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Vaccinazioni per l’infanzia ed
Autismo: un caso accertato negli
Stati Uniti
vedere questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=xooPZEfCtKE
Mercoledì 9
Aprile 2008 - Gli studi clinici hanno fallito nel mostrare un
legame tra vaccinazione ed autismo, ma molti genitori di bambini
autistici hanno nutrito forti dubbi su queste conclusioni.
Il Governo americano ha ora ammesso che la
vaccinazione può avere arrecato
danni ad una bambina di 9 anni, ed ha annunciato che si farà
carico delle spese per la cura.
Nel 2000 Hannah aveva 19 mesi ed uno sviluppo normale, quando
ricevette 5 iniezioni per la prevenzione di 9 malattie
infettive.
Nel 2001 alla bambina è stato diagnosticato il disturbo
autistico.
Per il fatto che il padre di Hannah era un neurologo al Johns
Hopkins Hospital, la bambina è stata sottoposta ad una serie di
esami, che hanno evidenziato un disordine a livello
mitocondriale.
Due teorie sono state ipotizzate: la prima che la bambina
presentava una sottostante malattia mitocondriale e che la
vaccinazione ha slatentizzato, la seconda è che la vaccinazione
ha
causato questo disordine.
Il Governo ha optato per la prima ipotesi: la bambina aveva una
sottostante malattia mitocondriale che è stata aggravata dalla
vaccinazione.
Molti dei vaccini che Hannah ha ricevuto contenevano Tiomersale,
un preservativo a base di Mercurio.
Negli Stati Uniti, il Tiomersale è stato rimosso dai
vaccini
somministrati
nell’infanzia a partire dal 2001, in Italia solo
alla fine del 2008.....
Rimane aperto il dibattito sulle vaccinazioni multiple
nell’infanzia. ( Xagena Medicina )
Fonte: The New York Times, 2008 -
Medicina-Online.net
vedi:
Autismo - La prova dei
Danni dei Vaccini +
Autismo dai
VACCINI
Collegamento
vaccinazioni-autismo (perché la popolazione
Amish americana
NON ha
l’autismo ?)
R.S. a cura di Marcello
Griffo
Giugno 2009 - Ultimamente l'OMS,
FDA,
CDC, Ministeri
della sanita', ISS, italiani,
Ordine dei medici, medici vaccinatori ecc., hanno
sbandierato ai 4 venti che non vi sarebbe relazione fra i
Vaccini e l'Autismo, ma dal
Bugiardino
"aggiornato" si evince al contrario che vi e' molto
di piu'....: DTaP (vaccino
trivalente per la Difterite, Tetano, Pertosse) ed AUTISMO
Infatti la Sanofi Pasteur's (Senofi-aventis)
produttore di detto vaccino, ha aggiornato il
bugiardino del vaccino DTaP
e nell'elenco delle reazioni avverse si legge esattamente: “anaphylactic
reaction,
autism,
convulsion/grand mal convulsion,
encephalopathy, hypotonia, neuropathy,
Fonte a pag 11 del PD:
http://www.vaccineshoppe.com/image.cfm?doc_id=5966&image_type=product_pdf
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TROVATO il
meccanismo di azione delle tossine dei
VACCINI
anche sul cervello
!
ANSA, Roma, 22 Mar. 2009 - Esiste un
passaggio segreto che permette alle cellule
immunitarie di penetrare nel cervello e di
aprire la strada ad una seconda ondata di
cellule pericolose, capaci di scatenare
malattie autoimmunitarie, come la sclerosi
multipla, nelle quali il sistema immunitario
aggredisce l’organismo al quale appartiene.
La scoperta della nuova porta, pubblicata
sulla rivista
Nature Immunology, potrebbe portare in
futuro a nuove armi per contro la
sclerosi
multipla, "ma non solo: lo stesso
meccanismo potrebbe essere coinvolto in
altre malattie
autoimmuni", osserva la coordinatrice
della ricerca, l’italiana Federica Sallusto,
dell’Istituto
svizzero per la Ricerca in Biomedicina (Irb)
di Bellinzona, diretto da Antonio
Lanzavecchia.
Oltre che con Lanzavecchia, il lavoro è
stato condotto in collaborazione con Andrea
Reboldi, dell’Irb, e da Antonio Uccelli,
dell’università di Genova. Il passaggio
segreto che permette di entrare nel cervello
alle cellule apripista è il plesso coroideo,
una vera e propria matassa di vasi sanguigni
nella quale viene prodotto il liquido
spinale. È una via d’ingresso alternativa
a quella che da tempo è considerata il
«portone principale», ossia la barriera
emato-encefalica.
Che ci fosse un’altra entrata era noto,
spiegano i ricercatori, ma questa era
considerata una sorta di "porta di
servizio", di importanza secondaria. Adesso,
osserva Lanzavecchia, "conosciamo la
funzione di questa porta segreta e si può
pensare a future strategie terapeutiche in
grado di bloccare questo ingresso".
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ReviewAutism and measles-mumps-rubella
vaccination: controversy laid to rest?
[CNS Drugs. 2001]
National Center on Birth Defects and Developmental Disabilities,
Atlanta, Georgia 30341-3724, USA.
It
has been suggested that vaccination, particularly with
measles-mumps-rubella (MMR) vaccine, may be related to the
development of autism. The main evidence for a possible
association is that the prevalence of autism has been increasing
at the same time that infant vaccination coverage has increased,
and that in some cases there is an apparent temporal association
in which autistic characteristics are first noted shortly after
vaccination.
Although the prevalence of autism and similar disorders appears
to have increased recently, it is not clear if this is an actual
increase or the result of increased recognition and changes in
diagnostic criteria.
The apparent onset of autism in close proximity to vaccination
may be a coincidental temporal association. The clinical
evidence in support of an association derives from a series of
12 patients with inflammatory bowel conditions and regressive
developmental disorders, mostly autism.
The possibility that measles vaccine may cause autism through a
persistent bowel infection has generated much interest, since it
provides a possible biological mechanism.
Epidemiological studies, however, have not found an association
between MMR vaccination and autism.
The epidemiological findings are consistent with current
understanding of the pathogenesis of autism, which has a strong
genetic component and in which the neurological defects probably
occur early in embryonic development. It seems unlikely that a
vaccination that is given after birth could cause autism.
A minority of cases of autism may have onset after 1 year of age
(regressive autism), but the single epidemiological study that
included such cases did not find an association with MMR
vaccination. Currently, the weight of the available
epidemiological and related evidence does not support a causal
association between MMR vaccine, or any other vaccine or vaccine
constituent, and autism. - PMID: 11700148 [PubMed - indexed for
MEDLINE]
Commento
NdR: la negazione
del link fra vaccini ed autismo
proviene proprio da coloro che li
sponsorizzano.......l'OMS,
il CDC, l'Associazione Pediatri
Americani, la FDA, TUTTI
enti governativi
che nascondono
i
Danni dei Vaccini anzi
li
promuovono,
questo perche' hanno legami stretti con
BIG PHARMA.....e da essi sono
"sponsorizzati".....
Al contrario tutti gli studi di medici, universita', centri,
associazioni
LIBERE....hanno
pubblicato oltre
1.000 studi medico scientifici,
che dimostrano e certificano i Veri e
GRAVI DANNI dei Vaccini
!
INFATTI:
Il nuovo autorevole
studio della Columbia University conferma che il dossier sul rapporto
vaccini-autismo dell'Istituto Americano di Medicina (IOM) era errato:
Esistono
quindi relazioni
strette tra
i vaccini ed i danni neurologici
ai bambini.
SafeMinds,
la principale organizzazione scientifica americana che sta investigando
sui rischi che corrono i nostri bambini essendo esposti a prodotti
farmaceutici che contengono mercurio - applaude alla pubblicazione dello
studio della Columbia University che dimostra la connessione tra il
Thimerosal - un conservante a base di mercurio usato nei vaccini - e i
danni neurologici a bambini ed adolescenti. "Questo studio e' un
perfetto esempio delle evidenze scientifiche che l'Istituto di Medicina (IOM)
americano ha ignorato quando ha stilato il proprio rapporto sul
potenziale legame tra vaccini e danni neurologici" ha dichiarato Lyn
Redwood, RN, MSM, NP, Presidente della SafeMinds.
"La IOM era ben consapevole che studi come questi della Columbia
University erano pronti ad essere resi pubblici, ma ha scelto di ignorare
tutto ciò, e questo è il principale motivo per il quale noi della SafeMinds
abbiamo definito perlomeno...... "prematuro" il rapporto della
IOM".......
Commento
(NdR):cosa non si fa per
FALSIFICARE la realta'
!!
vedi:
Bibliografia su Autismo
dai vaccini
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Grazie ai Vaccini:
Autismo
in aumento, nel mondo colpito 1
bimbo ogni 160
Roma, 15 feb. (Adnkronos Salute) - Sono in costante aumento i
casi di autismo nel mondo: oggi infatti un bambino su 160 soffre
di Disturbo generalizzato dello sviluppo (Dgs), con una
incidenza maggiore in Giappone.
Ma il problema fa sentire il suo peso anche in Italia, tanto che
molte famiglie colpite dalla malattia finiscono col disgregarsi.
Questo il quadro, tutt'altro che roseo, delineato oggi a Roma
durante la presentazione del progetto "Aut non out -
Ci sono anch'io", voluto dall'associazione '"Habitat per
l'autismo" in collaborazione con il Comune di Roma.
Le statistiche di molti studi americani dimostrano che nel
prossimo decennio l'autismo e i disturbi pervasivi dello
sviluppo diventeranno un'emergenza sociale ed economica di
primordine. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista "Lancet",
l'1,16% delle nascite in Inghilterra è a rischio, ma ancora più
grave è la situazione in Giappone. Uno studio dello Yokohama
Rehabilitation Center ha infatti evidenziato che l'1,61% dei
neonati è autistico.
Circa l'80% delle persone con questo disturbo presenta anche una
condizione di ritardo mentale, e almeno il 50% non sviluppa
alcuna forma di linguaggio. Spesso sono correlate altre
patologie, come l'epilessia.
