell'autismo sono conseguenza di problemi fisiologici di origine metabolica. Nella seconda parte si esplora la relazione tra queste anormalità metaboliche e i sintomi dell'autismo. Comprendere ciò potrebbe fornirci degli indizi riguardo a interventi potenzialmente utili.

Sebbene un modello, in base al quale i diversi aspetti dell'autismo sono collegati in un insieme coerente, non sia universalmente accettato, ha largo consenso il punto di vista secondo cui i vari elementi sono compatibili. 
Non ha senso concentrarsi solamente su un aspetto senza considerare il quadro d'insieme. I ricercatori professionisti, inevitabilmente, devono lavorare in una disciplina specifica e spesso si ritiene vi siano diatribe tra loro quando mettono in evidenza la loro particolare area d'interesse. In realtà, essi stanno vedendo lo stesso problema sotto diversi punti di vista. 
Il deficit più significativo nella comprensione del problema rimane il collegamento di queste diverse sfaccettature. 
Senza
ciò non possiamo cominciare a comprendere o risolvere il problema.  

MODELLO TEORICO

Questo modello è basato sull'accettazione della teoria dell'eccesso di oppioidi come inizialmente esposta da Panksepp (1979) ed estesa da Reichelt (1981) e da noi stessi (Shattock 1991).

Noi appoggiamo l'ipotesi secondo cui l'autismo potrebbe essere conseguenza dell'azione di peptidi di origine esogena, il cui risultato sarebbe un danno alla neuro trasmissione del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Noi crediamo che questi peptidi abbiano come risultato effetti che in natura sono effettivamente oppioidi. I peptidi potrebbero o avere una diretta attività oppioide, o bloccare gli enzimi peptidasi che dovrebbero rompere i peptidi oppioidi presenti normalmente nel SNC. In entrambi i casi le conseguenze sarebbero le stesse. Il ruolo della neuroregolazione del SNC che è normalmente assolto dai peptidi oppioidi naturali come le encefaline e le endorfine, sarebbe intensificato così enormemente che i normali processi nel SNC sarebbero gravemente danneggiati.

La presenza di questa intensa attività oppioide comporterebbe la distruzione, di gravità differenti, di un gran numero di sistemi dell'SNC. La percezione; la cognizione; le emozioni; l'umore e il comportamento sarebbero tutti danneggiati. Con lo stesso meccanismo le alte funzioni esecutive sarebbero gravemente danneggiate e ne risulterebbero i diversi sintomi che costituiscono l'autismo.

Questi effetti sono discussi con maggiori dettagli più avanti in questa pubblicazione. Noi crediamo che questi peptidi derivino da un'incompleta rottura di alcuni alimenti e, in particolare, del glutine contenuto nel grano e in altri cereali come orzo, segale e avena e della caseina contenuta nel latte e in altri prodotti caseari. E' anche possibile che altri alimenti siano implicati.

Il nostro modello può essere rappresentato con un diagramma come nella figura 1.

La figura 1 rappresenta la situazione in un soggetto clinicamente "normale". Ogni "stella" rappresenta una molecola peptide con attività biologica, in questo caso oppioidale. E' chiaro che quando una proteina viene scissa nell'intestino avremo i peptidi, in quanto composti intermedi che verranno scissi successivamente in aminoacidi.
E
' inoltre chiaramente dimostrato che, anche in individui normali, in salute, una porzione di questi peptidi può andare dall'intestino alla circolazione sanguigna. Per esempio, il 10 % dei peptidi può attraversare una parete intestinale normalmente intatta e può comparire così nella circolazione sanguigna. Se il 10% di questa quantità attraversa la barriera emato-encefalica (in entrambi i casi le quantità dei peptidi sono ragionevoli), risulterà che l' 1% dei peptidi totali presenti nell'intestino avrà raggiunto il SNC. Una volta qui, essi possono regolare direttamente la trasmissione in tutti i principali sistemi di neurotrasmissione o, alternativamente, possono bloccare gli enzimi che normalmente dovrebbero rompere i peptidi

oppioidi del SNC. In entrambi i casi la conseguenza sarà l'aumento dell'attività oppioide.

In questa situazione normale, i livelli dei peptidi nell'intestino sono relativamente bassi e la quantità che raggiungono il cervello sono minime, così gli effetti netti sono trascurabili. Nell'esempio mostrato in figura 1(b), ci sono livelli di peptidi nell'intestino decisamente aumentati e, forse, significative conseguenze cliniche.

L'aumento del livello di questi peptidi nell'intestino potrebbe essere dovuto alla inadeguatezza dei sistemi enzimatici che sono responsabili della loro rottura. Per esempio, ci potrebbero essere, per motivi genetici, insufficienti quantità di enzimi endopeptidasi. Potrebbero esserci carenze di cofattori, come vitamine e minerali necessari perchè gli enzimi possano funzionare.

Alternativamente, il pH nelle relative aree dell'intestino potrebbe essere inappropriato perchè gli enzimi specifici agiscano.