Il problema riguarda da vicino anche l'Italia, basti pensare che
solo a Roma e provincia è stimata la presenza di circa 8.400
piccoli con autismo. L'aumento di casi ha inevitabilmente
aggravato anche la condizione sociale delle famiglie colpite.
Spesso i genitori non riescono a sopportare il peso, la
sofferenza e la responsabilità di un bambino autistico, e
finiscono con il lasciarsi. Questo, almeno, è il destino del 72%
delle famiglie italiane con un figlio autistico.
Tratto da: http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=1.0.1882028638
VACCINI al
MERCURIO ed
Autismo: ANCHE in
ITALIA STUDIATA e
trovata la CORRELAZIONE
vedi
anche metodo di cura del dott.
M. Montinari
+
Intolleranze alimentari +
Metodo Montinari
Commento NdR: questi
scritti dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e
cioe' che i
Vaccini producono nei soggetti sottoposti a
quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per
tecniche preventive,
Malnutrizione
con perdita di fattori vitali essenziali alla
vita sana, alterazione e perdita di:
flora
batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali),
oltre alle mutazioni
genetiche occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi che nel tempo
possono
produrre malattie
le piu' disparate
! - vedi: Contenuto dei
vaccini
|
Questo l'elenco delle pagine -
nel ns Portale - sui Danni dei Vaccini =
Autismo
|
Ma cio' che sta emergendo e' che anche
l'Epilessia
che e' anche ed in particolar modo
legata all'Autismo, e' stata
incrementata
notevolmente nei bambini con i
vaccini, specie quello del
Tetano....
Una delle tante varianti dell'autismo e' la
nuova malattia chiamata "X
fragile" ed anch'essa e' il prodotto
dalle alterazione
proteica indotta dai
Vaccini
nell'intestino +
immunodepressioni
+
mutazioni genetiche
indotte dai
vaccini.
vedi:
Bibliografia su Autismo
dai vaccini
Utilizzando un nuovo metodo di
screening sulla drosofila, Stephen Warren e colleghi del
Dipartimento di genetica umana della
Emory University School of Medicine hanno identificato
diverse molecole in grado di combattere i sintomi della sindrome
dell’X fragile, una delle più comuni forme di ritardo mentale e
causa di una forma di autismo.
Già nel 1991 Warren guidò un gruppo internazionale di ricerca
che scoprì il gene FMR1, responsabile della sindrome dell’X
fragile, causata dalla perdita funzionale della proteina FMRP
(fragile X mental retardation protein).
A partire da quel risultato in molti laboratori del mondo sono
state fatte scoperte fondamentali: si ritiene attualmente che la
FMRP possa influenzare l’apprendimento e la memoria poiché è
implicata nella sintesi di una proteina fondamentale per il
funzionamento delle sinapsi nel cervello.
L’autismo e il metodo
DAN - Incontro in Campidoglio con l’On. Ileana
Argentin - 10 Mag 2007
In occasione della
Conferenza Europea “Autism and our Future”,
questa mattina a Roma, presso la Sala
dell’Arazzo in Campidoglio, è stato presentato
il DAN (Defeat Autism Now). Si tratta di un
contributo alla ricerca sull’autismo e un nuovo
approccio terapeutico. “Il numero dei cittadini
romani colpiti dalla patologia dell’autismo è
altissimo e trova pochissime risposte da parte
delle istituzioni competenti in materia di
sanità.
Per questo, in qualità di Consigliere delegato
per le Politiche dell’Handicap e Salute Mentale
del Comune di Roma, mi faccio portavoce di uno
dei metodi di intervento per riabilitare chi è
colpito da autismo. Ancora oggi i famigliari,
così come gli utenti, sono troppo soli ed
abbandonati ad un sistema generico e poco
attento.
Il metodo DAN porta testimonianze concrete,
anche se non sono maestra di vita né medico per
dire quale sia la verità o quali gli strumenti
adeguati. Quello che è certo è che sono accanto
a chi non ha voce per parlare, in questo caso
gli autistici”.
Questo quanto dichiarato dal Consigliere
Delegato per le Politiche dell’Handicap e Salute
Mentale, On. Ileana Argentin.
Nel corso della
conferenza stampa si sono alternati gli
interventi di Franco Verzella (medico e
Presidente DAN Europe), di Gerardo Iovane
(Intelligenza artificiale Università di
Salerno), del Prof. Angelo Rossi Mori (Direttore
CNR Istituto di tecnologie Biomediche Roma), di
Gabriella Inglese (Vafiadis Vicepresidente
Pianeta Autismo onlus), di Ornella Tarullo
(Coordinatrice Portale Genitori Contro Autismo
AREA onlus Brindisi) e di Silvio Moretti
(biologo nutrizionista Roma).
Il crescente aumento di casi di autismo negli
ultimi 20 anni esprime, secondo il DAN, una
patologia di adattamento, dovuta
all’inquinamento ambientale, alimentare e
iatrogeno (vaccini
polivalenti praticati in rapida successione
e contenenti mercurio,
amalgami
dentarie al mercurio, terapie
antibiotiche intensive,
psicofarmaci)
in soggetti con fragilità genomiche, che
riguardano soprattutto l’intestino, la funzione
detossificante, il sistema immunitario e quello
nervoso.
L’autismo è secondo i ricercatori,
solo la punta di un
iceberg rappresentato dalle Patologie dello
Sviluppo e dell’Apprendimento, che nei paesi
industrializzati coinvolgono il 18-20% della
popolazione scolastica e comprendono: dislessia,
disturbi dell’attenzione e della memoria,
iperattività, comportamenti violenti, anoressia,
bulimia, obesità, depressione,
intolleranze-allergie, alimentari-ambientali,
malattie infiammatorie dell’intestino e
celiachia.
Lo studio del protocollo DAN conclude che le
patologie dello sviluppo sono in larga parte la
drammatica conseguenza della cultura
antibiologica che caratterizza i paesi a
sviluppo avanzato.
By Francesco Demofonti
Fonte news:
http://www.nonsoloabili.org
vedi: Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni 2
+ 1.000 studi sui Danni dei
Vaccini
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Anche il Figlio di John Travolta era autistico, ora (04-01-2009)
e' deceduto:
Bahamas.
La morte del figlio di John
Travolta. La verità dall'autopsia
GRAND
BAHAMA. Le autorità delle Bahamas
hanno disposto che sia effettuata
l'autopsia sul corpo di Jett
Travolta, 16 anni, il figlio
dell'attore americano John Travolta
morto venerdì scorso mentre con i
genitori era in vacanza alle
Bahamas.
Il ragazzo, che soffriva di autismo,
sarebbe stato colto da un attacco
epilettico mentre era da solo nel
bagno dell'appartamento che John
Travolta e la moglie, Kelly Preston,
hanno alle Bahamas, all'interno di
un resort di lusso sull'isola di
Grand Bahama.
La polizia ha riferito che Jett
Travolta avrebbe battuto
violentemente il capo e sarebbe
rimasto nel bagno privo di sensi per
ore.
E' stata un'assistente del resort a
trovarlo e a dare l'allarme.
Trasportato all'ospedale più vicino,
il ragazzo è morto "per arresto
cardiaco verso le dieci del
mattino", un paio d'ore dopo il
ricovero, come ha riferito uno dei
legali di famiglia di Travolta,
Michael Ossi.
Jett Travolta aveva avuto problemi
di salute fin dalla nascita (era
stato
vaccinato).
All'età di 2 anni, come riportano
oggi alcuni tabloid americani, gli
era stata riscontra la
Sindrome di Kawasaki, una
malattia molto rara che colpisce i
bambini piccoli e che porta ad avere
febbri molto alte, annullando ogni
difesa immunitaria. "Jett dovette
essere ricoverato in ospedale, per
lui era come un veleno qualsiasi
cosa toccasse, dai giocattoli al
tappeto su cui giocava - aveva detto
Travolta in un'intervista del 2005
-. In quei giorni tremava con tutto
il corpo, fu il momento più
spaventoso della mia vita".
Le condizioni del piccolo
migliorarono
dopo che Travolta si decise a
seguire un programma di
disintossicazione basato sugli
scritti di Ron Hubbard, il fondatore
di
Scientology.
Il ragazzo, secondo quanto riferito
da tutti i media, da anni soffriva
di autismo, ma il padre, che è uno
dei sostenitori più celebri di
Scientology, non aveva mai
confermato la circostanza, ma nello
stesso tempo si era sempre rifiutato
di far seguire al figlio un
programma psichiatrico, un tipo di
intervento medico che Scientology
sconsiglia.
John Travolta, 54 anni, sposato con
l'attrice Kelly Preston, 46 anni, ha
anche una figlia, Ella Bleu, di 8
anni. Il legale dell'attore ha
riferito che, dopo l'autopsia, il
ragazzo sarà riportato in Florida e
sarà sepolto a Ocala, dove la
famiglia Travolta vive.
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Le famiglie dei bimbi
Autistici:
NON possiamo attendere le cure ufficiali - "Non sarà
scienza, ma la sua cura funziona" -
Ferma replica a Carlo Hanau.... (Dirigente dell'Angsa)
POGGIO RUSCO.
Diverse lettere sono giunte alla redazione della
Gazzetta da genitori di bambini affetti da
sindrome autistica che replicano alle
dichiarazioni di Carlo Hanau, intervenuto in
rappresentanza dell'Associazione Nazionale Genitori Soggetti
Autistici in merito
alla terapia del dottor
Massimo Montinari, per la quale due genitori
di Poggio, M.M. e M.B., si sono visti negare
dall'Asl l'erogazione dei farmaci.
Secondo Hanau, i benefici di questa ed altre
terapie alternative si possono spiegare come il
risultato di un insieme di "suggestioni" oltre
alla ciclicità della malattia.
Le associazioni come
Angsa diffidano i genitori dal credere a queste
illusioni. Ma i genitori che hanno scritto da
Napoli, da Taranto, da Milano, da Salerno, da
Roma e dalla Toscana non ci stanno a passare per
creduloni, raccontano i miglioramenti ottenuti
con queste terapie e chiedono un'autentica
attenzione da parte della medicina ufficiale.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche altri due
genitori di Poggio che non seguono il
Protocollo
Montinari, ma il "metodo Dan" !.
«Noi non
cerchiamo la pillola miracolosa, ma migliorare
le condizioni di questi bambini che soffrono -
dicono R.G. e G.V., genitori di un bambino
autistico di 8 anni - Esistono studi che
dimostrano la relazione tra i problemi
gastroenterici ed autismo.
Si è verificato che
in queste persone
glutine e
caseina non vengono
scomposti in proteine e tramite il sangue,
passano direttamente dall'intestino al
cervello.
Queste gluteomorfine e caseomorfine che
finiscono nel cervello creano un effetto
oppiaceo e questo provoca la condizione tipica
delle persone affette da autismo. Non è un caso
che alla base di tante terapie non riconosciute
ufficialmente ci sia la dieta senza glutine e
caseina.
Perché la
medicina ufficiale non vuole tenerne conto ?
L'Autismo
e' una malattia complessa.
Chi ha la nostra
esperienza sa che bisogna risolvere questi
problemi metabolici prima di occuparsi
dell'aspetto neuro-pasicologico che è
conseguente. E' ovvio che chi non vuole
abbandonare i propri figli si rivolga a terapie
la cui efficacia non è dimostrata dalla scienza,
ma dall'esperienza. Non possiamo aspettare per
anni le dimostrazioni scientifiche senza fare
nulla per aiutare nostro figlio. Meglio prendere
altre strade, dove le prove sono date
dall'evidenza e i risultati ci sono. Come si può
pensare che migliaia di genitori siano vittime
della stessa illusione ? E
poi il dottor
Montinari è un medico qualificato;
noi ci siamo recati in centri specializzati
negli Stati Uniti dove lavorano medici
conosciuti a livello internazionale.
Perché scartare a priori le testimonianze di
queste persone ?
Che lo faccia Hanau è ancora
più grave, dato che lui non è medico, ma
esponente di un'associazione che dovrebbe
rappresentare i genitori».
By Roberta Bassoli - 09 Gen. 2007 - La
Gazzetta di Mantova
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EPILESSIA -
Tetano
Malattia associata in moltissimi casi
all'Autismo
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un
difetto nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a
dei batteri autoctoni mutati in
patogeni - molto probabilmente il
Clostridium
tetanis
!
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi
mesi) e i pazienti
presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti
crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al.,
1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di
concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine
consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una
traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus
per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria,
HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti vaccinati e quindi in
situazione di malassorbimento per
la disbiosi importante e quindi il
pH
digestivo alterato anche dai vaccini inoculati).
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Autismo da virus (vaccinale)
Il meccanismo delle encefaliti virali è noto e sono
noti casi di autismo prodotti da encefaliti virali. Il
passaggio dell'attacco del virus latente (vaccinale)
all'autismo è meno ovvio e più articolato. Infatti c'è
una progressione asintomatica, clinicamente
invisibile, se si eccettuano inizialmente, reazioni
post-vacciniche quali febbri, pianti prolungati con
strilli acuti, alterazione del ritmo del sonno, etc.
La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario
cercano di evitare o prevenire quando in contatto con
un virus: ovvero l'iniezione immette il virus
direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli
accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più
delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc).
Zecca e collaboratori (1998) segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini
diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi
possono essere interpretati come un'attivazione
cronica del sistema immunitario contro un' infezione
subclinica.
Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra
(Wakefield, 1998 e 2000) hanno dimostrato, mediante
ileocolonscopia, la presenza nell'intestino del virus
latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui
regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni.
Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del prof. John O'Leary, ha confermato la presenza del virus del
morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell'intestino
di 24 bambini autistici su 25.
Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi
della presenza di tale virus vaccinale nell'organismo.
Il prof. Kawashima, dell'Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (del ceppo vaccinale)
nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle
vaccinazioni.
Virus di ceppi vaccinali dunque sono una presenza
costante (anche a distanza di anni dalla vaccinazione)
in bambini autistici ma non in bambini di controllo
sani.
Commento NdR:
.....perche' nei soggeti sani, i
virus vaccinali si annidano in cellule e non si
possono detettare !
Con il test rapido del sangue denominato "Polymerase
Chain Reaction" (PCR test), cioè test sulla catena di
reazione della polimerase, è possibile rilevare la
presenza subclinica nell'organismo del virus dello stesso ceppo vaccinale.
By
Lorenzo Acerra - Federazione del
COMILVA
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PROTOCOLLO per i
bambini autistici
Avere
la diagnosi - modificare e personalizzare la dieta - eliminare la caseina,
latte e formaggi - usare enzimi
digestivi - eliminare il glutine - trattare disbiosi batteriche - trattare
disbiosi fungali - supportare sistema immune e misure tossine virali -
usare supplementi nutrizionali - terapia disintossicante - introdurre
supplementi (fior di Zolfo o prodotto omeopatico = sulfur + ossigeno) - training sensoriale - terapie comunicazionali -
educazione speciale
Vedi anche Protocollo
della Salute
L’autismo da Mercurio
e da Vaccini
Nei
primi anni del 1900 era prassi comune trattare bambini sotto i 5 anni con
ritardo della dentizione usando polveri di mercurio.
Una certa percentuale
di questi bambini (1 su 500/ 1000), esposti cronicamente a tali dosi di
mercurio, sviluppavano una condizione multisintomatica definita acrodinia,
intossicazione da mercurio caratterizzata spesso da depressione, distacco
e ogni forma di anomalia comportamentale.
Fu
il dr Josef Warkany [1948], del Cincinnati Children’s Hospital, che
avanzò tale ipotesi per la prima volta, 50 anni dopo l’inizio di
quell’epidemia causata dal trattamento medico dentale al mercurio.
Intorno a tale ipotesi iniziò a crescere un generale consenso, non senza,
però, una resistenza dura da parte di scienziati e degli uomini di
medicina nelle posizioni di maggior potere. Il mercurio in polvere per uso
dentale fu rimosso nel 1954, su iniziativa dei produttori a causa della
cattiva pubblicità e probabilmente nella speranza di prevenire richieste
di risarcimento. L’epidemia di acrodinia cessò istantaneamente.
Oggi
neonati e bambini sono esposti ancora una volta a basse dosi di mercurio,
usato come conservante dei vaccini ed iniettato a più riprese
direttamente nel sangue. Come è stato per l’acrodinia, la morbilità è
di 1 su 500/ 1000 dei bambini esposti alla stessa dose di mercurio dei
vaccini.
Come è stato per l’acrodinia, ci si è posti il problema di
misurare i livelli di mercurio nell’organismo di questi bambini con un
po’ di anni di ritardo. Come è stato per l’acrodinia, le verità
scientifiche misurabili ed accertabili vengono ricacciate indietro dalle
lobbies economiche con l’arte del negare l’evidenza e di non far fare
indagini. Potrebbe il mercurio cui
sono esposti i neonati attraverso dosi multiple di mercurio spiegare
l’epidemia di autismo degli ultimi decenni ?
Nel
febbraio 2001, alla conferenza sulla “Disintossicazione dei bambini
autistici”, tenuta dall’ Autism Research Institute a Dallas, 25 tra
medici e ricercatori hanno riportato di aver trattato con DMPS o DMSA,
chelanti del mercurio, circa 1.500 pazienti autistici, ottenendo
consistenti miglioramenti.
È
noto che casi di intossicazione da mercurio i livelli di mercurio in urine
e sangue possono essere nomali già pochi giorni dopo l’esposizione. Il
test con DMPS di escrezione urinaria di mercurio è il solo modo accurato
di stimare il carico corporeo di mercurio. Una media di 87 mcg di mercurio
per grammo di creatinina è stato riscontrato in questi bambini autistici
a seguito di un carico di DMPS. Questi risultati superano nettamente i 40
mcg considerati indice di un’intossicazione di mercurio. I livelli di
mercurio nei capelli andava dai 2.6 e i 5.6 mcg/g.
A
seguito del trattamento intermittente con DMPS o l’altro chelante del
mercurio DMSA c’era nei bambini autistici trattati una normalizzazione
dei livelli di mercurio nei capelli e netti miglioramenti delle capacità
di linguaggio e comportamento, documentato sulla base di scale di
valutazioni di neuropsicologia.
L'esposizione
della popolazione infantile al Mercurio
Le
iniezioni di vaccini sono una nota fonte di mercurio [Plotkin &
Orenstein, 1999]. Halsey [1999] ed Egan [2000] hanno confrontato la somma
delle dosi di mercurio ricevute attraverso le vaccinazioni infantili con i
valori considerati tollerabili per ingestioni di mercurio. La dose di
mercurio nei vaccini a 3 mesi è equivalente a 30 volte l’esposizione
giornaliera massima, con i neonati di peso corporeo minore che ricevevano
quasi 3 mesi di esposizione tollerabile giornaliera al mercurio in un solo
giorno. Tali dati diventano ancora più gravi e preoccupanti se si
considera che:
1.
il mercurio produce danno agli esseri umani persino alle dosi
considerate tollerabili [Grandjean, 1998];
2.
il mercurio iniettato è più dannoso del mercurio ingerito [EPA,
1997, p.3-55; Diner & Brenner, 1998];
3.
il mercurio, che colpisce principalmente il sistema nervoso
centrale, è particolarmente dannoso per il cervello in fase di sviluppo [Davis
et al, 1994; Friberg, 1994; Grandjean, 1999; Yeates, 1994];
4.
il mercurio entra molto più facilmente nei tessuti cerebrali del
bambino perché la barriera sanguigna del cervello non si è ancora chiusa
completamente [Wild & Benzel, 1994]. È stato dimostrato che i neonati
esposti al mercurio, diversamente da ciò che accade negli adulti,
accumulano notevolemente più mercurio nel cervello rispetto ad altri
organi [EPA, 1997, p.4-1];
5.
infine bambini sotto i 6 mesi di vita non riescono ad espellere
mercurio, principalmente per la loro incapacità nel produrre bile, la
principale via di escrezione del mercurio organico [Koos & Longo,
1976; Clarkson, 1993].