La figura 1(c) rappresenta la situazione in cui i livelli di peptidi nell'intestino sono normali, ma, per qualche ragione, la parete intestinale è eccessivamente permeabile, così questa grande quantità di peptidi attraverserà la parete intestinale ed entrerà nella circolazione sanguigna. Quindi, ci sarà un aumentato livello di peptadi nel SNC e si potranno verificare conseguenze cliniche. Un'aumentata permeabilità della parete intestinale è stata riscontrata in un ampio numero di bambini con autismo,

ma non in tutti (D'Eufemia 1996).

Ci sono numerosi fattori che potrebbero portare a un'aumentata permeabilità della parete intestinale. Ci possono essere danni per motivi puramente fisici, come un intervento chirurgico o qualche difetto naturale. Deficit nei sistemi Fenil Solfuro Transferasi (FST), come descritte da Warning (1993), porterebbero ad un aumento della permeabilità della parete intestinale. Solitamente le proteine che rivestono la parete intestinale sono solfatate e, in questo stato, formano uno strato continuo e protettivo sulla superficie della parete intestinale.
Nei casi in cui non avviene una sufficiente solfatazione, le proteine si raggruppano e lo strato protettivo diventa discontinuo. Il risultato netto è un aumento di permeabilità della parete intestinale. In questo caso, il passaggio di peptidi attraverso la parete intestinale aumenterebbe enormemente.

Nel corso degli anni, molti genitori hanno sostenuto che l'autismo osservato nei loro figli si è manifestato solo dopo un programma di immunizzazione di qualsiasi tipo. La risposta tradizionale e ortodossa è sempre quella di rifiutare questi suggerimenti e di sottolineare che i benefici di questi programmi superano di gran lunga qualsiasi potenziale effetto collaterale.
E
' generalmente sostenuto che la coincidenza tra la manifestazione dell'autismo (o dell'epilessia o di altre condizioni) e l'uso di programmi di immunizzazione non sia significativa. Nonostante ciò, questi racconti da parte dei genitori sono persistenti e non dovrebbero essere ignorati.
Wakefield (Balzola et al 1995) hanno dimostrato che gli elementi del morbillo, Parotite e Varicella, possono produrre grosse anormalità nella parete intestinale. Recentemente (Waerfield 1998), lo stesso team ha dimostrato la presenza di anormalità anatomiche molto simili (iperplasia dei linfonodi ileali) in un gruppo di bambini con autismo
Si ritiene che la forza attenuata del morbillo, come quella che viene usata nella produzione dei vaccini, provoca una risposta immunitaria insufficiente a controllare il virus. 
La conseguenza è che un'attenuata "infezione" incomincia a stabilirsi nell'intestino, a produrre l'iperplasia e ad aumentare la permeabilità della parete intestinale.

Dato che il sistema immunitario può essere già compromesso dalla presenza di quantità limitate di peptidi oppioidi di derivazione esogena e che i vaccini solitamente consistono in virus vivi attenuati, queste conseguenze non ci dovrebbero stupire.

Nella figura 1(b) la barriera ematoencefalica è meno resistente del normale, così qualsiasi peptide oppioide presente nella circolazione sanguigna può facilmente giungere al SNC ed esercitare la propria azione completa.
La barriera ematoencefalica è un sistema complesso in parte fisico e in parte biochimico. L'elemento biochimico è costituito, in parte, da enzimi che dovrebbero distruggere le sostanze potenzialmente nocive come i peptidi di derivazione esogena.
Dato che, in accordo con queste ipotesi, l'attività peptidasi negli individui con autismo può essere depressa, la  barriera può essere in qualche modo più permeabile del normale.

Ancora una volta, possono essere altri fattori ambientali che porterebbero esacerbare il processo o lievemente o drammaticamente. Ci sono casi in cui danni fisici, per esempio in seguito ad interventi chirurgici, sembrano aver fatto apparire i primi segni dell'autismo.
Più comunemente, l'autismo inizia a manifestarsi dopo che il bambino ha avuto un attacco di encefalite o di meningite. In entrambe i casi, ci si può ragionevolmente aspettare un danno alla barriera ematoencefalica e l'entrata di una grande quantità di questi peptidi.

Dobbiamo considerare in modo più polemico il ruolo delle vaccinazioni in questo contesto. Non possiamo ancora a lungo ignorare il grande numero di genitori che fanno risalire la propria manifestazione dell'autismo esattamente a quei giorni o, in alcuni casi, a quelle ore, in cui c'è stata l'inoculazione di un qualsiasi tipo di vaccino, con la motivazione che questi sarebbero solamente lamenti di chi vuole trovare qualcuno da incolpare per la situazione del figlio. Mentre il ruolo dei programmi di vaccinazione nel causare l'autismo rimane non provato, il meccanismo attraverso il quale potrebbe accadere sicuramente esiste.
Durante i loro primi giorni di vita, la maggior parte dei bambini del mondo occidentale sono stati vaccinati per il morbillo, parotite, varicella, difterite, pertosse, tetano, poliomielite, epatiteB, HIB, tubercolosi.
Molte di queste vaccinazioni utilizzano forme vive e attenuate della malattia. Considerato lo stato compromesso del sistema immunitario dei bambini con autismo ci sono dei rischi inerenti a questa procedura.
La precisa forza e la schedula vaccinale variano da paese a paese e una porzione sempre più consistente di persone manifesta malessere in conseguenza alla somministrazione di questi prodotti.