Sebbene
l’infanzia sia riconosciuta come un periodo di rapido sviluppo
neurologico, non esistono ancora pubblicazioni o studi in questo campo:
gli effetti sulla salute del mercurio iniettato come nelle modalità delle
vaccinazioni, da pochi mesi di vita a 2 anni di età [Hepatitis Control
Report, 1999; Pediatrics, 1999; EPA, 1997, p.6-56]. Neonati esposti al mercurio
attraverso il latte materno avevano ritardi nello sviluppo e un minor
quoziente di intelligenza.
Il
21 giugno 2000 si è riunita ad Atlanta negli USA la Commissione del
governo sulle vaccinazioni. È stata valutata la possibilità di
correlazione tra esposizione al timerosal [il mercurio nei vaccini] e
specifici sintomi neurocomportamentali in 400.000, bambini seguiti
nell’ambito del progetto monitoraggio sulla sicurezza dei vaccini [Verstraeten,
2000]. È stata dimostrata una correlazione statisticamente significativa
tra esposizione cumulativa al timerosal da vaccini e ritardi dello
sviluppo, tic, sindrome di deficit attentivo, minori capacità di
linguaggio e di apprendimento.
Secondo
uno studio sull’uso del timerosal nei vaccini [Weekly Epidemiology
Record, gen. 2000], “la valutazione fatta sulla sua sicurezza
attualmente non può escludere la possibilità di subcliniche anomalie
neurocomportamentali nei neonati derivanti da esposizione cumulativa al
timerosal nei vaccini”.
vedi anche:
http://autismo.oltreilmuro.com/?m=200604
+
http://www.disinformazione.it/autismo.htm
Non
tutti i bambini cui viene iniettata una certa dose di mercurio sviluppano
le stesse reazioni.
La suscettibilità complessiva dell’individuo al mercurio dipende da
fattori ambientali e genetici:
1. l’abilità di disintossicare i metalli pesanti
2. la capacità di mantenere una microflora intestinale
equilibrata, da cui dipende la maggior parte
della rimozione dei metalli
3. iper-sensibilità immunitaria al mercurio
Questi
3 fattori di suscettibilità all’intossicazione da mercurio, è stato
dimostrato, sono statisticamente significativi nell’autismo rispetto a
gruppi di controllo. Infatti, nella letteratura medica troviamo che
bambini autistici avevano:
1.
difficoltà con la disintossicazione dei metalli pesanti [Edelson &
Cantor, 1998, O’Reilly & Waring, 1993];
2.
squilibri della microflora intestinale che impedisce l’escrezione di
tossine [Shattock, 1997];
3.
anomalie biochimiche indicanti autoimmunità [Zimmerman, 1993].
Effetti
del Mercurio
Boyd
Haley, professore di chimica all’Università del Kentucky, che studia da
anni gli effetti sui tessuti cerebrali del mercurio e i danni che produce,
afferma: "I dati preliminari delle mie ricerche sono molto evidenti
ed indicano che il mercurio dei vaccini è un fattore probabilmente
fondamentale nel causare l’autismo".
La
tossicità del mercurio è cumulativa e si verifica quando la velocità di
esposizione è maggiore di quella di eliminazione. In tal modo c’è una
neurotossicità ritardata nel tempo, che puà manifestarsi mesi dopo
l’esposizione. Le reazioni alle dosi di mercurio sono raramente evidenti
subito, la regressione autistica comincia generalmente molte alcune
settimane dopo la vaccinazione.
L’intossicazione
da mercurio causa molte anomalie biologiche, le stesse che si riscontrano
nell’autismo. Vediamone alcune.
Organizzazione
neuronale e circonferenza del capo
Il
mercurio causa stress ossidativo nei neuroni. Numerosi ricercatori hanno
sottolineato che l’autismo è caratterizzato da “una condizione di
disorganizzazione neuronale, in particolare relativamente allo sviluppo di
un albero dendritico, di sinaptogenesi e sviluppo della complessa
interconnessione entro e tra regioni del cervello” [Minshew, 1996;
Bailey, 1996].
Il
mercurio può interferire con la migrazione neuronale e deprimere la
divisione cellulare nel cervello in via di sviluppo
Anomalie
nella crescita neuronale durante lo sviluppo sono implicate nelle
differenze di grandezza del capo che si ritrovano sia nell’autismo che
nei casi disintossicazione da mercurio
Cervelletto
e corteccia cerebrale
Courchesne
[1989], Bauman e Kemper [1988], Ritvo [1986] hanno fatto notare che la
sola anomalia neurobiologica che si riscontra sempre poco prima
dell’insorgenza di sintomatologie autistiche è la perdita di neuroni
Purkinje nel cervelletto.
Danni
al cervelletto sono implicati nell’alterazione della coordinazione,
equilibrio, tremori e sensazioni [Davis, 1994; Tokuomi, 1982], ed è stato
dimostrato che il mercurio provoca ciò quando danneggia la trasmissione
sinaptica nel cervelletto tra le fibre e le cellule Purkinje [Yuan &
Atchison, 1999]. Acrodinia, una forma particolare di intossicazione
infantile da mercurio, è considerata una patologia causata principalmente
dalla degenerazione della corteccia cerebrale e del cervelletto a seguito
dell’avvelenamenteo da mercurio [Matheson, 1980].
Le
cellule più colpite, sia nell’autismo che nell’intossicazione da
mercurio, sono quelle che hanno una ridotta capacità di produrre elevati
livelli di metallotionina e glutatione, sostanze che hanno azione
protettiva verso la tossicità da mercurio [Fukino, 1984]. Granuli e
cellule Purkinje hanno un rischio maggiore di tossicità da mercurio in
quanto producono un minor livello di sostanze protettive [Ikeda, 1999; Li,
1996].
Amigdala
e ippocampo
Nell’autismo
si possono evidenziare alterazioni relstive al lobo temporale, in
particolare l’amigdala e l’ippocampo, ed aree connesse. In particolare
queste alterazioni sono caratterizzate da aumentata densità cellulare e
ridotta massa neuronale [Abell, 1999; Hoon & Riess, 1992, Otsuka,
1999; Kates, 1998; Bauman, 1985]. In alcuni casi anche i gangli basali
mostrano lesioni [Sears, 1999], soprattutto una diminuzione di flusso
sanguigno [Ryu, 1999].
Numerosi
studi e autopsie hanno dimostrato che il mercurio si accumula
selettivamente nell’ippocampo e nell’amigdala, soprattutto nelle
cellule piramidali, a seguito di esposizione prenatale o nei primi mesi di
vita [Warfvinge, 1994, Faro, 1998] e sono stati docuemtnati i danni
conseguenti dall’azione tossica del mercurio [Lorscheider, 1995,
Larkfors, 1991; Li, 1996].
Altre
disfunzioni biochimiche
Il
mercurio causa l’alterazione dei livelli dei neurotrasmettitori
serotonina, dopamina, glutamato e acetilcolina.
Queste stesse anomalie sono trovate in bambini con autismo.
È
noto che l’esposizione al mercurio causi disfunzioni
nell’apprendimento e difficoltà di linguaggio, difficoltà con idee
astratte e comandi complessi, tendenza a ritrarsi dal contatto con la
gente, ansia e comportamenti ossessivi / compulsivi. Tutti questi sintomi
sono ben documentati in bambini con autismo.
Disturbi
sensoriali, tra cui mancanza di sensibilità nella bocca, mani e piedi,
oppure ipersensibilità ai rumori, avversione al tatto e risposte
esagerate o del tutto mancanti al dolore, sono manifestazioni comuni
dell’intossicazione da mercurio. Questi stessi disturbi nella recezione
sensoriale sono anche comuni nei bambini con autismo.
Il
mercurio causa anomalie diffuse nell’organismo legandosi allo zolfo, così
da causare danni multipli a enzimi, meccanismi di trasporto e proteine
strutturali. Perciò le manifestazioni cliniche coinvolgono funzioni e
organi multipli, con caratteristiche e intensità variabili. Lo stesso si
verifica nell’autismo [Alberti, 1999].
L’intossicazione
da mercurio causa immunodepressione, ridotta funzionalità delle cellule
natural killer, e proliferazione sistemica di lieviti, tutte condizioni
concomitanti nei casi di autismo [Warren, 1987; Gupta, 1996].
Insolita
attività epilettiforme è stata trovata in numerose forme di
intossicazione da mercurio [Brenner, 1980, Fagala & Wigg, 1992;
Piikivi & Tolonen, 1989; Rohyans, 1984; Lowell, 1996; Szasz, 1999].
Gillberg e Coleman [1992] stimano che il 35- 45% degli autistici
sviluppano ad un certo punto attività epilettica. LeWine [1999], usando
MEG ha trovato attività epilettiforme nell’82% di 50 bambini con
regressione autistica.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
AUTISMO
COME DISTURBO METABOLICO
Paul Shattock, Dawn
Savery, Unità di Ricerca per l'Autismo,
Scuola di Scienze della Salute,
Università
di Sunderland, Sunderland, SR2 7EE, England
INTRODUZIONE
L'autismo
è una sindrome così affascinante e
intrigante che, già da quando è stata descritta per la
prima
volta, ha attratto l'attenzione di ricercatori e
professionisti appartenenti a tantissime discipline diverse.
All'inizio, alla metà degli anni sessanta, era opinione generale che ci
fosse una spiegazione psicogena
per quanto riguarda le cause, quindi le terapie e
gli interventi erano basati su questi principi.
A dire il vero queste ipotesi hanno ancora molti sostenitori nel mondo. Da
allora altri psichiatri,
psicologi, genetisti, anatomisti, elettrofisiologici e
molti altri gruppi hanno cercato di
spiegare
l'autismo in base alla loro propria
esperienza. Ogni gruppo ha contribuito a formare il quadro
generale, ma siamo ancora molto lontani da una spiegazione soddisfacente e
completa.