In molte persone che sono completamente asintomatiche potrebbe esserci una quantità relativamente piccola di questi peptidi oppioidi di derivazione esogena.
Quando qualcosa danneggia seriamente la permeabilità o della parete intestinale o della barriera ematoencefalica o forse di entrambi, le conseguenze potrebbero essere molto gravi.

Sicuramente non si può affermare che questi fattori ambientali siano sempre prerequisiti necessari per il manifestarsi di autismo in un individuo. Essi potrebbero convertire una predisposizione genetica in una condizione clinica enormemente significativa e pervasiva.  

 

Allergia o risposta tossica ?

Si dovrebbe sottolineare che questo modello ipotetico implica il verificarsi di effetti che sono conseguenze di tossicità, piuttosto che di allergia. Quindi nella grande maggioranza dei casi, i test per le allergie che si basano sulla presenza di anticorpi specifici della caseina e del glutine, risulterebbero negativi o, al massimo, lievemente positivi. Spesso c'è confusione riguardo questo problema, in particolare tra i medici, così l'effetto del grano su persone con autismo vengono

rilevati attraverso esami del sangue non adeguati alla situazione. Dato che i peptidi colpiscono il sistema immunitario, in modo variabile per dimensione e natura, ci può essere evidenza di una sovreccitazione del sistema immunitario, in modo variabile per dimensione e natura, ci può essere evidenza di una sovreccitazione del sistema immunitario di una certa rilevanza, per questo, spesso vengono rilevate allergie multiple quando vengono eseguiti i test.

Non ci sono dubbi che una piccola percentuale della popolazione presenti una condizione clinicamente diagnosticabile come Morbo Celiaco, condizione che è sottostante all'autismo. Dato che la grande maggioranza di persone con autismo non è stata testata riguardo questa condizione, non è possibile fornire una statistica attendibile, ma in base ai nostri dati e a quelli di Reilchelt (entrambi non pubblicati) potremmo affermare che la condizione esiste nel 3-4 % della popolazione

con autismo.

Abbiamo principalmente evidenziato l'importanza degli effetti potenzialmente tossici, ma dobbiamo anche riconoscere che spesso ci sono evidenze di risposte allergiche al latte e al glutine contenuto negli alimenti.
Le conseguenze immediate sono probabilmente minime, ma dovrebbero essere tenute presenti quando si considera l'intero quadro clinico.  

 

Altre considerazioni

Ci sono altri fattori che possono essere implicati nelle cause dell'autismo, o per lo meno nella manifestazione e nella esacerbazione dei sintomi, essi conciliano con la teoria.

La Candida è spesso considerata coinvolta nell'autismo, ma il suo ruolo non è chiaro. Shaw (1994 e 1995) ha rilevato la presenza di metaboliti di origine micotica nelle orine di persone con autismo, ma ciò indica l'esistenza di tali organismi e non implica necessariamente un coinvolgimento diretto nelle cause dell'autismo. Sebbene ci sia carenza di dati convalidanti, si nota spesso che una percentuale insolitamente alta di persone con autismo soffre di infezioni alle orecchie nell'infanzia.

Queste infezioni possono essere, ma possono anche non esserlo, la conseguenza dell'anormalità nel funzionamento del sistema riferite precedentemente, ma questa situazione può anche risultare dall'uso di antibiotici.

Il ruolo della Candida è ancora meno controverso. Se è presente nell'intestino sicuramente colpirà la parete intestinale e ne aumenterà il permeabilità. Il suo potenziale verrebbe aumentato enormemente dai deficit nello strato proteico che riveste l'intestino, i quali deficit, come descritto precedentemente, sono ritenuti conseguenza dello scarso funzionamento dei sistemi Solfuro Transferasi. Dato che il sistema Solfuro Transferasi, in ogni caso, funziona con un'efficienza pesantemente ridotta, qualsiasi cosa necessiti del sistema per il suo funzionamento amplificherebbe

verosimilmente gli effetti del deficit. Spesso i genitori riportano che alimenti e farmaci ricchi di componenti fenoliche hanno effetti deleteri sui loro bambini. Quindi farmaci come il paracetamolo (acetaminofina), cibi come il cioccolato o bevande ottenute da mele o agrumi porteranno ad una maggiore permeabilità dell'intestino e ad un aumento dei sintomi.
 

Qual è la causa dell'autismo ?