L'Autismo
rimane una "sindrome" ed è uno dei pochissimi disturbi che
vengono definiti solamente in
termini di sintomi osservabili.
L'esistenza
della sindrome sembra essere l'unico fattore universalmente accettato ma,
se esiste la sindrome,
ci deve essere una spiegazione per la combinazione degli strani
comportamenti e delle anormalità
percettive e psicologiche che l'autismo
comporta.
Non
possiamo ancora a lungo accettare che la frase "Oh, è autistico"
sia una spiegazione sufficiente per
i problemi.
Se la sequenza di eventi che sono alla base dell'autismo
possono essere identificati sarà
possibile cercare i mezzi attraverso i quali intervenire per prevenire la
sindrome o per migliorare
almeno il problema.
Noi
vogliamo avanzare l'ipotesi che l'autismo sia
la conseguenza di un disturbo metabolico.
Vogliamo
insistere sul fatto che questo approccio non è in nessun modo
incompatibile con il lavoro della
grande maggioranza di ricercatori di altre discipline. E'
complementare, ma noi ci siamo concentrati
su un aspetto particolare, aspetto che contribuisce a formare il quadro
completo.
Il
nostro impegno, negli ultimi 11 anni è stato quello di esaminare le urine
di persone con autismo per
cercare entità chimiche che potrebbero farci intuire la presenza di una
qualsiasi anormalità metabolica
sottostante.
Finora abbiamo esaminato campioni di urina di circa 1200
soggetti e, alla fine,
hanno incominciato ad apparire caratteristiche comuni. All'inizio
raccoglievamo poche informazioni
cliniche e anamnestiche, ma nei nostri studi
più recenti sono state raccolte molte più informazioni.
Avendo accumulato queste informazioni, sono diventate evidenti alcune
correlazioni che
ci hanno permesso di creare un modello ipotetico per quanto riguarda la
causa dell'autismo.
Il nostro
modello si basa sui nostri studi, ma, in modo consistente, anche sul
lavoro di altri ricercatori, in
particolare su quello di Reichelt e colleghi (Knivsberg
1991 e Waring 1993).
Questo
lavoro è diviso in due parti. Nella prima parte sono presentate delle
evidenze che supportano l'ipotesi
in base alla quale i sintomi dell'autismo sono
conseguenza di problemi fisiologici di origine
metabolica. Nella seconda parte si esplora la relazione tra queste
anormalità metaboliche e i sintomi
dell'autismo. Comprendere ciò potrebbe
fornirci degli indizi riguardo a interventi potenzialmente
utili.
Sebbene
un modello, in base al quale i diversi aspetti dell'autismo
sono collegati in un insieme coerente,
non sia universalmente accettato, ha largo consenso il punto di vista
secondo cui i vari elementi
sono compatibili.
Non ha senso concentrarsi solamente su un aspetto senza
considerare il quadro
d'insieme. I ricercatori professionisti, inevitabilmente, devono lavorare
in una disciplina specifica
e spesso si ritiene vi siano diatribe tra loro
quando mettono in evidenza la loro particolare area
d'interesse. In realtà, essi stanno vedendo lo stesso problema sotto
diversi punti di vista.
Il deficit
più significativo nella comprensione del problema rimane il collegamento
di queste diverse sfaccettature.
Senza ciò non possiamo cominciare a
comprendere o risolvere il problema.
MODELLO
TEORICO
Questo
modello è basato sull'accettazione della teoria dell'eccesso di oppioidi
come inizialmente esposta
da Panksepp (1979) ed estesa da Reichelt (1981) e
da noi stessi (Shattock 1991).
Noi
appoggiamo l'ipotesi secondo cui l'autismo
potrebbe essere conseguenza dell'azione di peptidi di
origine esogena, il cui risultato sarebbe un danno alla neuro trasmissione
del Sistema Nervoso Centrale
(SNC). Noi crediamo che questi peptidi abbiano come risultato effetti che
in natura sono effettivamente oppioidi. I peptidi potrebbero o avere una diretta attività
oppioide, o
bloccare gli enzimi
peptidasi che dovrebbero rompere i peptidi oppioidi presenti normalmente
nel SNC. In entrambi
i casi le conseguenze sarebbero le stesse. Il ruolo della neuroregolazione
del SNC che è
normalmente
assolto dai peptidi oppioidi naturali come le encefaline e
le endorfine, sarebbe intensificato
così enormemente che i normali processi nel SNC sarebbero gravemente
danneggiati.
La
presenza di questa intensa attività oppioide comporterebbe la
distruzione, di gravità differenti, di un
gran numero di sistemi dell'SNC. La percezione; la cognizione; le
emozioni; l'umore e il comportamento
sarebbero tutti danneggiati. Con lo stesso meccanismo le alte funzioni
esecutive sarebbero
gravemente danneggiate e ne risulterebbero i
diversi sintomi che costituiscono l'autismo.
Questi
effetti sono discussi con maggiori dettagli più avanti in questa
pubblicazione. Noi
crediamo che questi peptidi derivino da un'incompleta rottura di alcuni
alimenti e, in particolare,
del glutine contenuto nel grano e
in altri cereali come orzo, segale e avena e
della caseina
contenuta nel latte e in altri prodotti
caseari. E' anche possibile che altri alimenti
siano implicati.
Il
nostro modello può essere rappresentato con un diagramma come nella
figura 1.
La
figura 1 rappresenta la situazione in un soggetto clinicamente
"normale". Ogni "stella" rappresenta
una molecola peptide con attività biologica, in questo caso oppioidale. E'
chiaro che quando
una proteina viene scissa nell'intestino avremo i peptidi, in quanto
composti intermedi che verranno
scissi successivamente in aminoacidi.
E'
inoltre chiaramente dimostrato che, anche in individui
normali, in salute, una porzione di questi peptidi può andare
dall'intestino alla circolazione
sanguigna. Per esempio, il 10 % dei peptidi può attraversare una parete
intestinale normalmente
intatta e può comparire così nella
circolazione sanguigna. Se il 10% di questa quantità attraversa
la barriera emato-encefalica (in entrambi i casi le quantità dei peptidi
sono ragionevoli), risulterà
che l' 1% dei peptidi totali presenti nell'intestino avrà raggiunto il
SNC. Una volta qui, essi possono
regolare direttamente la trasmissione in tutti i principali sistemi di
neurotrasmissione o, alternativamente,
possono bloccare gli enzimi che normalmente dovrebbero rompere i peptidi
oppioidi
del SNC. In entrambi i casi la conseguenza sarà l'aumento dell'attività
oppioide.
In
questa situazione normale, i livelli dei peptidi nell'intestino sono
relativamente bassi e la quantità che
raggiungono il cervello sono minime, così gli effetti netti sono
trascurabili. Nell'esempio mostrato
in figura 1(b), ci sono livelli di peptidi nell'intestino decisamente
aumentati e, forse, significative
conseguenze cliniche.
L'aumento
del livello di questi peptidi nell'intestino potrebbe essere dovuto alla
inadeguatezza dei sistemi
enzimatici che sono responsabili della loro rottura. Per esempio, ci
potrebbero essere, per motivi
genetici, insufficienti quantità di enzimi endopeptidasi. Potrebbero
esserci carenze di cofattori,
come vitamine e minerali necessari perchè gli
enzimi possano funzionare.
Alternativamente,
il pH nelle relative aree dell'intestino potrebbe essere inappropriato
perchè gli enzimi
specifici agiscano.
La
figura 1(c) rappresenta la situazione in cui i livelli di peptidi
nell'intestino sono normali, ma, per qualche
ragione, la parete intestinale è eccessivamente permeabile, così questa
grande quantità di peptidi
attraverserà la parete intestinale ed entrerà nella circolazione
sanguigna. Quindi, ci sarà un aumentato
livello di peptadi nel SNC e si potranno
verificare conseguenze cliniche. Un'aumentata permeabilità
della parete intestinale è stata riscontrata in un ampio numero di
bambini con autismo,
ma
non in tutti (D'Eufemia 1996).
Ci
sono numerosi fattori che potrebbero portare a un'aumentata permeabilità
della parete intestinale.
Ci possono essere danni per motivi puramente fisici, come un intervento
chirurgico o qualche
difetto naturale. Deficit nei sistemi Fenil Solfuro Transferasi (FST),
come descritte da Warning (1993), porterebbero ad un aumento della
permeabilità della parete intestinale. Solitamente le proteine che rivestono la parete intestinale
sono solfatate e, in questo stato, formano uno
strato continuo e protettivo sulla superficie della
parete intestinale.
Nei casi in cui non avviene una sufficiente solfatazione, le proteine si raggruppano
e lo strato protettivo diventa discontinuo. Il
risultato netto è un aumento di permeabilità
della parete intestinale. In questo caso, il passaggio di peptidi
attraverso la parete intestinale
aumenterebbe enormemente.
Nel
corso degli anni, molti genitori hanno sostenuto che l'autismo
osservato nei loro figli si è manifestato
solo dopo un programma di immunizzazione di qualsiasi tipo. La risposta
tradizionale e ortodossa
è sempre quella di rifiutare questi suggerimenti e
di sottolineare che i benefici di questi programmi
superano di gran lunga qualsiasi potenziale effetto collaterale.
E'
generalmente sostenuto
che la coincidenza tra la manifestazione dell'autismo
(o dell'epilessia o di altre condizioni)
e l'uso di programmi di immunizzazione non sia significativa. Nonostante
ciò, questi racconti
da parte dei genitori sono persistenti e non
dovrebbero essere ignorati.
Wakefield (Balzola et
al 1995) hanno dimostrato che gli elementi del morbillo, Parotite e
Varicella, possono produrre grosse
anormalità nella parete intestinale. Recentemente (Waerfield 1998), lo
stesso team ha dimostrato
la presenza di anormalità anatomiche molto simili (iperplasia dei
linfonodi ileali) in un gruppo
di bambini con autismo.
Si ritiene che la
forza attenuata del morbillo, come quella che viene usata
nella produzione dei vaccini, provoca una risposta immunitaria
insufficiente a controllare il virus.
La conseguenza è che un'attenuata "infezione" incomincia a
stabilirsi nell'intestino, a produrre
l'iperplasia e ad aumentare la permeabilità
della parete intestinale.
Dato
che il sistema immunitario può essere già compromesso dalla presenza di
quantità limitate di peptidi
oppioidi di derivazione esogena e che i
vaccini solitamente consistono in virus vivi attenuati,
queste conseguenze non ci dovrebbero stupire.
Nella
figura 1(b) la barriera ematoencefalica è meno resistente del normale,
così qualsiasi peptide oppioide
presente nella circolazione sanguigna può facilmente giungere al SNC ed
esercitare la propria
azione completa.
La barriera ematoencefalica è un sistema complesso in
parte fisico e in parte
biochimico. L'elemento biochimico è costituito, in parte, da enzimi che
dovrebbero distruggere
le sostanze potenzialmente nocive come i peptidi di derivazione esogena.
Dato che, in accordo
con queste ipotesi, l'attività peptidasi negli individui con autismo
può essere depressa, la barriera
può essere in qualche modo più permeabile del normale.
Ancora
una volta, possono essere altri fattori ambientali che porterebbero
esacerbare il processo o lievemente
o drammaticamente. Ci sono casi in cui danni fisici, per esempio in
seguito ad interventi chirurgici,
sembrano aver fatto apparire i primi segni dell'autismo.
Più comunemente, l'autismo inizia
a manifestarsi dopo che il bambino ha avuto un attacco di encefalite o di
meningite. In entrambe
i casi, ci si può ragionevolmente aspettare un danno alla barriera
ematoencefalica e l'entrata
di una grande quantità di questi peptidi.
Dobbiamo
considerare in modo più polemico il ruolo delle vaccinazioni in questo
contesto. Non possiamo
ancora a lungo ignorare il grande numero di genitori che fanno risalire la
propria manifestazione
dell'autismo esattamente a quei giorni o, in
alcuni casi, a quelle ore, in cui c'è stata l'inoculazione
di un qualsiasi tipo di vaccino, con la motivazione che questi sarebbero
solamente lamenti
di chi vuole trovare qualcuno da incolpare per la situazione del figlio.
Mentre il ruolo dei programmi
di vaccinazione nel causare l'autismo rimane
non provato, il meccanismo attraverso il quale
potrebbe accadere sicuramente esiste.
Durante i loro primi giorni di vita,
la maggior parte dei bambini
del mondo occidentale sono stati vaccinati per il morbillo,
parotite,
varicella,
difterite,
pertosse,
tetano,
poliomielite,
epatiteB,
HIB,
tubercolosi.
Molte di
queste vaccinazioni utilizzano
forme vive e attenuate della malattia.
Considerato lo stato compromesso del sistema immunitario
dei bambini con autismo ci sono dei rischi
inerenti a questa procedura.
La precisa forza e
la schedula vaccinale variano da paese a paese e
una porzione sempre più consistente di persone manifesta
malessere in conseguenza alla somministrazione di questi prodotti.
In
molte persone che sono completamente asintomatiche potrebbe esserci una
quantità relativamente
piccola di questi peptidi oppioidi di derivazione esogena.
Quando qualcosa
danneggia seriamente
la permeabilità o della parete intestinale o della barriera
ematoencefalica o forse di entrambi,
le conseguenze potrebbero essere molto gravi.
Sicuramente
non si può affermare che questi fattori ambientali siano sempre
prerequisiti necessari per
il manifestarsi di autismo in un individuo.
Essi potrebbero convertire una predisposizione genetica
in una condizione clinica enormemente significativa e
pervasiva.
Allergia
o risposta tossica ?
Si
dovrebbe sottolineare che questo modello ipotetico implica il verificarsi
di effetti che sono conseguenze
di tossicità, piuttosto che di allergia. Quindi nella grande maggioranza
dei casi, i test per
le allergie che si basano sulla presenza di anticorpi specifici della caseina
e del glutine,
risulterebbero
negativi o, al massimo, lievemente positivi. Spesso c'è confusione
riguardo questo problema,
in particolare tra i medici, così l'effetto del grano su persone con autismo
vengono
rilevati
attraverso esami del sangue non adeguati alla situazione. Dato che i
peptidi colpiscono il sistema
immunitario, in modo variabile per dimensione e
natura, ci può essere evidenza di una sovreccitazione
del sistema immunitario, in modo variabile per dimensione e
natura, ci può essere evidenza
di una sovreccitazione del sistema immunitario di una certa rilevanza, per
questo, spesso vengono
rilevate allergie multiple quando vengono eseguiti i test.
Non
ci sono dubbi che una piccola percentuale della popolazione presenti una
condizione clinicamente
diagnosticabile come Morbo Celiaco, condizione che è sottostante all'autismo.
Dato che
la grande maggioranza di persone con autismo
non è stata testata riguardo questa condizione, non
è possibile fornire una statistica attendibile, ma in base ai nostri dati
e a quelli di Reilchelt (entrambi
non pubblicati) potremmo affermare che la condizione esiste nel 3-4 %
della popolazione
con
autismo.
Abbiamo
principalmente evidenziato l'importanza degli effetti potenzialmente
tossici, ma dobbiamo
anche riconoscere che spesso ci sono evidenze di risposte allergiche al
latte e al glutine
contenuto
negli alimenti.
Le conseguenze immediate sono probabilmente minime, ma
dovrebbero essere
tenute presenti quando si considera l'intero quadro clinico.
Altre
considerazioni
Ci
sono altri fattori che possono essere implicati nelle cause dell'autismo,
o per lo meno nella manifestazione
e nella esacerbazione dei sintomi, essi
conciliano con la teoria.
La
Candida è spesso considerata coinvolta nell'autismo,
ma il suo ruolo non è chiaro. Shaw (1994 e
1995) ha rilevato la presenza di metaboliti di origine micotica nelle
orine di persone con autismo, ma
ciò indica l'esistenza di tali organismi e
non implica necessariamente un coinvolgimento diretto nelle
cause dell'autismo. Sebbene ci sia carenza di
dati convalidanti, si nota spesso che una percentuale
insolitamente alta di persone con autismo
soffre di infezioni alle orecchie nell'infanzia.
Queste
infezioni possono essere, ma possono anche non esserlo, la conseguenza
dell'anormalità nel funzionamento
del sistema riferite precedentemente, ma questa situazione può anche
risultare dall'uso
di antibiotici.
Il
ruolo della Candida è ancora meno controverso. Se è presente
nell'intestino sicuramente colpirà la
parete intestinale e ne aumenterà il
permeabilità. Il suo potenziale verrebbe aumentato enormemente
dai deficit nello strato proteico che riveste l'intestino, i quali
deficit, come descritto precedentemente,
sono ritenuti conseguenza dello scarso funzionamento dei sistemi Solfuro Transferasi.
Dato che il sistema Solfuro Transferasi, in ogni caso, funziona con
un'efficienza pesantemente
ridotta, qualsiasi cosa necessiti del sistema per il suo funzionamento
amplificherebbe
verosimilmente
gli effetti del deficit. Spesso i genitori riportano che alimenti e
farmaci ricchi di componenti
fenoliche hanno effetti deleteri sui loro bambini. Quindi farmaci come il
paracetamolo (acetaminofina),
cibi come il cioccolato o bevande ottenute da mele o agrumi porteranno ad
una maggiore
permeabilità dell'intestino e ad un aumento
dei sintomi.
Qual
è la causa dell'autismo ?
Se
si accetta la teoria dell'eccesso di oppioidi dell'autismo,
non può esserci una sola semplice risposta
a questa domanda. La condizione può essere descritta come il risultato di
un disturbo metabolico
al quale contribuiscono molti singoli elementi.
Non
ci sono dubbi sul fatto che ci sia una componente genetica, ma questa
predisposizione deve diventare
evidente attraverso un processo o alcuni processi. Quindi ci possono
essere dei deficit in almeno
due elementi determinanti geneticamente. Il sistema peptidasi e i sistemi
solfuro transferasi hanno
un livello di funzionamento basso, quindi ognuno di essi potrebbe essere
considerato implicato
nelle cause. I peptidi ippioidi derivano per la maggior parte dal glutine
e dalla caseina,
quindi
si potrebbe argomentare che queste sostanze siano la causa della
patologia.
Per
funzionare in modo completo, gli enzimi che eseguono tutte le complesse
reazioni presenti nell'organismo
necessitano di co-fattori. Essi frequentemente sono vitamine e
minerali. Quindi
livelli
di vitamine e minerali inferiori al normale
possono portare ad uno scarso funzionamento di questi
enzimi. Integrazioni possono spesso essere necessarie. Questi deficit
potrebbero essere la conseguenza
di un cattivo assorbimento intestinale degli alimenti.
Può accadere che
la correzione degli
effetti dovuti al cattivo assorbimento corregga i deficit osservabili
delle vitamine e dei minerali.
Il
quadro è fondamentalmente uno solo, anche se una complessa azione
reciproca tra moltissimi fattori.
Ridurre gli effetti di uno qualsiasi di questi fattori che contribuiscono
a creare il quadro patologico,
potrebbe migliorare i sintomi dell'autismo,
ma, in alcuni casi, gli effetti sono minimi se considerati
isolatamente.
Dato
che in questo modello teorico i peptidi oppioidi hanno un ruolo centrale,
il resto di questa pubblicazione
verterà su queste sostanze e sui nostri studi
riguardanti questo campo.
Analisi
delle urine
Se
i peptidi sono presenti nel sangue, verranno filtrati dai reni ed escreti
dalle urine. Quindi il contenuto
peptidico delle urine rifletterà, approssimativamente, il contenuto del
sangue. Dato che prelevare
contenuti di sangue nei bambini, con o senza autismo
può provocare stress, nei nostri studi
ci siamo concentrati sulle urine piuttosto che sul sangue. In ogni caso è
stato osservato che le emivita
di questi peptidi è estremamente breve, ha durata di pochi minuti (Gardner).
A meno che non
si prendano precauzioni rigorose i peptidi non verranno trovati in nessun
modo. Sembrano che arrivino
alle urine in modo estremamente rapido.
I nostri risultati preliminari con
i dettagli della metodologia
sono già stati pubblicati (Shattok 1990). Nonostante alcuni piccoli
cambiamenti apportati,
il procedimento rimane sostanzialmente lo stesso.
Brevemente,
un campione fresco (10 ml) di urina (mitto intermedio, la prima della
mattina) viene sottoposto
ad un processo preliminare di purificazione attraverso il quale i peptidi
vengono separati dalle
altre molecole. I peptidi vengono poi iniettati in una colonna lungo la
quale passa un solvente con
un processo conosciuto come Cromatografia Liquida ad Alta Risoluzione. I
prodotti, una volta emersi
dalla colonna, vengono analizzati e i risultati vengono registrati in
forma grafica e numerica.
La
figura 2 mostra un tipico profilo delle urine (cromatogramma), ottenuto da
un soggetto normale, esente
da farmaci, senza segni di autismo
o di altre condizioni patologiche correlate.
La
scala in basso rappresenta il tempo impegnato da ogni materiale per l'eluizione.
L'area sotto il picco
rappresenta la quantità di ogni componente presente nell'estratto.
I
peptidi con attività biologica tendono ad apparire nella regione che si
trova all'incirca tra i 18 e i 30
minuti (in questo particolare sistema). Non è stato provato che tutti i
picchi tra questi punti siano dovuti
ai peptidi, ma molti di loro probabilmente lo sono. Alcuni di essi sono
peptidi leggermente modificati,
così abbiamo utilizzato il termine "peptoidi" per indicare che
sono composti simili ai peptidi.
Sebbene ci siano leggere variazioni da giorno a giorno che dipendano dalla
dieta o da altri cambiamenti,
ogni individuo mantiene caratteristiche simili.
Il
campione di controllo mostra dei picchi nell'area di rilevanza, ma nessuna
conseguenza importante.
La
figura 3 mostra il profilo di un campione da un soggetto con autismo.
Generalmente parlando, i picchi
nell'area di rilevanza sono più alti e più
numerosi. In particolare, la grande maggioranza dei soggetti
mostra il suo maggior picco tra i 20 e 21
minuti. Si è recentemente mostrato che questo composto
è la trans-Indolil.- Acriloil-Glicina (IAG) (Mills 1997)
In
un sottogruppo più piccolo di soggetti (meno del 10%) il picco maggiore
del profilo appare intorno
ai 25 26 minuti. Questo picco co-cromatografia con la betacasomorfina 7
bovina, uno dei principali
peptidi oppioidi ottenuti dalla lisi del latte usando una tecnica di esame
immunitario. Si può
quindi affermare con sicurezza che questo composto è la beta-casomorfina.
Quei
bambini i cui problemi sembrano correlati al latte tendono tendono ad
avere questo picco di casomorfina
come picco maggiore. Sebbene sia difficile essere precisi, sembra evidente
che in questi
soggetti l'autismo si è manifestato molto
presto. Nei nostri studi è risultato che la grande maggioranza
dei bambini si è sviluppata in modo normale nella prima infanzia e
ha sviluppato poi, tra
l'1 e i 3 anni, i sintomi dell'autismo. I
profili di questi soggetti tendono a mostrare il maggiore picco IAG.
E' interessante il fatto che i neonati
non inizino una dieta con il glutine
prima dei 9, 10 mesi
di vita. L'alimentazione dei bambini tende a non contenere prodotti
graminacei a causa della possibilità
di morbo Celiaco.
IAG
L'origine,
l'attività e il ruolo di questo composto
nell'eziologia dell'autismo sono sconosciuti.
Esistono
numerose spiegazioni possibili, ma in questa fase devono essere
considerate solo un pò più di
speculazioni. Le nostre ipotesi preferite si adattano ai fatti conosciuti e
aiutano anche a spiegare i profili
in modo logico. Noi sospettiamo che l'IAG, che ha una piccola azione
farmacologica, rappresenti
la versione detossificata di un precussore acido molto dannoso. Esso
potrebbe entrare molto
facilmente in molte membrane del corpo rendendole permeabili ad altre
sostanze biologicamente
attive come i peptidi. Molte membrane verrebbero danneggiate, ma per noi
di particolare
interesse sono quelle che rivestono la parete intestinale e
la barriera ematoencefalica.
Falsi
positivi
Nel
corso delle nostre ricerche, abbiamo incontrato un gruppo di soggetti che
hanno fornito dei risultati
classificabili come "falsi positivi". Il fatto è che in questi
soggetti l'IAG è il picco più alto nell'area
specificata. Molti di questi soggetti non presentano alcuna anormalità a
livello clinico.
In
alcuni casi c'è la chiara indicazione di qualche altra anormalità. Per
esempio, frequentemente, soggetti
con grave dislessia (16 su 18) mostrano "falsi positivi".
Abbiamo anche riscontrato soggetti con
anormalità psicologiche e comportamenti
inseribili nello stesso gruppo di disturbi.
Questi
includono il Disturbo da Deficit di Attenzione (DDA), Disturbo da Deficit
di Attenzione con Iperattività (DDAI) e anche alcuni tipi di Disturbo
Ossessivo Compulsivi. In dati numerici significativi,
possiamo fare alcune considerazioni riguardo i profili. Per esempio, i
profili ottenuti dai
gruppi menzionati sopra sono apparentemente più simili ai profili con
sindrome di Asperger, piuttosto
che a quelli con più gravi, classiche forme da autismo.
I
profili di soggetti con DDA e DDAI vengono ora
studiati in modo più sistematico.
Studi
familiari
In
questi studi abbiamo esaminato campioni di urina di altri membri di
famiglie in cui è presente l'autismo.
Nel complesso, anche quei soggetti che hanno risultati positivi non
mostrano anormalità cliniche,
ma, in molti casi, i genitori (o i soggetti stessi) mostrano difficoltà
di lieve identità. In uno dei
nostri primi studi il 46 % delle madri; il 42% dei padri e
il 56% dei fratelli mostravano questo tipo
di anormalità nei loro profili urinari.
Questo deve essere visto come un
quadro del 25% della popolazione
di controllo.
Attraverso
indagini dettagliate è risultato evidente che alcuni di questi fratelli e
alcuni di questi genitori
(ma certamente non tutti) mostrano i sintomi, di dimensioni più o meno
grandi, delle condizioni
descritte sopra.
Una considerevole aneddotica evidenza suggerisce che
esiste un'aumentata
incidenza di queste condizioni nelle famiglie in cui è presente l'autismo,
ma vi sono pochi
dati convalidanti.
http://www.daneprairie.com
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ANALI delle FECI
COMPRENSIVA DELLA DIGESTIONE - questa
analisi include molte analisi singole
- FUNZIONE
DIGESTIVA
diversi markers rivelano se le feci contengono livelli eccessivi di
grassi o fibre non digerite, enzimi digestivi, od alterazioni del
pH.
Variazioni del pH possono indicare attività batterica nell'intestino, o
problemi sia gastrici che biliari.Un marker della funzionalità
pancreatica, cioè il contenuto fecale di chimotripsina, è stato
studiato come indicatore di un fabbisogno di secretina per gli artistici
(quando il livello è basso).
La chimotripsina è un enzima digestivo che proviene dal pancreas.
-
FUNZIONE METABOLICA
la quantità di 3 catene corte degli acidi grassi (propionate, acetate
e butyrate)riflettono sia l'attività dei micro organismi intestinali
che un adeguato ammonto di fibre. I micro organismi liberano queste
catene dalla digestione delle fibre dei cibi e la loro quantità
rivela se vi è un bilancio corretto di flora intestinale e se
l'intestino ha buone capacità di assorbimento.
-
MICROBIOLOGIA
risultati sul bilancio degli organismi intestinali. Ovvero quantifica
e la presenza di una normale popolazione batterica "buona"
biovitale autoctona e una crescita anormale di germi patogeni per
mutazione endogena.
-
MICOLOGIA
lieviti o funghi che abitano nell'intestino in basso numero non
risultano in genere nelle culture di routines.
Quando si trovano
quantità alte sia nella coltura delle feci che dalla diretta
osservazione al microscopio c'è una FORTE IMPLICAZIONE DI ANORMALITA'
DELLA FLORA INTESTINALE, CHE AFFLIGE LA PERSONA SIA TRAMITE IL RILASCIO
DI TOSSINE CHE generando una risposta immunitaria, rivolta ad abbassare
il numero dei funghi.
-
PARASSITOLOGIA
verifica la presenza di parassiti intestinali, molto frequente nella
popolazione artistica.
RITROVAMENTI
TIPICI NELL'AUTISMO:
1) anormali funzioni digestive pancreatiche dovute a un deficit di
chimotripsina
2) malassorbimento dei grassi
3) disbiosi batterica e/o insufficiente fibre dietetiche
4) mancanza di batteri autoctoni
5) presenza di patogeni come candida, parassiti e batteri patogeni,
ecc.
6) Irritazione della mucosa della parete del tubo digerente con
riduzione della virilità dei villi e quindi riduzione della
superficie della parete intestinale.
MISURE
CORRETTIVE
1) correzione della DISBIOSI
- l’eliminazione dei funghi e dei parassiti
- ripristino con multibatterici probiotici (lactobacillus,
bifidobacter, ramnosus, ecc)
- Idro colon terapia con acqua basica e/o in certi casi con l’infuso
di caffè
2) se il pH FECALE è ALTO
(basico), trattare la
disbiosi con flora produttrice
di ammonia.
Se il pH è BASSO (acido), investigare le disfunzioni pancreatiche
(insufficiente bicarbonato rilasciato nel piccolo intestino), o
disfunzioni biliari, o elevazione batterica se le catene di acidi
grassi sono elevate.
Può esserci mal digestione dei carboidrati.
Considerare uso di enzimi generici e pancreatici, bicarbonato un'ora
dopo i pasti.
3) se POSITIVO IL SANGUE OCCULTO, considerare infiammazione della
mucosa GI, iperplasia linfatica, possibili parassiti.
4) se la CHIMOTRIPSINA è ALTA, considerare rapida motilità
intestinale, allergie ai cibi, inadeguate fibre, problemi con la
digestione di carboidrati, zuccheri o disaccaridi, e, ovviamente,
disbiosi.
5) se la CHIMOTRIPSINA è BASSA,considerare insufficienza pancreatica.
Ipocloridia gastrica e stitichezza possono essere cause. La terapia
con secretina può migliorare i livelli.
6)elevazione delle catene lunghe di acidi grassi,colesterolo o grassi
fecali sono consistenti con stetorrea (malassorbimento dei
grassi-molto frequente nell'autismo) possono
essere di aiuto supplementi di enzima lipase e taurina o glicina
7) Se le
CATENE CORTE od il BUTIRATO SONO BASSI,considerare insufficienti
livelli di flora (recente uso di
antibiotici
?), inadeguate fibre,
stitichezza
SE SONO
ALTE: considerare eccessiva flora (disbiosi), veloce motilità, come
colite, intolleranza al glutine, allergie ai cibi, ed insufficienza
pancreatica.
Tratto da:
http://www.genitoricontroautismo.org/index.php?option=content&task=view&id=118&Itemid=27
vedi:
Bibliografia su Autismo
dai vaccini
Il PECS inizia con
l'insegnare allo studente a scambiare una foto con un item desiderato con
l'insegnante, che immediatamente onora la domanda. Non viene utilizzato il
linguaggio come aiuto.
Il sistema va ad insegnare la discriminazione del simbolo e poi mette
tutto insieme in semplici frasi. .
Ai bambini viene anche insegnato a commentare e a rispondere a semplici
domande.
Il sistema ha avuto successo con adolescenti e adulti che hanno una lunga
serie di difficolta' comunicative, cognitive e fisiche.
Il fondamento del
sistema e' nel PECS TRAINING MANUAL, scritto da Lori
Frost e Dr. Andrew Bondy.
Per ulteriori informazioni visitare i siti:
http://trainland.tripod.com/pecs.htm
http://www.members.cox.net/tinsnips/welcome.html
http://www.usevisualstrategies.com
http://www.speakingofspeech.com/genaric.html
http://www.preschoolprintables.com
http://www.abcteach.com
http://www.dotolearn.com
http://www.flashcardexchange.com
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Autismo: scoperto
il test prenatale – In Inghilterra e’ scontro sull’esame…
Il livello di testosterone nell'utero può aiutare a prevedere il
disturbo
Gli esperti: la sindrome è legata a talenti particolari,
interrompere le gravidanze sarebbe gravissimo.
LONDRA – Gen. 2009
La misura dei livelli di testosterone nell’utero potrebbe
aiutare a prevedere se un bambino può diventare autistico.
Secondo uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista "British
Journal of Psychology", per effettuare il test basterebbe il
prelievo del liquido amniotico.
La ricerca, guidata da Bonnie Auyeung della
Cambridge
University, ha tenuto sotto osservazione, per otto anni, 235
bambini le cui madri si erano sottoposte ad amniocentesi.
Secondo gli autori, ci sarebbe una stretta relazione tra alti
livelli di testosterone nell’utero e lo sviluppo di tratti
tipici dell’autismo, come la mancanza di socializzazione e un
vocabolario ridotto. Inoltre, la probabilità che sia coinvolto
proprio l’ormone maschile è giustificata anche dal fatto che la
gran parte dei soggetti autistici sono di sesso maschile.
La notizia, scrive il Guardian, ha subito scatenato reazioni
discordanti tra gli esperti britannici che già prevedono un
acceso dibattito nazionale sul tema: il test offrirebbe, di
conseguenza, l’opportunità alle madri di decidere se portare
avanti o meno la gravidanza di un bambino che presenta questa
difficile condizione. Ma molte persone che oggi conducono una
vita normale sono clinicamente da considerare "borderline". È il
caso, ad esempio dell’attrice americana Daryl Hannah, nota per i
suoi ruoli in "Splash - una sirena a Manhattan", "Blade Runner"
e "Kill Bill", a cui da bambina era stata diagnosticata una
forma leggera.
Inoltre questo disturbo è spesso legato a talenti particolari:
presenta infatti un ampio spettro di casi che vanno dai bambini
assolutamente incapaci di comunicare a individui dotati di menti
geniali, soprattutto nel campo della musica o della matematica.
Al progetto di individuare l’autismo tramite amniocentesi si
oppongono in modo particolare i genitori di bambini che
presentano il problema perché temono che ciò porti a una maggior
discriminazione e meno aiuti per i loro figli.
L’esame, infatti, apre un dibattito sulle implicazioni etiche
della scoperta: i genitori dopo aver saputo che il neonato
soffrirà di autismo potrebbero decidere di eliminare il feto. Lo
ha spiegato l’autore dello studio, il professore Simon
Baron-Cohen, che si è chiesto se «il test sia a questo punto
consigliabile ?
Cosa rischieremo di perdere se i bambini autistici fossero
eliminati dalla popolazione?».
Cohen ha ricordato che «già esiste un test per la sindrome di
Down e che i genitori possono legalmente scegliere di porre
termine alla gestazione ma l’autismo è spesso fonte di talenti
particolari».
La scoperta del legame alta concentrazione di
testosterone-autismo potrebbe però spingere le case
farmaceutiche a sviluppare nuovi farmaci per ridurre il tasso
dell’ormone incriminato. La Società britannica autistici non si
è espressa a favore o contro il test ma si è limitata ad
osservare che potrebbe aiutare i genitori a prepararsi ad
affrontare le difficoltà di crescere un bambino sapendo
dall’inizio cosa li aspetti. Al momento a molti bambini la
malattia non è diagnosticata prima dei due o tre anni di età,
portando in molti casi alla disperazione le coppie che non
riescono a spiegarsi le ragioni dei disturbi dei loro figli.
Tratto da: lastampa.it
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NON E' solo il MERCURIO il NEMICO da BATTERE
Frequentemente si sente parlare di "chelazione" per
eliminare i metalli tossici dall'organismo dei bambini
affetti da "sindrome autistica" ma non sempre è una
terapia consigliabile, a volte
può creare accumulo
a livello renale ed epatico con conseguenze facilmente
immaginabili.
Il "problema mercurio" è riferibile alla sua azione,
anche in microdosi, sulle catene aminoacidiche leganti
le molecole del sistema HLA e la relativa rottura dei
ponti disolfuro delle stesse: reazioni
allergo-immunologiche. Non è quindi la "chelazione"la
panacea, ma la sostituzione dei metalli tossici con lo
zinco
nei recettori specifici e la sua trasformazione in
enzima che
interviene nelle funzioni mitocondriali.
Il problema NON e' solo il tessuto di
preparazione del
vaccino (fra parentesi non si coltivano i
virus perche
NON sono ne' micro organismi ne' vegetali essi sono
PROTEINE a DNA)
infatti non sono ne' vivi e' ne' si possono uccidere, come
NON si puo' uccidere nessuna proteina !
Di fatto, E' il principio stesso
del vaccino che e'
pericoloso perche' induce
immunodepressione, dalla immunita' aspecifica che si
ha quando si nasce, con il vaccino si tende a voler
specializzare l'immunita' mandandola semplicemente in
confusione, cioe' in malfunzione, quindi successivamente al
vaccino si puo' essere soggetti a qualsiasi tipo di
malattia AIDS
compreso, perche' trattasi proprio di
malattia del sistema immunitario !
Quindi consigliamo a TUTTI quelli che affermano che i
vaccini fanno bene...di informarsi bene
sugli studi esistenti
sui danni dei vaccini
e, se capaci, di confutare quegli studi direttamente ai
loro autori, che comprovano le
intossicazioni
gravi,
infiammazioni importanti, lesioni al
sistema
immunitario e le
mutazioni genetiche indotte dagli stessi
vaccini sui poveri
vaccinati.
Continua in:
Pag. 6 -
Pag. 7 -
Pag. 8 -
Pag. 9 -
Pag. 10 -
Pag 11 -
Pag. 12 -
Pag. 13 -
Pag 14 -
Pag 15 -
Pag. 16 -
Pag. 17 -
Pag. 18 -
Pag.19 -
Pag. 20 -
Pag. 21
vedi
anche
Dati ISTAT sui Vaccini +
Malattie e Vaccini
vedi:
Bibliografia Danni dei
vaccini +
Bibliografia danni 2
+ 1.000 studi sui Danni dei
Vaccini
Commento NdR: questi
studi dimostrano e confermano cio'
che insegniamo da decenni e cioe' che i
Vaccini
producono nei soggetti sottoposti a
quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per
tecniche preventive,
Malnutrizione con perdita di fattori
vitali essenziali alla vita sana, alterazione e
perdita di:
flora batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali), oltre alle
mutazioni genetiche occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni
e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi che nel tempo possono
produrre malattie
le piu' disparate ! - vedi:
Contenuto dei vaccini
vedi
Statistiche Istat
sui vaccini
Consulenze e
perizie per danni da vaccino dott.
M. Montinari
+
Interrogazione Parlamentare
Autismo, Vaccini, la prova -
Il
nuovo libro del
dott.
Massimo Montinari
Vedere
con attenzione questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=xooPZEfCtKE
+
G. Puccio
ricercatore osteggiato
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un
vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette
molti medici in confusione è che parte della
reazione nei confronti del vaccino porta alla
produzione di anticorpi.
Ciò è falsamente considerato immunità.
Continua
in:
Immunogenetica + Pag.2
+ Pag.3 +
Pag.
4
+
Bibliografia
vedi:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini
vedi anche:
Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo
+
Contenuto dei Vaccini
+
Uranio e Vaccini - 1 +
Uranio e Vaccini - 2
+
Guerra del Golfo, Uranio o
Vaccini ?
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